martedì 8 giugno 2010

Passante e Musa

La via assordante attorno a me urlava.

Alta, sottile, in lutto, dolore maestoso

una donna passò con la mano fastosa

sollevando orlo e balza, facendoli oscillare;

agile e aristocratica, con la sua gamba di statua.

Io, io contratto come un maniaco, bevevo

dai suoi occhi, cielo livido gonfio di bufera,

la dolcezza che affascina e il piacere che uccide.

Un lampo, poi la notte! - Fuggitiva beltà

il cui sguardo in un attimo mi ha risuscitato,

ti rivedrò soltanto nell'eternità?

Lontano, chissà dove! troppo tardi! forse mai più!

Poiché non so dove tu fuggi, né tu non sai dove io vado,

o tu che avrei amata, o tu che lo sapevi!



Charles Baudelaire, "A una passante"

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