domenica 4 luglio 2010

Cassazione: assolto, nessun maltrattamento.
La moglie è di tempra forte.


I loro nomi e i loro visi sono stampati su tutti i giornali. Le loro fotografie, momenti privati e sereni, circolano su internet. Commenti ai blog le commemorano e gli ospiti in televisione scuotono la testa e ripetono che la violenza va fermata.
Meno di una settimana fa, si piangevano Maria e Sonia, una residente a Chieri in Piemonte l’altra in Lombardia, uccise dal loro ex lo stesso uomo, pluricondannato per stalking e mai fermato. In questi giorni, a Novara, non si parla che dell’uccisione di Simona, avvenuta addirittura per mano di un Carabiniere, che aveva una storia e un figlio con un’altra donna ma non voleva rinunciare a lei.



Coltellate, colpi di pistola; poi tutto finisce e a farne le spese sono loro, quei visi sereni di donna. Quante volte Maria e Sonia si saranno chieste: “Cosa posso fare, chi mi aiuterà a uscire da questo incubo?”. Non c’è risposta alla loro domanda. Le forze dell’ordine sembrano legate dalla prassi, le associazioni urlano inascoltate, i politici maschi (unici decisionisti) non concretizzano.


Il 2 giugno 2010 – pochi giorni dopo la loro triste fine – la Cassazione, nel nome dello Stato italiano, stabilisce che:


“I maltrattamenti cui viene sottoposta una donna che ha un forte temperamento non sono percepiti in quanto tali e dunque non costituiscono reato. Di conseguenza il fatto non sussiste”


L’uomo che ha beneficiato delle sentenza ha alle spalle una doppia condanna per maltrattamenti in famiglia. Si chiama Sandro, vive a Livigno in Lombardia. Sia il Tribunale di Sondrio che successivamente la Corte d’Appello di Milano avevano accolto le lamentele della moglie Roberta, vittima di maltrattamenti, condannando il marito - pure con la concessione delle attenuanti - a 8 mesi di reclusione con la condizionale.


Roberta avrà reagito. Non le avrà volute ricevere, tutte quelle "carezze". Deve pagare per il suo temperamento, per legittima difesa?


Secondo la Cassazione, i giudici di appello avevano rilevato come la moglie avesse un "carattere forte" e dunque non era affatto intimorita dall’atteggiamento del marito. In sostanza, la tesi difensiva di Sandro, accolta, si è basata sul fatto che i giudici "hanno scambiato per sopraffazione un semplice clima di tensione" tra coniugi.

Inoltre, la Suprema Corte fa notare
che "i fatti incriminati sono solo genericamente richiamati nella sentenza impugnata e appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell’arco di circa 3 anni. Comportamenti di maltrattamento sporadico per i quali, la moglie aveva anche rinunciato alla querela”. Se Roberta avesse avuto paura di ritorsioni? Sandro è assolto.


E vissero felici a contenti, in Cassazione, però. Solo in Cassazione: Sandro non sconterà neanche un giorno, anzi tornerà a casa e chissà che non riprenda le cattive abitudini, se sua moglie non sarà già scappata lontano. Roberta, come ogni femmina, doveva subire. Nei secoli dei secoli, questa è stata la sola sentenza tangibile in materia di tutela della donne.


Giovanna Boglietti

2 commenti:

  1. Forse è il caldo,ma questa escalation di gravi avvenimenti preoccupa...
    sarà che ho un carattere diverso,e se venissi mai lasciato non perderei la testa,dato che mi voglio troppo bene per arrivare ad un autolesionismo e ad essere lesionista...dico:è finita...boh basta me ne trovo un'altra.
    ad ogni modo questa sentenza è tale da farmi schifare...

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  2. Grazie L. Il problema si fa complesso. Una volta si credeva nelle istituzioni, si minacciava di chiamare le forze dell'ordine o di arrivare davanti a un giudice. E adesso? Adesso si rischia di favorire la violenza con la legge!
    Siamo talmente immersi nella violenza che ci si permette di classificarla in atti minori e più gravi! Dopo il dibattito sui jeans e lo stupro, adesso entra in ballo il carattere forte. Ma ciò che conta non è la reazione di una donna, quando è la forza fisica di un uomo la cosa che fa la differenza!

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