<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575</id><updated>2011-10-12T08:07:06.066+02:00</updated><title type='text'>Fumerie d'ozio</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>238</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7234867647961134773</id><published>2011-01-11T12:56:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T12:57:56.338+01:00</updated><title type='text'>USA: la caccia (vera) alla deputata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TSxFbO5sk4I/AAAAAAAAAhA/jrOzO8_FrZ0/s1600/Gabrielle-Giffords.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560895974054597506" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TSxFbO5sk4I/AAAAAAAAAhA/jrOzO8_FrZ0/s320/Gabrielle-Giffords.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;su &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;a href="http://womanjournal.wordpress.com/"&gt;Woman Journal&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7234867647961134773?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7234867647961134773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2011/01/usa-la-caccia-vera-alla-deputata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7234867647961134773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7234867647961134773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2011/01/usa-la-caccia-vera-alla-deputata.html' title='USA: la caccia (vera) alla deputata'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TSxFbO5sk4I/AAAAAAAAAhA/jrOzO8_FrZ0/s72-c/Gabrielle-Giffords.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2508292408115715106</id><published>2010-12-28T11:42:00.002+01:00</published><updated>2011-01-28T12:07:59.286+01:00</updated><title type='text'>Natalya Estemirova: l'affronto in tv pagato con la vita?</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Natalya Estemirova&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; era un’attivista russa per i diritti umani, attiva soprattutto in &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Cecenia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e premiata in diversi paesi del mondo per il suo lavoro, fondamentale nel documentare decine di casi di abusi dei diritti umani in Cecenia. Estemirova è stata uccisa il 15 luglio del 2009: rapita alle otto e mezza del mattino in casa sua, a Grozny, infilata urlante in una macchina, uccisa a colpi di pistola in testa e al petto e poi abbandonata in un bosco, nel pomeriggio.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Sedici mesi dopo, in Russia si sta celebrando &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;un processo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; riguardo Natalya Estemirova. Pochi giorni fa molti suoi amici sono entrati in un’aula di tribunale per assistere al dibattimento: un uomo dietro il banco degli imputati e i procuratori a chiedergli conto di operazioni speciali e omicidi mirati. Come racconta il New York Times, però, &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;l’imputato non è il sospetto assassino di Estemirova, bensì un suo collega&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: Oleg P. Orlov, presidente di Memorial, una delle più forti e influenti organizzazioni russe per i diritti umani. Orlov è accusato di diffamazione, per via delle sue pubbliche ed esplicite accuse all’uomo che ritiene responsabile della morte di Natalya Estemirova: il presidente ceceno Ramzan Kadyrov, sostenuto dal governo centrale di Mosca. Rischia tre anni di detenzione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La morte di Estemirova, invece, è stata oggetto di una singola e incompleta inchiesta, conclusasi senza nemmeno l’individuazione di uno o più imputati. Il suo caso è emblematico del funzionamento della giustizia russa, probabilmente ancora di più di quello di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;Mikhail Khodorkovsky&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;di cui si discute molto in questi giorni. La denuncia mossa nei confronti di Orlov da parte del presidente ceceno è un ulteriore tassello di questa strategia, che prevede la sistematica repressione del dissenso con l’intimidazione e a volte anche la persecuzione giudiziaria. Non ci sono molte detenzioni sommarie, come avveniva ai tempi dell’Unione Sovietica, bensì una tattica più liquida: denunce per diffamazione, richieste di risarcimento danni, processi iniqui che non finiscono mai.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Il presidente Kadyrov ha detto ripetutamente di non avere nulla a che fare con la morte di Natalya Estemirova. Ha descritto però la sua organizzazione, Memorial, come infida e violenta.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; I suoi avvocati sostengono che Estemirova sia stata uccisa dagli stessi membri della sua organizzazione allo scopo di screditarlo. Ovviamente, nessuno dal Cremlino ha speso una parola per Orlov, che per adesso rimane a piene libero e continua a criticare Kadyrov per la sua brutale repressione delle insurrezioni islamiche in Cecenia. E per avere quantomeno demonizzato il lavoro di Estemirova, se non addirittura commissionato direttamente il suo assassinio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il presidente ceceno Kadyrov è un ex militante islamista che a un certo punto ha cambiato fronte del conflitto ed è diventato un fortissimo alleato del Cremlino. È stato nominato presidente da Putin nel 2004, quando il precedente presidente – suo padre, tra l’altro – era stato ucciso. Aveva appena trent’anni, faceva il boxeur, amava le armi e aveva uno zoo personale. Ha sostenuto più volte che l’unico obiettivo di Estemirova e Memorial è attrarre finanziamenti dall’estero e indebolire la Russia, e per questo sono pronti a mettere in giro falsità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Nel 2008 aveva tentato di blandire Estemirova nominandola in organo governativo per i diritti umani, nella speranza che questo la portasse a essere meno critica nei confronti del governo. Le cose andarono diversamente: Estemirova andò in tv e denunciò la norma che obbliga le donne ad andare in giro col volto coperto, in ossequio a quanto stabilito dalla legge islamica.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; “Non mi piace che qualcuno mi imponga qualcosa, che sia come vivere o come vestire”. Kadyrov, sostenitore della norma, si infuriò e la licenziò. Lei si esiliò volando in Russia con sua figlia. Pochi mesi dopo tornò in Cecenia. Nel luglio del 2009, nei giorni in cui indagava sugli incendi appiccati dalle forze di sicurezza alle case dei militanti islamici, qualcuno la rapisce e la uccide.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“La gente mi chiede: chi è il colpevole di questo omicidio?”, disse Orlov a una conferenza stampa subito dopo il fatto. “Io conosco il nome di questa persona. Conosco il suo titolo. Il suo nome è Ramzan Kadyrov. Il suo titolo è presidente della Cecenia”. La risposta di Kadyrov arrivò diversi giorni dopo. “Perché Kadyrov dovrebbe uccidere una donna di cui non importa nulla a nessuna? Lei non ha mai avuto alcun onore né alcuna coscienza, mai”. Pochi giorni dopo, aggiunse: “Loro non sono miei avversari – sono nemici del popolo, nemici della legge, nemici dello stato”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;(Il Post) &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2508292408115715106?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2508292408115715106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/natalya-estemirova-laffronto-in-tv.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2508292408115715106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2508292408115715106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/natalya-estemirova-laffronto-in-tv.html' title='Natalya Estemirova: l&apos;affronto in tv pagato con la vita?'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-9040205888580400768</id><published>2010-12-27T11:06:00.002+01:00</published><updated>2010-12-27T11:09:53.207+01:00</updated><title type='text'>Iraq: uccide la figlia. Lei voleva fare la "kamikaze"</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Eroe o assassino? La polizia irachena sta investigando i motivi che hanno spinto il piccolo commerciante di polli e pecore &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Najim al-Anbaky&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; a strozzare e poi sgozzare sua figlia, la 19enne &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Shahlaa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, circa tre settimane fa nella loro casa alla periferia del villaggio di Mandali. «Il caso è aperto. Se fosse confermata la versione del padre, secondo il quale avrebbe fermato la ragazza che era stata reclutata da al Qaeda per compiere un attentato suicida contro i pellegrini sciiti in arrivo dall'Iran, questi &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;sarebbe immediatamente scarcerato e con il massimo del rispetto&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;. Ma non è escluso si tratti dell'ennesimo delitto d'onore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, da perseguitare con severità», sostengono gli agenti intervistati dai media locali.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;LE DONNE IN IRAQ - &lt;/b&gt;Quella che emerge dal dramma di Shahlaa è in ogni caso un'altra prova delle complicate condizioni di vita per le donne nel profondo Iraq rurale. Mandali è un villaggetto della regione di Diala, un centinaio di chilometri a nord est da Bagdad, poco lontano dal confine con l'Iran. Luogo di scontro frontale tra sciiti e sunniti, dove i kamikaze di al Qaeda hanno causato migliaia di vittime tra le masse di pellegrini iraniani che annualmente transitano in bus da queste parti per raggiungere le città sante di Najaf e Karbala. Negli ultimi giorni la tensione è alle stelle. Sta infatti terminando il mese santo di Moharram, quando i pellegrinaggi sono più frequenti. Al Qaeda sta rialzando la testa. &lt;/p&gt;&lt;div id="rectangle right" class="right" align="justify"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;OAS_AD('Bottom1');&lt;/script&gt;&lt;!-- ghost --&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150' end --&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I PRECEDENTI - &lt;span style="color:#993399;"&gt;Già nel passato ha utilizzato donne per gli attacchi sucidi. È più difficile controllarle ai posti di blocco. Mancano poliziotte. E loro possono nascondere le bombe sotto la «baja», il vestito lungo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Si calcola che dalla guerra del 2003 al Qaeda abbia reclutato oltre 180 donne «martiri» a Diala. Ci sono vedove, ragazzine inesperte, orfane, persino minorate. «Sapevamo che Shahlaa al-Anbaky era in contatto con al Qaeda. Per questo ci eravamo recati a perquisire la casa del padre», ammette il portavoce della polizia locale, maggiore Ghalib al-Karkhi. Come irrompono nell'abitazione però l'uomo li anticipa veloce. «Ho ucciso mia figlia. Stava per farsi saltare in aria. Il suo corpo è nascosto presso il nostro giardino». Se così fosse, avrebbe ben poco da temere dalla legge. &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Altre fonti nella polizia sottolineano però che già nel 1984 Najim aveva pugnalato a morte una sorella per difendere il buon nome della famiglia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Uno delle centinaia di delitti d'onore che insanguinano annualmente il mondo musulmano. La figlia potrebbe avere avuto una relazione senza essere sposata, forse con un militante di al Qaeda. Sin dalla crescita degli attentati nel 2005 è emerso che uno dei trucchi utilizzati dagli estremisti islamici è avere rapporti sessuali completi con le fidanzate, che così si mettono automaticamente in rotta con le famiglie e nelle mani dei loro reclutatori.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;p class="footnotes" align="justify"&gt;(Lorenzo Cremonesi, Corriere.it)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-9040205888580400768?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/9040205888580400768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/iraq-uccide-la-figlia-lei-voleva-fare.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/9040205888580400768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/9040205888580400768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/iraq-uccide-la-figlia-lei-voleva-fare.html' title='Iraq: uccide la figlia. Lei voleva fare la &quot;kamikaze&quot;'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5887444581809647200</id><published>2010-12-22T23:28:00.003+01:00</published><updated>2010-12-22T23:30:59.860+01:00</updated><title type='text'>La mia avventura "parallela"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Si chiama &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://womanjournal.wordpress.com/"&gt;Woman Journal&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Seguitemi anche su questo nuovo blog. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Fumerie d'ozio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; continuerà a trattare di donne in ambito internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; Su Woman Journal parlerò della gentile metà &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;del nostro Paese. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5887444581809647200?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5887444581809647200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/la-mia-avventura-parallela.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5887444581809647200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5887444581809647200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/la-mia-avventura-parallela.html' title='La mia avventura &quot;parallela&quot;'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1257787568798784651</id><published>2010-12-18T14:30:00.002+01:00</published><updated>2010-12-18T14:37:44.715+01:00</updated><title type='text'>Messico: il martirio di Marisela</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: auto 0cm 12pt" class="reader1"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Uccisa in strada. Chiedeva giustizia per la figlia sedicenne Ruby, gettata in una discarica nel 2008&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 12pt; mso-margin-top-alt: auto" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;WASHINGTON&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; – Marisela Escobedo Ruiz chiedeva giustizia per la figlia brutalmente assassinata nel 2008. Ieri forse lo stesso killer l'ha freddata sparandole in testa. Un agguato non in un vicolo buio, ma davanti al palazzo del governo, nello stato messicano di Chihuahua. Le autorità locali dovrebbero pagare per questo delitto: sapevano che era stata minacciata e non ha fatto nulla per proteggerla. La battaglia solitaria di Marisela inizia nel 2008, quando la figlia sedicenne, Ruby, è uccisa e bruciata. Il cadavere è poi gettato in una discarica di Ciudad Juarez. Rispetto a centinaia di delitti insoluti, la polizia individua l'omicida: è il suo compagno, Sergio Bocanegra, un bandito vicino alla narco-gang dei Los Zetas. Lo arrestano un anno dopo e lo portano in giudizio. L'uomo confessa poi ritratta. A sorpresa viene assolto «per insufficienza di prove». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 12pt; mso-margin-top-alt: auto" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;Il verdetto è scandaloso e provoca molte proteste. Si celebra un nuovo processo. Questa volta i giudici condannano il killer&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; che però è ormai latitante. Marisela non si arrende. Si batte ovunque, lancia appelli, fa il possibile per ottenere che Bocanegra torni in prigione. E si improvvisa detective, riuscendo a localizzare il ricercato a Zacatecas. Quando cercano di catturarlo Bocanegra fugge sparando e trova poi protezione nei clan dei trafficanti. Nel clima di grande impunità, dove spesso polizia ed esercito messicani sono collusi con i mafiosi, il killer non ha paura di lanciare minacce contro la donna. Marisela avverte gli investigatori, ma sa bene che è inutile. È più facile che diano una mano ai tagliatori di teste. L’ultima carta è quella di un presidio solitario davanti al palazzo del governo a Chihuahua. Spera di smuovere le autorità, ma se che la vendetta dei nemici è vicina. In una intervista, il 7 dicembre, afferma: «Se vogliono farmi fuori che lo facciano qui davanti. Sarà una vergogna per il governo». È quello che accade. Il video di una telecamera di sorveglianza mostra una persona avvicinarsi a Marisela. Lei tenta di scappare, attraversa la strada, ma il sicario la insegue e la colpisce. È la fine. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 12pt; mso-margin-top-alt: auto" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;La notizia dell'esecuzione suscita commozione, proteste, sdegno. E tanta rabbia. La polizia sospetta che l’esecutore&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; possa essere sempre Sergio Bocanegra o un suo complice. Il governatore Duarte, finalmente, si sveglia. Annuncia provvedimenti contro i tre giudici che hanno assolto il killer: toglieremo loro l’immunità. Nulla che possa riparare quanto fatto alla famiglia Escobedo. Il martirio di Marisela – tanto per aggiungere sale sulle ferite – coincide con una maxi-evasione dal carcere di Nuevo Laredo, al confine con il Texas. Se ne sono andati – quasi certamente grazie alla complicità delle guardie – 140 detenuti, tutti legati ai narcos. Secondo la ricostruzione i prigionieri sono usciti tranquillamente dall’ingresso principale senza che nessuno tentasse di fermarli. Sulla cifra esatta dei fuggiaschi però potrebbero esserci delle sorprese. I detenuti rimasti hanno impedito alla polizia di fare «la conta» nel braccio 2. E dunque non si esclude che gli evasi siano molti di più. Questo per dire che se anche Sergio Bocanegra finisse di nuovo in cella non vi sarebbe la garanzia di una lunga permanenza. Questo è il Messico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Guido Olimpio (Il Corriere.it)&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1257787568798784651?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1257787568798784651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/messico-il-martirio-di-marisela.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1257787568798784651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1257787568798784651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/12/messico-il-martirio-di-marisela.html' title='Messico: il martirio di Marisela'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8102333586794131330</id><published>2010-11-24T10:29:00.007+01:00</published><updated>2010-12-18T14:41:17.910+01:00</updated><title type='text'>Biellywood, o quasi!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TOzgmjNxR2I/AAAAAAAAAgk/NaC39Hk9N2Q/s1600/tognazzi_ricky.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 248px; FLOAT: left; HEIGHT: 169px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543052194278885218" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TOzgmjNxR2I/AAAAAAAAAgk/NaC39Hk9N2Q/s320/tognazzi_ricky.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;“Benvenuti nel Nord-Ovest”. Sarà forse il motto che alla presentazione della &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;commedia “made in Biella”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; al Torino Film Festival (produzione sostenuta da Film Investimenti Piemonte), che si aprirà venerdì.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Di certo il motto l’ha coniato il sindaco, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Dino Gentile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, ispirato dal fresco successo ai botteghini del film “Benvenuti al Sud”, interpretato da Claudio Bisio.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un motto e una raccomandazione. Così, sembra proprio che quei biellesi che, in questi giorni di riprese ingombranti, sbuffano e si lamentano debbano mettersi il cuore in pace: Biella potrebbe diventare la Castellabate del Piemonte e, proprio come sta accadendo al paesino del Salernitano dove il film di Bisio è stato ambientato, imporsi come ambita meta turistica.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;A differenza di un consigliere comunale di Ivrea che ha recitato come comparsa, il primo cittadino di Biella ha declinato l’invito di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Simona Izzo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, ma il Comune all’evento ha partecipato offrendo 5mila euro. Una piccola parte, alla quale si è aggiunto il contributo di enti e imprenditori; così si è arrivati a 40mila.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Quanto alla ricaduta? C’è una cifra, che sorprende: “Per il mese di permanenza della troupe di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Tognazzi &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;(alloggi, pasti e spese di vario genere di una settantina di persone), i ricavi sono stimati sul milione di euro. Senza contare la scia che il film lascerà dopo l’uscita, dall’ 8 aprile”, precisa l’assessore &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Andrea Gibello&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Aggiungendo anche il noleggio, saranno 15 milioni gli spettatori che vedranno Biella sullo schermo. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.ilbiellese.it/article.php?id=8868"&gt;Continua sul sito de Il Biellese...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;(Giovanna Boglietti, Il Biellese, 23 novembre 2010)&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8102333586794131330?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8102333586794131330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/11/biellywood-o-quasi.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8102333586794131330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8102333586794131330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/11/biellywood-o-quasi.html' title='Biellywood, o quasi!'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TOzgmjNxR2I/AAAAAAAAAgk/NaC39Hk9N2Q/s72-c/tognazzi_ricky.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6505397817815331330</id><published>2010-11-13T11:33:00.011+01:00</published><updated>2010-11-13T12:04:34.125+01:00</updated><title type='text'>Obama - Palin: reality show.</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La presidenza a colpi di reality. A metà mandato, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Barack Obama&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e la sfidante favorita alla corsa alla presidenza, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sarah Palin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, anticipano la campagna elettorale e fanno di più: si mostrano nella loro vita quotidiana. Democratici contro repubblicani sotto l’occhio indiscreto del Big Brother, ma a modo loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Barack Obama sceglie di documentare i video dei retroscena alla Casa Bianca attraverso una pubblicazione settimanale su internet. La serie è intitolata &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;West wing week”&lt;/span&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; in omaggio a “West wing” uno dei più celebri sceneggiati televisivi&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;:&lt;/span&gt; l’ala destra della Casa Bianca, uno show tra il politico e il personale, ispirato al presidente Clinton, predecessore di Obama. A dispetto della recente virata repubblicana alle urne, “&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;West wing week”&lt;/span&gt; sta riscuotendo successo di pubblico e di media. La &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Abc&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e la &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Msnbc&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, ad esempio, hanno ripreso il filmato in cui Obama telefona a Gail O’ Brien, una donna a cui era stato diagnosticato un tumore molto grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;L’approccio al reality è quello in salsa agrodolce al quale la famiglia Obama ci ha abituati: le figlie che giocano nella sala Ovale, sulla scia dei Kennedy; la White House aperta ai bambini a Natale per il rito della consegna dei regali, la famiglia che nuota nel mare inquinato dalla Bp; Michelle che zappa l’orto nel giardino presidenziale e che, in questi giorni, ha preso ad affettare bistecche per i militari americani. Obama ci riprova con l'anticonformismo che ha fatto della sua vita quotidiana e privata il collante al suo elettorato; più che l’attuazione del programma di partito, costato non poche critiche. &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZmOOj_cTH78"&gt;Uno dei video&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore dei video è &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Arun Chandhary&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, trentacinquenne giornalista, regista, fotografo e operatore cinematografico. Chandhary ha dichiarato al “&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;New York Times”&lt;/span&gt; di “voler fare la storia”, perché, secondo lui, “&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;West wing week”&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;è un documentario a cui gli storici attingeranno ampiamente in futuro per spiegare la Presidenza Obama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Se gli Obama rappresentano i parvenu e l’americano medio-alto, con un certo stile, Sarah Palin punta invece all’americano medio puro, quello che nell’immaginario collettivo dorme con il fucile sotto al cuscino, beve e mangia a volontà, assapora la bellezza un po’ ruvida di una Mother Nature incontaminata. Sembra un po’ stringente il presupposto da cui parte il reality &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;"Sarah Palin's Alaska",&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; serie targata TLC, di Discovery Network. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da domani sera gli americani si godranno lo spettacolo, se è vero – come riporta con perplessità &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;The Huffington Post&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; - che per i produttori "there's something for everyone here. &lt;span style="mso-ansi-language: EN" lang="EN"&gt;We do shoot all around the country. Our topics and people tend to represent a lot of daily American lives -- a little less of the edgy, cooler (material)". &lt;/span&gt;L’Alaska è in ogni americano, ma davvero? Già spuntano &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;versioni satiriche&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; del programma, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=B9pTAue5E1M&amp;amp;feature=related"&gt;come questa&lt;/a&gt;. In ogni caso, starà agli americani appiccicarsi addosso l’etichetta tra il goliardico e lo spartano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6505397817815331330?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6505397817815331330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/11/obama-palin-reality-show.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6505397817815331330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6505397817815331330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/11/obama-palin-reality-show.html' title='Obama - Palin: reality show.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1888615148057925910</id><published>2010-11-10T14:23:00.002+01:00</published><updated>2010-11-10T14:30:00.120+01:00</updated><title type='text'>Germania: si litiga sul femminismo. Tra donne.</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Le femministe tedesche insorgono&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: sarebbe naturale individuare l’oggetto della loro indignazione nell’ennesima discriminazione di carattere sessuale, dove il potere patriarcale ha avuto la meglio su competenze e merito, e invece a suscitare le ire delle agguerrite donne è un altra donna, la ministra della famiglia &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Kristina Schröder&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che in una recente intervista al Der Spiegel ha duramente criticato l’ultimo libro della storica femminista &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Alice Schwarzer&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, dal titolo “La piccola differenza e le sue grandi conseguenze”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;La Schröder ha contestato alla Schwarzer che il rifiuto della relazione tra uomo e donna non rappresenta la soluzione all’ineguaglianza fra i sessi e soprattutto che sia sbagliato sostenere che “il rapporto eterosessuale sarebbe difficilmente possibile senza soggiogare la donna”. Non contenta, o forse non consapevole delle reazioni che avrebbe suscitato, la Schröder ha continuato: “E’ assurdo parlare di soggiogare quando si tratta di qualcosa di essenziale per la sopravvivenza dell’umanità – e ancora – il femminismo ha almeno in parte sottovalutato che la coppia e i figli portano felicità”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ma potevano bastare queste affermazioni per suscitare le ire funeste femministe? Probabilmente, dalla saggezza dei suoi 33 anni con cui si è aggiudicata il titolo di ministra più giovane, la politica cristiano-democratica voluta da &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Angela Merkel&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; al dicastero della famiglia pensava di no ed è allora che ha sganciato la bomba mediatica, sostenendo che spesso è colpa delle donne se non guadagnano quanto gli uomini: “Molte donne preferiscono studiare la filologia tedesca, mentre gli uomini studiano ingegneria elettrica: questo ha conseguenze sui salari, non possiamo vietare alle imprese di pagare di più un ingegnere elettrico di una filologa”. Affermazione che voleva essere solo una premessa per introdurre l’intento del suo ministero di aiutare i ragazzi (maschi) finora trascurati e che ottengono risultati scolastici mediamente peggiori rispetto alle ragazze (femmine).&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Le repliche ovviamente non si sono fatte attendere, tanto che in una lettera allo &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Spiegel&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; la Schwarzer si è dichiarata oltraggiata e indignata dalle parole della ministra e che capisce come mai, dopo un anno di mandato, la Schröder non abbia fatto nulla per le famiglie: “la ministra è un caso senza speranza, semplicemente non qualificata. Qualsiasi sia il motivo che la cancelliera può aver avuto per nominare lei, questo non può essere stato la competenza e l’empatia verso le donne”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non solo la Schwarzer accusa la ministra di non ave letto nulla di femminismo e di non aver capito i cambiamenti del movimento, che dal 1975 ad oggi è stato soggetto di una costante evoluzione, ma anche di aver semplicisticamente applicato dei “cliché a buon mercato per il movimento sociale di maggiore impatto del Ventesimo Secolo”. L’irata femminista ha aggiunto che una ministra che “riproduce nient’altro che stereotipi” non può funzionare e paragonandola a coloro che “semplicemente non sono in grado di passare per il femminismo, come le ex dittature militari dell’Europa dell’Est o i Paesi musulmani”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il panorama politico tedesco non è stato da meno: la leader verde &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Renate Künast&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ha definito le parole della Schröder come “crude e antiquate”, mentre &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Katja Kipping&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, leader del partito di sinistra Linke, ha affermato che la giovane ministra non sa nulla di femminismo, poiché &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;il problema non è “odiare l’uomo, ma combattere le strutture patriarcali”.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;In un paese come la Germania che vanta una cancelliera donna, la Merkel, e che ha un alto numero di quote rosa nell’attuale governo, è impensabile che il femminismo rappresenti un movimento sconosciuto e combattuto come la ministra della famiglia ha fatto, dimenticando forse le difficoltà che negli altri paesi europei, e non solo, affrontano le donne per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Non c’è da stupirsi se poi in Italia, stato ancora fortemente patriarcale,&lt;a href="http://www.blitzquotidiano.it/societa/donne-angeli-focolare-famiglie-casa-633853/"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt; i sondaggi Istat confermino le donne come ‘angeli del focolare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;‘&lt;/span&gt;. Stupirsi purtroppo no, ma forse indignarsi si.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da &lt;a href="http://www.blitzquotidiano.it/societa/germania-insorgono-femministe-ministra-schroder-633865/"&gt;Blitzquotidiano&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1888615148057925910?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1888615148057925910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/11/germania-si-litiga-sul-femminismo-tra.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1888615148057925910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1888615148057925910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/11/germania-si-litiga-sul-femminismo-tra.html' title='Germania: si litiga sul femminismo. Tra donne.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3088107710820771252</id><published>2010-10-30T10:18:00.003+02:00</published><updated>2010-10-30T10:30:02.846+02:00</updated><title type='text'>Tanti "amano le donne"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;"Viene il sospetto che la principale ragione per salire su un palco con un megafono in mano sia il narcisismo. La classe politica non viene da Marte, è il ritratto dell’Italia, i politici siamo noi". &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo Villaggio, Storia della libertà di pensiero)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uomini indignati dalla frase che rimbalza su giornali, televisioni e internet. Post accesi sui social network. Ma ci avete mai pensato? Il 90 per cento gli uomini nella sua vita quotidiana si giustifica così. Dicendo a occhi sgranati: "Cosa posso farci se io amo le donne? Tutte!": le donne non si "amano", cari italiani, si rispettano. Lasciate l'Amore alle donne. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3088107710820771252?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3088107710820771252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/tanti-amano-le-donne.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3088107710820771252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3088107710820771252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/tanti-amano-le-donne.html' title='Tanti &quot;amano le donne&quot;'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4740628157116283744</id><published>2010-10-14T20:51:00.008+02:00</published><updated>2010-11-13T11:58:26.177+01:00</updated><title type='text'>Saudiwoman: oltre il velo. Quello del silenzio.</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;a href="http://saudiwoman.wordpress.com/"&gt;Saudiwoman’s Weblog&lt;/a&gt;. Dietro a questo diario interattivo scrive &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, una donna saudita che affida alla rete racconti e descrizioni sulla sua vita di moglie e madre in un Paese che non riconosce la dignità di essere femmina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Eman, dicono in molti, è una delle migliaia di donne che hanno invaso internet per denunciare al mondo le restrizioni imposte dallo Stato più conservatore al momento esistente, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;l’Arabia Saudita&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Il blog registra &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;500 visitatori al giorno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ha studiato negli Stati Uniti e una volta tornata a casa ha voluto affrontare gli “stereotipi” che vincolano le donne arabe. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Scriveva di lei, pochi mesi fa, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Francesca Caferri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; per Repubblica.it (&lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/23/news/blog_sauditi-2398742"&gt;leggi l’articolo&lt;/a&gt;):&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#222222;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;"Apartheid di genere", "stato di schiavitù", lo definiscono in privato molte donne saudite: un muro che per decenni ha dominato incontrastato ma sul quale Internet e delle nuove tecnologie stanno aprendo crepe importanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#222222;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#222222;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Donne che possono uscire se accompagnate, donne alle quali non è permesso guidare, donne che indossano i veli integrali perché così preferiscono i loro mariti, ma donne che scioperano per lo shopping di lingerie contro i commessi uomini e che – in poche forse – cercano di frenare il fenomeno delle &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;spose bambine&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Lo si legge proprio nell’ultimo post del blog di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, datato 9 ottobre 2010: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:#222222;" lang="EN-GB" &gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN;color:#444444;" lang="EN" &gt;I’ve been wanting to write this post all day but I just couldn’t get myself to do it&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:#222222;" lang="EN-GB" &gt;”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:#222222;" lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:#222222;" lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#222222;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;All’inizio anche per &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è stata la resa. Non riusciva a scrivere delle spose bambine, e per farlo doveva preparare se stessa, passare dentro al dispiacere, andare oltre il suo ruolo di spettatrice impotente. Lei, 34 anni, madre di 3 figli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#222222;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La storia che &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; racconta è quella di una bambina di 13 anni di Najran “venduta” – sottolinea – ad un uomo di 50. Tutta la famiglia era contraria, ma niente ha smosso il padre nella sua decisione: una figlia per una macchina nuova. Questo il segreto dello scambio. La storia “finalmente” viene riportata dalla stampa saudita: il matrimonio s’è consumato soltanto dopo due mesi e mezzo e per intervento della madre dello sposo che “vedeva la moglie così fragile, che non sapeva come comportarsi con lei” e che si è preparato due settimane prima per trovare il coraggio di fare sesso. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#222222;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:#222222;" lang="EN-GB" &gt;Scrive sul suo blog &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN" lang="EN"&gt;&lt;a href="http://www.hrw.org/en/news/2010/09/24/saudi-arabia-reforms-uncertain-future"&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: nonecolor:windowtext;" &gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Since reforms have started&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt; the only thing that has been implemented is that women can book into a hotel without a male guardian’s permission. A small step but now the time is ripe for criminalizing wedlock pedophilia. And don’t give me that line that the prophet PBUH married Aisha when she was 9 years old. That’s disputed and historians have shown that &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.okaz.com.sa/new/Issues/20100306/Con20100306336719.htm"&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: nonecolor:windowtext;" &gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;she was actually 19&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;”.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;I tempi sono maturi per includere fra I crimini la pedofilia. E non si dica che &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Maometto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; sposò &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Aisha&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; quando lei aveva 9 anni, perché – precisa &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; – è stato dimostrato che ne aveva 19. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;Conclude la blogger: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN" lang="EN"&gt;Women are still considered legally minors no matter how old they are, banned from driving, and at the mercy of their guardians when it comes to education, work, marriage, divorce and child custody. We need laws to instate our rights as human beings and protect our daughters from these horrors&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN" lang="EN"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:#222222;" lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Le donne sono considerate legalmente minori, non importa quanti anni abbiano, bandite dalla guida, in preda ai tutori quanto a educazione, lavoro, matrimonio, divorzio e custodia dei figli. C'è bisogno di leggi per istituire i nostri diritti di esseri umani e proteggere le figlie da questi orrori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4740628157116283744?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4740628157116283744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/saudiwoman-oltre-il-velo-quello-del.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4740628157116283744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4740628157116283744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/saudiwoman-oltre-il-velo-quello-del.html' title='Saudiwoman: oltre il velo. Quello del silenzio.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6622350995069708231</id><published>2010-10-05T17:17:00.004+02:00</published><updated>2010-10-05T17:28:50.931+02:00</updated><title type='text'>Izzat: donne e onore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Bouchra è morta per non indossare il velo, Darin Omar perché lavorava in uno «scandaloso» call-center, Amal voleva andare dal parrucchiere e l’ha pagato con la vita.&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#993399;"&gt;Dietro al nome tristemente noto ai media della pakistana Hina Salem, decapitata dal padre perché disonorata dal fidanzato italiano, c’è una lunga lista di giovani donne sconosciute che assaggiano sulla propria pelle lo scollamento tra la cultura d’origine e quella d’adozione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;«Le famiglie immigrate sperimentano in Italia un’identità dislocata, in patria godono del prestigio di chi lavora all’estero mentre qui non contano quasi niente», osserva &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Ambrosini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, docente di sociologia dell’immigrazione all’università di Milano. &lt;span style="color:#993399;"&gt;Capita che la rispettabilità sociale valga bene una figlia&lt;/span&gt;: «Le buone alleanze matrimoniali rafforzano il prestigio familiare ed è ovvio che questo cozzi con la realtà delle seconde generazioni cresciute lontanissime dagli antichi usi. Qualche volta, per fortuna assai meno di quanto si pensi, un normale conflitto tra padri e figli sfocia in episodi come quello di Novi».&lt;br /&gt;I dati sul nostro paese parlano di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;duemila spose bambine l’anno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ma l’iceberg sta emergendo, conferma il demografo &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Rasina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: «Vedremo un aumento esponenziale della tensione, seppur non matematicamente destinata a esiti tragici. Come se non bastassero le seconde generazioni che hanno oggi 16, 17 anni, gli immigrati fanno molti figli e &lt;span style="color:#993399;"&gt;in breve tempo i giovani saranno assai più del 20% attuale della popolazione straniera&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Il matrimonio è inevitabilmente la linea del fronte, rito di passaggio per il mondo adulto da cui dipende l’identità etnica assai più di quella individuale. Soprattutto per alcune culture. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;«In Pakistan tutta la società gira intorno all’izzat, che in urdu vuol dire onore, e la donna ne è lo scrigno»&lt;/span&gt;, spiega il giornalista e mediatore culturale pakistano &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ahmed Ejaz&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Tradotto nella vita quotidiana singifica unioni forzate e padri-padroni. Ma non è una prerogativa delle comunità musulmane: «Il problema riguarda tutto il subcontinente indiano, Pakistan, India, Bangladesh. Vale a dire oltre &lt;span style="color:#993399;"&gt;300 mila persone che quando aprono la porta di casa entrano in Asia e quando se la chiudono alle spalle sono qui in Italia&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Ci sono le vittime e i salvati. Ma quanti sono i sommersi? Secondo il ventisettenne marocchino &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Khalid Chaouki&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, responsabile della seconda generazione dei giovani del Pd e direttore del sito &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Minareti.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, sono parecchi: &lt;span style="color:#993399;"&gt;«Tra noi si discute molto di matrimoni forzati, Facebook aiuta e garantisce la privacy. L’Italia si prepari a sentirne parlare sempre più spesso ma non necessariamente quando è troppo tardi: le giovani donne immigrate sono battagliere».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;(di Francesca Paci,&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/oridente/grubrica.asp?ID_blog=258&amp;amp;ID_articolo=201&amp;amp;ID_sezione=573&amp;amp;sezione="&gt;"Le nuove immigrate che hanno detto no a tradizioni e 'onore'" &lt;/a&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;blog, La Stampa.it)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6622350995069708231?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6622350995069708231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/izzat-donne-e-onore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6622350995069708231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6622350995069708231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/izzat-donne-e-onore.html' title='Izzat: donne e onore'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2551231115377361140</id><published>2010-10-02T12:30:00.006+02:00</published><updated>2010-10-05T15:58:03.810+02:00</updated><title type='text'>Poligamia? Meglio poliginia.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.lepoint.fr/societe/comment-nous-nous-sommes-fait-pieger-01-10-2010-"&gt;“Comment nous nous sommes fait piéger”. &lt;/a&gt;Il settimanale di attualità francese &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Le Point&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ammette la leggerezza con riserva: tre dei suoi giornalisti sono sì caduti in trappola, ma con professionalità. In Francia, la notizia fa sorridere e pensare, tanto da essere ripresa da molti altri giornali, uno per tutti &lt;a href="http://www.liberation.fr/medias/01012293679-quand-le-point-bidonne-une-enquete-sur-la-polygamie"&gt;Libération&lt;/a&gt;. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Le Point&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ha intervistato &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;la moglie di un poligamo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, promettendo ai lettori in copertina “tutto ciò che non si osa dire”. Ma ha osato troppo: la donna non esiste, la famiglia in questione neppure.&lt;br /&gt;Se i giornalisti avessero incontrato la signora &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Bintou&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; avrebbero scoperto che in realtà altro non era che &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Abdel&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, un ragazzo di 23 anni membro del collettivo AC le feu, nato dopo le rivolte del 2005: “Stanco di tutti i clichés sulle banlieue veicolati dai media” – scrive Libération – “Il ragazzo ne ha voluto testare l’affidabilità e i metodi di lavoro”. A farne le spese il team di professionisti, che avevano chiesto a Bintou un’intervista di persona, ma dopo vari rifiuti si sono lasciati convincere e hanno fatto tutto per telefono. Nessuna verifica, convinti della buona fede di una intermediaria di fama, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sonia Imloul&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, membro del Consiglio economico e sociale per l’Institut Montaigne che appena un anno fa ha presentato &lt;a href="http://www.institutmontaigne.org/medias/documents/polygamie_en_france.pdf"&gt;un rapporto sulla poligamia in Francia.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;Al di là della dimostrazione “politicamente mirata” (il bersaglio è il giornalista &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Jean-Michel Décugis&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, autore del libro “Paroles de banlieues”?), è proprio l’idea di clichés diffusi Oltralpe su poligamia e banlieue (&lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/11_Novembre/17/poligami.shtml"&gt;Corriere della Sera, 2005&lt;/a&gt;) o velo e integrazione ciò che emerge ancora una volta nella Francia di Sarkozy, sempre tesa.&lt;br /&gt;Quali clichés? La signora &lt;span style="color:#6633ff;"&gt;&lt;strong&gt;Bintou&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; diceva di non poter lasciare il marito poligamo, di non avere un lavoro, una casa, una famiglia vera. E che il figlio immaginario &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Samba&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; pativa la situazione, andava male a scuola, le portava dei soldi frutto sicuramente di un furto. Del padre non c’era niente da aggiungere: “Le père, encore une fois, n’était pas là, se désole l’article” (Libération).&lt;br /&gt;La Francia da sempre lotta contro la poligamia, come ha fatto con altrettanta insistenza contro il velo. Dal rapporto di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sonia Imloul&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; emerge che sono poche le notizie sulla poligamia. Il ricongiungimento delle mogli dei poligami fu autorizzato dal Consiglio di stato francese nel 1980 in nome del multiculturalismo per poi essere definitivamente vietato con legge solo nel 1993. Un rapporto della commissione dei diritti dell'uomo stima il numero di famiglie poligame tra 16.000 e 20.000 per un totale di 200.000 persone. Non esistono però statistiche complete e precise sul numero di famiglie poligame in Francia, sulle loro condizioni economiche, pur essendo indispensabili per la gestione dei sussidi alle famiglie (basta pensare a un padre con 40 figli da mandare a scuola e che chiede una sola casa con 15 camere da letto).&lt;br /&gt;E nel nostro Paese? Si legge che su oltre un milione di musulmani residenti in Italia circa 15 mila sono poligami. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;In Francia e in Germania&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; le cifre sono superiori, arrivando a toccare i 100 mila casi nella terra di Voltaire e i 60 mila in quella di Goethe. In particolare quella francese, coi suoi 5 milioni, è la comunità islamica più vasta d'Europa.&lt;br /&gt;Ad oggi la poligamia &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;in Italia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è punita dall'articolo 556 del Codice penale. E anche in alcuni Paesi musulmani la poliginia è oramai proibita. segnatamente nelle laiche Turchia e Tunisia e, più recentemente, anche in Marocco, con l'introduzione del nuovo Codice familiare, la "Moudawana". E c’è di più: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;è possibile che in Italia si possa diventare poligami più facilmente che in Marocco o in Turchia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Ci sono tre modi: o si sposa in patria la prima moglie e si sposa la seconda all'estero, nella propria ambasciata, senza denunciare il primo matrimonio, o ci si fa raggiungere dalla prima moglie con il ricongiungimento familiare, oppure si sposa la seconda moglie in moschea con il "matrimonio a tempo" Orfi non riconosciuto dallo Stato.&lt;br /&gt;Anche se un caso particolare c’è stato: nel 2003 &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;il tribunale di Bologna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ha assolto un poligamo islamico ritenendo che la legge punisca quel reato (bigamia in questo caso) solo se compiuto sul territorio nazionale. Ecco spiegata la facilità di aggirare la questione in Occidente.&lt;br /&gt;In Francia il dibattito, dopo il colpo all’inchiesta di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Le Point&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, promette scintille. Tanto più che nel giugno scorso il capogruppo dell’Unione di centro al Senato, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Nicolas About&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, ha presentato una proposta di legge per istituire un “reato di poligamia, di istigazione alla poligamia e, con circostanza aggravante, di frode alla previdenza sociale” (&lt;a href="http://blog.ilmanifesto.it/franciaeuropa/2010/06/08/una-proposta-di-legge-per-proibire-la-poligamia-gia-fuorilegge/"&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Il dibattito si solleva parlando di libertà religiosa, l'islamica ammette questa usanza, e rispetto della legge. Va ricordato, per trovare risposta, che poligamia di per sé è un termine sbagliato. Si dovrebbe parlare sempre di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;poliginia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: il matrimonio con più donne. Monopolio degli uomini, raro sfizio femminile. Condanna certa in alcuni Paesi, come le cronache – non tradite, purtroppo – raccontano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Leggi anche &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201010articoli/59131girata.asp"&gt;"Si sposò 130 volte ed ebbe 210 figli. Morto in Kenya il re dei poligami"&lt;/a&gt;, 5 ottobre 2010, La Stampa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2551231115377361140?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2551231115377361140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/poligamia-meglio-poliginia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2551231115377361140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2551231115377361140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/10/poligamia-meglio-poliginia.html' title='Poligamia? Meglio poliginia.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2013630500081027744</id><published>2010-09-30T15:46:00.003+02:00</published><updated>2010-09-30T16:05:27.749+02:00</updated><title type='text'>Iran: Sakineh &amp; co.</title><content type='html'>&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Carcere, torture e calunnie contro la rete delle attiviste iraniane&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Shahrzad Kariman è riuscita finalmente a vedere sua figlia &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Shiva Nazar Ahari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;per pochi minuti nel Tribunale di Teheran dove la 26enne attivista dei diritti umani era stata condotta per essere processata. “L’abbiamo appena vista”, ha detto Kariman. “Solo il tempo di abbracciarla. Ma non abbiamo nemmeno potuto chiederle come era andato il processo”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I capi d’imputazione sono gravissimi per l’Iran: &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;muharebeh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (guerra contro Dio). In teoria un &lt;span style="color:#993399;"&gt;reato punibile con la pena capitale, mai contestato prima ai dissidenti politici&lt;/span&gt;. Ma l’accusa forse più grave – negata sia dalla sua famiglia che dalla sua organizzazione – è quella di &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;collusione con il gruppo Mujaheddin-e Khalq&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ritenuto dal regime un’organizzazione terroristica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo la sua famiglia Shiva Nazar Ahari condanna questo gruppo e il terrorismo. Arrestata due volte dopo le elezioni del giugno 2009 e detenuta nella famigerata prigione di Evin, Nazar Ahari, dal dicembre scorso non ha potuto comunicare con l’esterno.I loro volti visti da mezzo mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Assieme a lei è stata arrestata &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Mahboubeh Abbasgholizadeh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, attivista e cineasta che successivamente è riuscita a lasciare il Paese ed è stata condannata in contumacia a due anni e mezzo di reclusione. Nei 15 mesi trascorsi dalle elezioni-truffa, i volti di queste e di altre donne sono stati visti in tutto il mondo. Accanto ai loro ci sono i volti delle donne morte, come &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Neda Agha-Soltan&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, assassinata il 20 giugno 2009 durante una manifestazione di protesta. Oltre alle attiviste, altre donne iraniane sono diventate tristemente famose perché minacciate di essere giustiziate. Emblematico il caso di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sakineh Ashtiani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, la 43enne madre di due figli condannata alla lapidazione per adulterio. È semplice la ragione per cui c’è &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;uno stretto legame tra le donne che si battono per i diritti e&lt;strong&gt; Sakineh Ashtiani&lt;/strong&gt;. Le loro storie riflettono aspetti diversi della tragedia iraniana&lt;/span&gt;: il ruolo delle donne e la reazione del regime pronto ad accusarle dei reati più inverosimili e a processarle senza garanzie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una cosa è certa: il Movimento Verde nato sull’onda delle elezioni del 2009 ha messo al centro della sua protesta i diritti delle donne. La dottoressa &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ziba Mir-Hosseini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, un’attivista che vive e insegna a Cambridge, sostiene che, &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;considerata la storia dei diritti delle donne in Iran,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; era inevitabile che le donne fossero in prima linea nella lotta tra “dispotismo e democrazia. È una tensione esacerbata dal contraddittorio atteggiamento della Rivoluzione islamica del 1979 &lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;nei confronti dei diritti politici delle donne.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Le leggi sulla parità di diritti in seno alla famiglia e in materia di divorzio introdotte dallo scià, furono abrogate dopo la sua caduta. La Rivoluzione islamica permise alle donne di continuare a votare, ma gradualmente tolse loro diritti con il pretesto di difendere il loro onore’”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mohammad Khatami durante gli 8 anni di presidenza e di governo riformista istituì un ‘Centro per la partecipazione femminile’ grazie al quale il numero delle Ong femminili passò in Iran da 45 a oltre 500”, aggiunge &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ziba Mir-Hoseini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. “E si andò affermando nelle giovani generazioni il femminismo, parola che nei primi anni ’80 non poteva essere nemmeno bisbigliata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel 2006, un anno dopo l’elezione di Ahmadinejad, sebbene la campagna tutta al femminile &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;“Un milione di firme”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; fosse riuscita a bloccare temporaneamente la riforma del diritto di famiglia voluta dal nuovo presidente che avrebbe reso la poligamia più facile per gli uomini e il divorzio più difficile per le donne, il ruolo sempre più attivo delle donne nelle manifestazioni di protesta finì per mettere le attiviste in rotta di collisione con i falchi del governo.“Le donne erano in prima fila ed è anche per questo che tra i principali obiettivi del governo c’è l’attacco ai diritti delle donne”, dice &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Maryam Namazie&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; dell’organizzazione ‘Solidarietà con l’Iran’.Ma, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;con l’eccezione del premio Nobel &lt;strong&gt;Shirin Ebadi&lt;/strong&gt;, l’attivismo delle donne in Iran era praticamente ignorato dagli organi di informazione internazionali prima del 2009&lt;/span&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi c’è stato il cosiddetto &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“effetto Neda”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il mondo ha cominciato a occuparsi delle donne che in Iran si battono per la democrazia.Un ultimo elemento è la condanna a morte per lapidazione di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sakineh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. La vicenda ha dimostrato al mondo quanto le attiviste iraniane andavano dicendo da tempo, vale a dire che era in atto il tentativo di azzerare completamente i diritti delle donne. Arrestata a luglio 2009 mentre stava andando all’Università di Teheran, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Shadi Sadr&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, avvocato, è stata rinchiusa nel carcere di Evin in isolamento e interrogata sulle attività dei movimenti femminili e sulle elezioni per poi essere incriminata di attentato alla sicurezza nazionale. Due giorni dopo l’inizio del processo Shadi Sadr è fuggita in Turchia. Parlando dei suoi tentativi di difendere &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Nazar Ahari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, Shadi Sadr dice: “Non mi è mai stato permesso di vedere Shiva. Poi sono stata arrestata e, per ironia del destino, sono finita nella stessa cella dove era stata rinchiusa. Sul muro della cella c’erano ancora i messaggi scritti di suo pugno. &lt;span style="color:#993399;"&gt;Un avvocato e la sua cliente nella stessa cella. Una cosa impensabile. Non mi era stato permesso di ascoltare cosa aveva da dire, ma l’ho letto sul muro della cella&lt;/span&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’arresto di Shiva e in particolare l’accusa di &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;muharebeh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, sono un messaggio chiaro alle attiviste: smettetela se non volete essere uccise”.Le vicende di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Shadi Sadr, Shiva Nazar Ahari e Mahboubeh Abbasgholizadeh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; sono quanto mai istruttive. I loro casi sono stati utilizzati come pretesto per smantellare il movimento dei diritti delle donne e per ridurre al silenzio le donne agitando la questione della sicurezza nazionale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il regime ha parlato di legami con il “terrorismo” o di collaborazione con Paesi stranieri allo scopo. Lo scopo, dice &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Parisa Kakaee&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, veterana del movimento dei diritti delle donne, è quello d’offrire alle attiviste 3 alternative: “Stare zitte, andare in prigione o lasciare il Paese”. Sempre meno, e meno libere. Il mese scorso è stata la volta di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Nasrin Sotoudeh&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, 45 anni, avvocata e collega di Shirin Ebadi che nella sua carriera ha difeso molte attiviste. Nasrin è stata avvicinata da agenti dei servizi e minacciata di essere arrestata se avesse continuato a patrocinare la premio Nobel che è riuscita a lasciare il Paese un giorno prima delle elezioni. Qualche giorno dopo Nasrin Sotoudeh è stata arrestata. Commentando il suo arresto, Shirin Ebadi dice: “La sola ragione per cui è stata arrestata è perché difende senza paura le attiviste incriminate per la loro azione politica. Dopo le elezioni si è intensificata l’azione di intimidazione nei confronti degli avvocati, in particolare delle donne. Molte sono state costrette a lasciare l’Iran e alcune sono in prigione. Nasrin era tra le poche avvocate e attiviste ancora a piede libero”. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Shirin Ebadi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è sicura delle ragioni per cui il regime ha paura delle donne: &lt;span style="color:#993399;"&gt;“Ricordate bene le mie parole: saranno le donne a portare la democrazia in Iran”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(di Peter Beaumont e Saeed Kamali Dehghan. Copyright: &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/sep/12/iran-women-fight-for-rights"&gt;The Guardian&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/30/rosa-e-il-colore-della-rivoluzione/66115/"&gt;Versione italiana Il fatto quotidiano&lt;/a&gt; – Traduzione di Carlo Antonio Biscotto)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2013630500081027744?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2013630500081027744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/iran-sakineh-co.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2013630500081027744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2013630500081027744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/iran-sakineh-co.html' title='Iran: Sakineh &amp; co.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8920775427485932709</id><published>2010-09-29T17:08:00.004+02:00</published><updated>2010-09-29T17:51:23.692+02:00</updated><title type='text'>L'orda di oggi...</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TKNYInJbjYI/AAAAAAAAAgQ/nub3s-Fvj3k/s1600/rat.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522354473057095042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 334px; CURSOR: hand; HEIGHT: 255px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TKNYInJbjYI/AAAAAAAAAgQ/nub3s-Fvj3k/s320/rat.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;i ratti frontalieri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;"Quando gli albanesi eravamo noi, era solo ieri" &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;"L'Orda".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Tra i libri del giornalista &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Gian Antonio Stella&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, questo è quello che più mi ha colpita, perché capace di smuovere con la sola parola le coscienze sonnolenti. Si parlava di un passato, l'emigrazione italiana, contrapposto a un oggi che ha trasformato gli italiani da vittime a giudici. Ma i serafici svizzeri ci ricordano che non è così: ci hanno giudicato, come sempre come tanti. Eppure, quel che è peggio, ci hanno paragonati a "ratti" affamati di lavoro &lt;a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/27/news/campagna_razzista_in_canton_ticino_i_frontalieri_italiani_sono_i_come_ratti-7491091/"&gt;(leggi l'articolo di Repubblica.it)&lt;/a&gt;. Topi ciccioni che si chiamano &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Fabrizio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (il ratto manovale) e &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Giulio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (il roditore avvocato), e &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Bodgan&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Bodgan, perché oltre agli italiani gli indesiderati sono anche i romeni &lt;a href="http://www.balairatt.ch/ratti"&gt;(vedi il sito "Bala i ratt")&lt;/a&gt;. Romeni: nell'immaginario tanto vicini agli albanesi, quelli del titolo del libro di denuncia di Stella. I curatori del sito che accompagna la campagna, diffusasi su Facebook e poi fattasi pubblicità, dicono di non essere contro i 45mila frontalieri che varcano il confine ogni giorno, ma di voler proseguire la loro battaglia per garantire una tutela agli svizzeri (&lt;a href="http://www.verbanianews.it/notizie/fatti/politica/3728-i-frontalieri-qratti-invasoriq"&gt;Verbanianews&lt;/a&gt;). Niente da dire, ma se così fosse i ratti se li sarebbero potuti evitare. Non fosse altro perché si tratta di lavoratori, stretti in una polemica che dura da tempo. A dimostrazione che vittime e giudici sono titoli opposti quanto sovrapponibili. Nei secoli dei secoli e in ogni dove: &lt;a href="http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/lorda-di-ieri.html"&gt;"... l'orda di ieri".&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8920775427485932709?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8920775427485932709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/lorda-di-oggi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8920775427485932709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8920775427485932709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/lorda-di-oggi.html' title='L&apos;orda di oggi...'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TKNYInJbjYI/AAAAAAAAAgQ/nub3s-Fvj3k/s72-c/rat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7771424328410574035</id><published>2010-09-29T17:06:00.002+02:00</published><updated>2010-09-29T17:51:52.500+02:00</updated><title type='text'>... l'orda di ieri. Ratti nei secoli.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TKNWC3lusGI/AAAAAAAAAgI/Pad3sxds8o8/s1600/ziosam.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522352175368286306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 352px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TKNWC3lusGI/AAAAAAAAAgI/Pad3sxds8o8/s320/ziosam.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"La discarica senza legge": l'invasione giornaliera dei nuovi immigrati direttamente dai bassifondi d'Europa (Fudge, 6 giugno 1903) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7771424328410574035?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7771424328410574035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/lorda-di-ieri.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7771424328410574035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7771424328410574035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/lorda-di-ieri.html' title='... l&apos;orda di ieri. Ratti nei secoli.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TKNWC3lusGI/AAAAAAAAAgI/Pad3sxds8o8/s72-c/ziosam.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1514770516422553945</id><published>2010-09-25T13:00:00.004+02:00</published><updated>2010-09-25T13:07:17.311+02:00</updated><title type='text'>Laura: un prete ha abusato di lei. La sua vita amorosa stravolta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Erano giovani, belli, intelligenti, puliti. Molti li ho ritrovati su Facebook, sono rimasta annichilita nel sapere che erano ancora in contatto con quel prete. Soprattutto se penso a quello che hanno subito, più grave e pesante ancora di quel che è toccato a me, forse perché ero una bambina e loro dei maschietti. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Gli abusi e le violenze che abbiamo patito hanno cambiato per sempre la nostra vita, non c'è risarcimento per qualcosa che ti impedisce di essere te stesso, ti fa perdere la fiducia, stravolge per sempre la tua vita amorosa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Laura M.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ha 35 anni&lt;/span&gt;, un compagno, un lavoro da insegnante in un piccolo centro del nordest. Insieme a quello di molti altri sconosciuti che hanno risposto all'appello il suo sarà uno dei racconti che oggi a &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Verona&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; vorrebbe cambiare la storia italiana delle &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;vittime della pedofilia nelle chiese&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, nei seminari, nei collegi. Quelle vittime di preti pedofili che - secondo il gruppo &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;'La colpa'&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (infolacolpa. it) che ha organizzato l'incontro al Palazzo della Gran Guardia, scegliendo non per caso uno dei luoghi più visibili della città - in Italia fanno ancora così fatica a denunciare gli abusi subiti, a essere creduti, a ottenere giustizia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il racconto di Laura è arrivato prima con una timida mail: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;"Gentili signori, ho visto il vostro annuncio su Internet. Non so se il mio caso vi può interessare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; perché non mi sono mai rivolta alla polizia e ancora oggi non ho il coraggio di svergognare quel prete, che sia pure molto anziano è ancora presente nella sua comunità". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dall'altra parte, la donna ha trovato incoraggiamento e comprensione: "È capitato anche a noi, a volte si convive tutta la vita col peso di un'ingiusta vergogna". Così, è riuscita a continuare: "Avevo 11 anni quando ho sentito per la prima volta su di me il sesso di un uomo. Era il mio parroco, e ogni scusa era buona per restare solo con me e attirarmi in casa sua, sopra la sacrestia. Io resistevo, ma ero debole, indifesa, non capivo quanto fossero gravi quelle molestie e non avevo il coraggio di ribellarmi a un adulto del quale mi fidavo ciecamente. Lo scandalo scoppiò quell'estate, un ragazzino più piccolo raccontò a casa quel che gli stava capitando e scoprimmo così che la cosa andava avanti da anni, che alcune famiglie avevano cambiato parrocchia senza però mai pensare a proteggere i figli degli altri...". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ma, come in molti altri casi, le gerarchie locali scelsero di insabbiare il caso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: "Quel prete lo trasferirono per due anni al Tribunale ecclesiastico, poi gli affidarono un'altra parrocchia, poi ancora un'altra, neppure troppo lontana. Andai dal padre spirituale del collegio, mi disse di non parlare e che potevo continuare a volere bene al mio parroco... &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Dopo, venne un altro prete, un uomo di grande moralità, è grazie a lui se non ho smesso di credere in Dio.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Ma per anni e anni non ho potuto avvicinare un uomo, non sopportavo neppure l'idea e soffrivo ancor di più pensando ai miei amici, quelli con cui ho diviso gli anni che dovevano essere i più belli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora so che molti di loro non hanno potuto farsi una famiglia né essere felici, e non riesco a perdonare". Resta un peso difficile da cancellare: "Ho cambiato città, mi sono allontanata, a trent'anni mi sono fidanzata, ma ancora non riesco a pensare a dei figli. E vorrei far qualcosa per non lasciare più che la vita di un bambino sia compromessa per un sistema malato, che la vita di un adulto sia sprecata. Naturalmente non farò il nome dei miei amici. Vorrei poter dir loro del mio affetto, ma consegno la mia esperienza come la denuncia del nostro male".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Storie come quella di Laura hanno convinto il gruppo originario dei fondatori di 'La colpa', perlopiù ex allievi del &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;'Provolo'&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, la scuola per bambini sordi di Verona dove decine di allievi sarebbero stati abusati, che era giunto il momento di uscire allo scoperto. "Vogliamo offrire a tutte le vittime di preti pedofili italiani il sostegno psicologico che è indispensabile, perché queste violenze sono paragonabili a quelle familiari anche per le conseguenze che lasciano - spiega &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Salvatore Domolo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, 45 anni, il portavoce, che ha alle spalle una storia di bambino abusato e di ex prete - e il sostegno legale. Ma non ci interessano i risarcimenti, quanto &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;l'urgenza di un'azione legale verso la Chiesa cattolica per crimini contro l'umanità. E il 31 ottobre saremo a Roma,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; insieme alle vittime da tutto il mondo, per manifestare con le nostre facce e le nostre storie quello che è accaduto anche in Italia, a centinaia di bambini e di ragazzi".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(di Vera Schiavazzi, La Repubblica)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1514770516422553945?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1514770516422553945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/laura-un-prete-ha-abusato-di-lei-la-sua.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1514770516422553945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1514770516422553945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/laura-un-prete-ha-abusato-di-lei-la-sua.html' title='Laura: un prete ha abusato di lei. La sua vita amorosa stravolta'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2019899961702449812</id><published>2010-09-23T20:30:00.003+02:00</published><updated>2010-11-06T10:35:19.024+01:00</updated><title type='text'>Premio Cavalierato Giovanile provincia di Biella 2010</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TJudDAur4OI/AAAAAAAAAfU/iEkA_g3ZJPc/s1600/DSCN1602.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520178443333656802" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TJudDAur4OI/AAAAAAAAAfU/iEkA_g3ZJPc/s320/DSCN1602.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.telebiella.it/?p=527"&gt;Il video su Telebiella A 21 tv&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2019899961702449812?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2019899961702449812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/premio-cavalierato-giovanile-provincia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2019899961702449812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2019899961702449812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/09/premio-cavalierato-giovanile-provincia.html' title='Premio Cavalierato Giovanile provincia di Biella 2010'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TJudDAur4OI/AAAAAAAAAfU/iEkA_g3ZJPc/s72-c/DSCN1602.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2698273171789273719</id><published>2010-08-26T16:28:00.010+02:00</published><updated>2010-08-26T16:50:56.243+02:00</updated><title type='text'>Messico: in centinaia arrestate per un aborto. Molte sono vittime di stupri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“Alle donne che vengono picchiate dai mariti, si consiglia di rassegnarsi, ridere e raccogliersi in preghiera”&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;.&lt;/span&gt; Lo prescrive la regola della Tripla R.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“Le donne nel momento in cui sono violentate secernono un liquido spermicida, che le protegge dalla gravidanza”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“Per amore o per violenza l'aborto è un delitto”&lt;/span&gt;: gli aborti spontanei per denutrizione o per qualsiasi altro tipo di limitazione fisica, vengono puniti con pene fino a 35 anni di carcere. E quelli che vengono realizzati in forma volontaria, anche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La denuncia sul blog di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Jaime Avilés&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://presasporabortar.blogspot.com/"&gt;leggi il post&lt;/a&gt;). Corre infatti sul filo di queste prese di posizione, che hanno dell’incredibile, la &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;campagna di sensibilizzazione lanciata da Desfiladero per l'immediata liberazione di alcune contadine messicane condannate all’ergastolo per aver abortito, una di queste dopo aver subito uno stupro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. La campagna dovrebbe avere come asse centrale il &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Centro Las Libres&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, le cui operatrici lottano nello Stato di Guanajuato per i diritti delle donne. Basti pensare che in questo momento, proprio a Guanajuato, altre 166 donne sono state consegnate dai loro “medici” alla polizia. Di queste, 43 si trovano a disposizione del giudice per essere sottoposte a un processo penale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una notizia, quella dell’arresto delle contadine, che si somma a tante altre, lungo gli anni. Si leggeva pochi giorni fa sulla rivista &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;a href="http://www.giannimina-latinoamerica.it/archivio-notizie/594-messico-nel-paese-dellimpunita-migliaia-di-donne-in-galera-per-avere-abortito"&gt;Latinoamerica e tutti i Sud del mondo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;In Messico per il 90% degli omicidi non si apre neanche un’inchiesta &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;[…] Secondo uno studio della Commissione per i diritti umani dello Stato di Guanajuato, le 166 donne attualmente in carcere solo in quello stato (è difficile non notare che siano ben di più dei cosiddetti prigionieri politici cubani) sono praticamente tutte contadine analfabete, spesso già madri di vari figli e in molti casi vittime di stupri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;È il combinato disposto, perverso, di due leggi che sono oramai applicate in 18 stati della federazione messicana che si sono mossi in senso opposto alla capitale federale, Città del Messico, dove dal 2007 l’aborto è legale nelle prime 12 settimane di gravidanza.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Da una parte il feto è divenuto una persona a tutti gli effetti fin dal momento del concepimento. Dall’altro le leggi sulla violenza familiare, in genere completamente disattese contro gli uomini violenti, diventano un macigno nel caso dell’aborto. Così &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;l’aborto è passato in molti stati dall’essere condannato con pene tra i sei mesi e i tre anni di carcere all’essere considerato come ‘omicidio volontario aggravato dalla relazione di parentela’ e comportare quindi pene che arrivano a corrispondere al nostro ergastolo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel paese dei &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Legionari di Cristo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, dove consideravano un santo il fondatore degli stessi il pedofilo e stupratore seriale &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Marcial Maciel&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, “dopo la sconfitta di Città del Messico –sostiene &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;María Consuelo Meijía&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Direttrice dell’organizzazione ‘Donne cattoliche per il diritto di scegliere’- &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;l’ultra-destra conservatrice e le gerarchie cattoliche hanno ottenuto la loro vendetta negli stati più arretrati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I dati: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;800mila gli aborti clandestini ogni anno &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;contro i circa &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;40.000 aborti legali&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; che avvengono in strutture pubbliche a Città del Messico. La battaglia politica, anche a livello di riforme costituzionali, è in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sfida anche per le donne impegnate in politica. Scriveva già un anno fa la giornalista messicana &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sara Rovera &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4652"&gt;(leggi)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Alla fine della LX legislatura messicana, Elsa Conde, del partito socialdemocratico, membra del gruppo che in questa legislatura ha riunito le femministe ha rivelato che le deputate progressiste hanno dovuto affrontare da vere e proprie resistenti molte azioni, alcune delle quali fallite, portate avanti contro il progresso delle donne […] A cominciare dalle &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;bordate contro la contraccezione di emergenza (pillola del giorno dopo), a seguire con un errore nella riforma elettorale che, invece di aumentare i seggi per le donne li ha diminuiti;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;il priismo si è affiancato al panismo, per cercare di&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;modificare la Costituzione in 14 entità del Messico con lo scopo di attribuire al neonato personalità giuridica ed eliminare quelle eccezioni che consentono l’aborto legale&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;[…] ed è stato riconosciuto che ci sono stati mol&lt;img class="gl_bold" border="0" alt="Grassetto" src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" /&gt;ti passi indietro e che addirittura&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;incombe la minaccia che la proibizione assoluta dell’aborto venga portata davanti al Congreso Nacional e che venga ristretto l’uso di anticoncezionali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I 31 Stati federali che compongono il Messico non si smentiscono, come riporta &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Peace Reporter&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; in un &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/21813/"&gt;articolo di maggio&lt;/a&gt;. Una condizione, quella messicana del tutto simile a quella di altri Paesi limitrofi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo denuncia &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Amnesty International&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.amnesty.it/Nicaragua-divieto-assoluto-di-abortire.html"&gt;parlando di Nicaragua&lt;/a&gt;, in cui una legge vieta totalmente l’aborto. Tanto che sarebbero negate le cure mediche a donne e ragazze vittime di stupro e incesto, e obbligate a partorire. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I dati raccolti da &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Semlac &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;in una inchiesta (&lt;a href="http://www.redsemlac.net/noticias/2009/090928cc.htm"&gt;leggi l’approfondimento&lt;/a&gt;) tristemente confermano:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tre milioni di donne, quasi la popolazione totale dell’Uruguay, ricorrono ogni anno all’aborto in 12 paesi dell’America Latina e Caraibi. Altri tre milioni vi ricorrono in Brasile. La stragrande maggioranza lo fa clandestinamente poiché le leggi delle nazioni in cui vivono, criminalizzano questa pratica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2698273171789273719?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2698273171789273719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/messico-in-centinaia-arrestate-per-un.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2698273171789273719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2698273171789273719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/messico-in-centinaia-arrestate-per-un.html' title='Messico: in centinaia arrestate per un aborto. Molte sono vittime di stupri'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7683272359872387614</id><published>2010-08-25T18:26:00.004+02:00</published><updated>2010-08-25T18:36:20.493+02:00</updated><title type='text'>Afghanistan: apre la prima scuola di giornalismo per sole donne</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Nella provincia di Herat, con il sostegno del contingente italiano.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fare la giornalista in Afghanistan&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; può essere molto pericoloso. Le donne che si avventurano in quel campo fronteggiano quotidianamente aggressioni, spesso rischiano la vita. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;A poche ragazze viene in mente di studiare giornalismo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tre giornaliste afghane hanno deciso di sfidare questa tendenza. Hanno fondato tre mesi fa &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;il primo centro di giornalismo del paese rivolto esclusivamente alle donne&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. L’obiettivo è formare laureate in giornalismo ed aiutarle a trovare lavoro nel mondo dei media nella provincia di Herat e in quelle vicine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;L’Università di Herat&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; aveva già incominciato otto anni fa un programma aperto alle aspiranti giornaliste. Ma le ragazze che si diplomavano lì, circa venti all’anno, «Finivano coll’insegnare nelle scuole, perché non trovavano posto nei media locali o per pregiudizi sociali», dice &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fawzia Fakhri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, direttrice del nuovo centro. Il centro nasce quindi «per incoraggiare le donne che hanno studiato quattro anni per diplomarsi in giornalismo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fawzia Fakhri &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;ha 30 anni, ha dovuto faticare molto per arrivare dov’è adesso. Brillante studentessa all’universita di Kabul, si è laureata nel 1996. Voleva diventare un medico. La sua carriera viene bruscamente interrotta quando i talebani prendono il potere. Si iscrive allora a una scuola per ostetriche, l’unica possibilità per una ragazza che voleva studiare medicina. Caduto il regime, cerca di riprendere il suo sogno, ma stavolta è la famiglia ad opporsi. Oggi ha alle spalle quattro anni in una stazione radiofonica di sole donne, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Radio Sahar&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e collabora anche con giornali locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«In passato ci sono stati almeno tre centri dedicati al giornalismo – dice la &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fakhri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; – ma non ci sono mai andata: le donne non erano mai invitate». La sua scuola, invece, avrà corsi pratici in tutti i settori. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;L’obiettivo è aprire un sito web, una radio e una televisione tutte al femminile. «Abbiamo bisogno del sostegno dei governi e delle organizzazioni internazionali», dice Fawzia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Ad oggi sono già arrivati quattro computer dal team italiano per la ricostruzione della provincia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(di &lt;a href="http://www.vita.it/news/view/106511"&gt;Antonio Sgobba, Vita.it&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7683272359872387614?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7683272359872387614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/afghanistan-apre-la-prima-scuola-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7683272359872387614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7683272359872387614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/afghanistan-apre-la-prima-scuola-di.html' title='Afghanistan: apre la prima scuola di giornalismo per sole donne'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-412297038426978757</id><published>2010-08-17T17:33:00.013+02:00</published><updated>2010-08-22T23:16:51.954+02:00</updated><title type='text'>Germania: popstar a processo per aver trasmesso l'Hiv ai suoi partner. "Ho accantonato il rischio"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGqzYy9SWCI/AAAAAAAAAe8/bUukRi_4FfM/s1600/NadjaBenaissa01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 216px; FLOAT: left; HEIGHT: 165px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506410732990912546" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGqzYy9SWCI/AAAAAAAAAe8/bUukRi_4FfM/s200/NadjaBenaissa01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;“In schlichter dunkellila Baumwollbluse, Jeans, flachen Schuhen und mit zum Pferdeschwanz gebundenem Haar, tritt nicht auf wie ein Popstar aus der Glitzerwelt des Musikbusiness, sondern als eine in sich gekehrte, sanfte, junge Frau, die sich ihrer Verantwortung, gegebenenfalls auch ihrer Schuld, durchaus bewusst ist”.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Una camicia di cotone viola scuro, jeans, una coda di cavallo. Non è una popstar quella che si presenta in aula, ma una ragazza giovane che dimostra pentimento, consapevole di quale sia la sua responsabilità. Lo &lt;a href="http://www.spiegel.de/panorama/justiz/0,1518,712100,00.html"&gt;Spiegel&lt;/a&gt; descrive così l’abbigliamento e il piglio di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Nadja Benaissa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;, una delle quattro cantanti del &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3uDlNHHyT8I"&gt;gruppo femminile più amato in Germania, le No Angel (guarda la partecipazione al programma Fernsehgarten 2009). &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Benaissa si è presentata ieri all’apertura del &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;processo che la vede imputata a Darmstadt, con un’accusa pesante: aver infettato consapevolmente alcuni partner, non dicendo loro di avere l’Hiv. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;“Warum verschwieg Benaissa ihre Krankheit - obwohl sie doch gewusst haben musste, dass sie die Männer durch ungeschützten Sex anstecken konnte? Diese Frage steht im Zentrum des Prozesses”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Come scrive il quotidiano tedesco, proprio l’omertà della cantante - che sapeva della sua malattia – sarà il punto focale del processo. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;La difesa dovrebbe puntare sulla vita difficile della ragazza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, 28 anni, una figlia di 11. Brutte compagnie e le prime sbandate da adolescente, alcol e marijuana, fino alla dipendenza da crack, lo stop del percorso scolastico e la vita sulla strada. I genitori, un marocchino e una tedesca di origine rom, cercano di riportarla sulla retta via e lei esce dall’incubo. Fino al 1999, l’anno in cui scopre di essere malata di Hiv, facendo un test di gravidanza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;"Meine ganze Sorge galt nun meinem ungeborenen Kind", berichtet sie. "Ärzte versicherten mir, die Ansteckungsgefahr sei äußerst gering, wenn ich diszipliniert lebte und meine Medikamente regelmäßig einnähme." &lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;Daher habe sie die Krankheit Freunden und Bekannten gegenüber verschwiegen. "Ich sah keinen Anlass, die Krankheit öffentlich zu machen, da ja ein Ausbruch nicht zu erwarten war."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Il mio unico pensiero andava alla bambina non ancora nata. I medici mi assicurarono che il pericolo di contagio per la piccola era da escludersi, se avessi vissuto in modo disciplinato e avessi preso i medicinali regolarmente”. Così ha nascosto ad amici e familiari la malattia. “Non vedevo alcun motivo di renderla pubblica, e non mi sarei aspettata una bomba simile”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La ragazza non molla. Nel 2000 inizia &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;la sua carriera musicale che la porterà a vincere con la band No angel il talent-show più prestigioso in Germania.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;"Ich hatte die Vorstellung: Ich kann die Infektion nicht öffentlich machen, ohne die Karriere der Band zu beschädigen".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“Avevo in mente: se faccio sapere che sono malata, la carriera della band si rovinerà”. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;"Ich suchte nach einer festen Beziehung", sagt Benaissa. "Ich suchte einen Mann, der auch meine Tochter akzeptiert und von ihr akzeptiert wird. Aber dann merkte ich, dass das fast unmöglich ist." Sie ging flüchtige Beziehungen ein, über Verhütung sei nicht gesprochen worden. &lt;/span&gt;"Meine Partner waren da sehr sorglos".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Cercavo una relazione stabile, un uomo che accettasse anche mia figlia e che fosse accettato da lei. Ma poi ho capito che questo non era possibile”. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Passava di relazione in relazione, senza mai parlare di contraccezione per essere protetti. “I miei partner non se ne preoccupavano minimamente”. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;"Ich wurde nie gefragt, ob ich v&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;erhüte", sagt sie. Warum sie die Infektion verschwiegen habe, will der Richter wissen. "Ich weiß nicht", sagt sie, "ich hatte einfach eine tierische Angst." &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Non mi hanno mai chiesto di usare contraccettivi”. Se le si chiede perché ha nascosto la malattia, la cantante risponde: “Non lo so. Avevo semplicemente una paura bestiale”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Cinque uomini potrebbero pagare il suo silenzio, la leggerezza dei rapporti non protetti. Uno di loro, assistente artistico di 34 anni, ha contratto l’Hiv ed è tra quanti hanno denunciato la cantante. Negli altri quattro casi, dove il contagio non è avvenuto, la denuncia è per tentate lesioni personali aggravate.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;"Ich habe Fehler gemacht. Ich hatte eine Verantwortung. Ich habe das Risiko verdrängt. Ich habe nicht gewollt, dass sich jemand bei mir ansteckt. &lt;/span&gt;Ich hätte mit dem Thema verantwortungsvoller umgehen müssen."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Si dichiara colpevole&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: “Ho sbagliato. Ho una responsabilità. Ho accantonato il pericolo. Non volevo che qualcuno mi scoprisse. Avrei dovuto agire con coscienza”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;E la vittima cosa ha detto in aula? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;"Ich? Ich soll mit der da Kontakt aufnehmen?" Er streift s&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;ie mit Blicken. "Bin ich etwa in der Bringschuld?" Benaissas Tante habe ihn damals über die Infektion ihrer Nichte aufgeklärt. "Wenn die mir das nicht gesagt hätte - ich wäre dumm gestorben!", empört sich der Mann. "Ich hätte ja Tausende Frauen anstecken können!" Er sei mit ehemaligen Sexpartnerinnen zum Arzt gegangen, damit diese sich testen lassen. "Wissen Sie, wie unangenehm das ist?", fragt er den Vorsitzenden, woraufhin Verteidiger Wallasch Benaissas Geständnis erwähnt.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Io dovrei avere contatti con lei?”. La fulmina con gli occhi. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“Sono io in debito? Se sua zia non me ne avesse parlato io a quest’ora sarei morto. Ho avuto un sacco di donne che potevano ammalarsi!”. L’uomo è andato dal medico per sottoporsi al test con la sua compagna ufficiale. “Vi rendete conto che non è possibile tenerlo nascosto?”. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Eppure la cantante ha tenuto tutto nel silenzio, fino a pochi mesi fa. Lo scorso novembre Benaissa si è presentata a una serata di beneficienza a Berlino ed è salita sul palco dicendo: "Il mio nome è Nadja Benaissa, ho 27 anni, ho una figlia e sono sieropositiva". Semplice, ma fatale. Ora rischia fino a 10 anni di carcere. Quel che ha da dire non è che: “Mi dispiace di cuore”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-412297038426978757?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/412297038426978757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/popstar-processo-per-aver-trasmesso.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/412297038426978757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/412297038426978757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/popstar-processo-per-aver-trasmesso.html' title='Germania: popstar a processo per aver trasmesso l&apos;Hiv ai suoi partner. &quot;Ho accantonato il rischio&quot;'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGqzYy9SWCI/AAAAAAAAAe8/bUukRi_4FfM/s72-c/NadjaBenaissa01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5495201716535960764</id><published>2010-08-13T21:22:00.021+02:00</published><updated>2010-08-14T11:32:35.196+02:00</updated><title type='text'>Messico: Ciudad Juarez, la città dei femicidi e dei narcos. Adesso parlano le madri di famiglia.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGWmLnlezUI/AAAAAAAAAc0/oxOi_P8FdsA/s1600/Mexico_donne.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504988838065261890" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGWmLnlezUI/AAAAAAAAAc0/oxOi_P8FdsA/s320/Mexico_donne.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Da una parte i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;narcos&lt;/i&gt;, dall’altra le madri. In mezzo una distesa di croci rosa, piantate nella terra per ricordare centinaia di donne massacrate brutalmente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;. La frontiera tra Messico e Stati Uniti separa due territori, ma al di qua della linea ci sono altri fronti contrapposti, fronti interni che l’occhio straniero fatica a riconoscere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Verso la &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;frontiera tra Messico e Stati Uniti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; sorge &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ciudad Juarez&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, la città considerata &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_27/citta_pericolose_d4a8a166-92da-11de-9adc-00144f02aabc.shtml"&gt;la più pericolosa al mondo&lt;/a&gt;, roccaforte del traffico di uomini e droga in viaggio verso la patria a stelle e strisce, nonché teatro di uccisioni e sparizioni di giovani donne da più di una decina d’anni (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=4_SW3T9fS6I&amp;amp;feature=related"&gt;un video d’inchiesta&lt;/a&gt;). Ma a parlare adesso, oltre ai parenti delle vittime che si sono organizzati nell’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.mujeresdejuarez.org/"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;associazione &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Nuestras Hijas de Regreso a Casa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, sono anche le madri dei futuri abitanti di Ciudad.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Lo fanno attraverso un &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=vLW0OinR5BY"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;video, "Educare Ciudad Juarez" girato dalla fondazione Omnilife &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;e pubblicato su internet, per raccontare di quanto &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;i loro figli abbiano bisogno di una buona educazione per crescere e cambiare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, il minimo ma quanto manca. La nuova scuola elementare porta i bambini a socializzare e a sviluppare un senso di solidarietà e comunione. Valori che esportano anche agli adulti: “Imparano e poi ci insegnano cose che noi non sappiamo”, confessa una madre.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Associazioni di vario genere, in testa &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Amnesty International&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, continuano a chiedere di intervenire contro le violenze di Ciudad. Ma le notizie non si fermano. Questa mattina &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/10_agosto_13/obama-sicurezza-confine_545b231a-a6a9-11df-944e-00144f02aabe.shtml"&gt;un articolo sul sito del Corriere della Sera&lt;/a&gt; parlava delle &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;fotografie trasmesse dalla dogana statunitense per svelare i trucchi usati dalle gang&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;allo scopo di superare i controlli: &lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;immigrati “travestiti” da sedile, clandestini nascosti nel motore, droga infilata in nascondigli ingegnosi come pompe e idranti, fogli per rivestimenti, impasti da mattoni. Tanto che il presidente Obama&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;ha assicurato che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;da ottobre, insieme alla &lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Border Patrol&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:times new roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;saranno schierati anche i soldati della Guardia nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Nella “città-inferno” (&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201003articoli/53563girata.asp"&gt;come scriveva La Stampa&lt;/a&gt;) di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ciudad Juarez&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;si registra &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;il più alto numero di omicidi nelle guerre ingaggiate dal governo di Felipe Calderon contro i narcos e dai diversi cartelli della droga fra di loro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Una serie di scontri, massacri e omicidi, dal 2006 a oggi, ha portato a 28 mila morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo, l’Ansa riporta che &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;a crescere è anche “la collusione tra le organizzazioni criminali e alcuni membri delle forze dell'ordine a libro paga dei narcos&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Per ovviare alla corruzione della polizia, che pure ha pagato un alto tributo di sangue in questa guerra con quasi tremila caduti in tutto il Paese, il presidente Calderon ha messo in campo l'esercito, ma la situazione non accenna comunque a migliorare”. Lo dimostra &lt;a href="http://www.aduc.it/notizia/proibizionismo+corruzione+ciudad+juarez+guerra_119510.php"&gt;la rivolta del 9 agosto&lt;/a&gt;, quando trecento agenti della polizia federale messicana hanno preso d'assalto il loro comando, a Ciudad Juarez, per chiedere la destituzione del comandante, considerato collegato ai cartelli della droga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Madri, donne assassinate o scomparse, droga. Tutto a Ciudad si mescola. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Dal 1993, la città è il maggiore cartello di narcotraffico della cocaina colombiana diretta negli Stati Uniti. E proprio nel 1993 è iniziata la serie di omicidi, rapimenti e violenze ai danni di donne giovanissime: 600 in questi diciassette anni, delle quali 460 ritrovate&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;(le altre forse sono state sciolte per “lechada”, nell’acido). Sette vittime in ventiquattro ore &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/messico-ciudad-juarez-citta-odio-le-donne-in-24-ore-ne-sono-morte-7-496464/"&gt;&lt;strong&gt;solo all’inizio di agosto &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;(&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://guide.supereva.it/cronaca_nera/interventi/2007/05/294113.shtml"&gt;&lt;strong&gt;le statistiche e i dettagli&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;). Donne alla mercé delle 500 gang che spadroneggiano in città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Molte di queste donne, operaie di fabbrica (&lt;em&gt;maquilladoras&lt;/em&gt;) malpagate, hanno subito stupri e torture prima di essere barbaramente strangolate o accoltellate. Innumerevoli anche le denunce di scomparse e altissimo il grado di impunità per questi delitti. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;A causa della corruzione e dell’inefficienza di polizia e magistratura finora sono ben poche le condanne definitive.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Restano aperte svariate ipotesi sui delitti: dal traffico d'organi ai rituali di una setta satanica, senza escludere il fenomeno dell'imitazione, e sembra probabile l'esistenza di uno o più serial killer (di recente l’arresto di un americano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Sulla storia di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ciudad Juarez&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è stato girato un film interpretato da &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Jennifer Lopez&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=XxP8K-3cSrg"&gt;Bordertown&lt;/a&gt;”. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Victor Ronquillo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ne ha fatto prima un reportage televisivo poi un libro, “L’&lt;span class="producttext"&gt;inferno di Ciudad Juárez. La strage di centinaia di donne al confine Messico-Usa” (B.C. Dalai Editore). &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Amnesty International&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ha cercato la sensibilizzazione tramite cartoline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Già nel 2007, &lt;a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article352"&gt;sul sito de Il paese delle donne&lt;/a&gt;, si leggeva: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;“Polizia, magistratura, governo locale e federale minimizzano il numero di omicidi e anzi indicano nelle vittime le vere responsabili che passeggiavano in luoghi bui e indossavano minigonne o altre mises provocanti… Alla fine del 1999, alcuni cadaveri di donne e bambine furono ritrovati vicino ai ranch di proprietà di trafficanti di cocaina. Tale coincidenza sembrava stabilire un legame tra gli omicidi e la mafia del narcotraffico, a sua volta legata alla polizia e ai militari, ma le autorità rifiutarono di seguire questa pista preferendo piuttosto incolpare consapevolmente degli innocenti, tanto per placare un po’ l’opinione pubblica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Gli ultimi sette omicidi, in ventiquattro ore, allungano la lista delle vittime di quello che i parenti chiamano “femicidio”. La rete, che conserva fatti datati e recenti, continua a mobilitarsi: su &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;da meno di un anno è stato attivato il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=76966237337#!/group.php?gid=76966237337&amp;amp;v=wall"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;gruppo “Chiediamo Giustizia per le donne e le bambine di Ciudad Juarez”. &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Emblematico il commento di Ilaria, una dei membri:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"La cosa più grave è che di questa terribile verità nessuno vuole parlare... Se non fosse stato per il film, in Italia, la conoscerebbero in pochi...”.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: auto 0cm"&gt;&lt;span class="uistorymessage"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: boldfont-family:times new roman;font-size:100%;color:#cc33cc;"   &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div&gt;Giovanna Boglietti &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Curiosità da Ilpost.it: &lt;a href="http://www.ilpost.it/2010/08/13/il-blog-del-narco-messico/"&gt;Il Blog del Narco. In Messico le notizie, le foto e i video sulla guerra dei narcotrafficanti passano dal blog di uno studente.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5495201716535960764?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5495201716535960764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/da-una-parte-i-narcos-dallaltra-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5495201716535960764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5495201716535960764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/da-una-parte-i-narcos-dallaltra-le.html' title='Messico: Ciudad Juarez, la città dei femicidi e &lt;br&gt;dei narcos. Adesso parlano le madri di famiglia.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGWmLnlezUI/AAAAAAAAAc0/oxOi_P8FdsA/s72-c/Mexico_donne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8965388340355628510</id><published>2010-08-05T21:08:00.016+02:00</published><updated>2010-08-13T18:10:40.128+02:00</updated><title type='text'>Keiko Fujimori, una giapponese per il Perù.  La figlia del dittatore verso la presidenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFsPB4qeisI/AAAAAAAAAbU/QMgsa2PF8BA/s1600/Keiko90789.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 209px; FLOAT: left; HEIGHT: 176px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502007894828026562" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFsPB4qeisI/AAAAAAAAAbU/QMgsa2PF8BA/s200/Keiko90789.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Keiko, in giapponese, ha tra i kanji e possibili significati quello di “figlia fortunata”.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Ben si addice a &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Keiko Fujimori, la figlia dell’ex dittatore Alberto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; che nei sondaggi elettorali di questi giorni risulta in testa per la corsa alla presidenza del Perù. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Mancano meno di nove mesi alle elezioni presidenziali&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che farebbero ben sperare la Fujimori, 35 anni, una laurea alla Columbia University – almeno secondo le agenzie di statistica peruviane. La figlia del dittatore non è nuova al successo: era già stata eletta nel 2006 al Congresso della Repubblica, l’unica camera in cui si articola il potere legislativo in Perù, con il più alto numero di voti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Il suo cognome rimanda però al decennio più cupo della storia del Paese&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Vent’anni fa (era il 28 luglio 1990) il padre &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Alberto Fujimori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, agronomo, fisico e matematico di origini giapponesi&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;, è stato eletto&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; presidente del Perù.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Da lì a poco la presidenza di Fujimori ha virato bruscamente verso un governo autoritario, fino a diventare una vera e propria &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;dittatura: commissariamento di omicidi, uso della tortura, sospensione delle attività della magistratura&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e la revisione della Costituzione con lo scopo di permettere una sua terza candidatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Scrive &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Simone Olivelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; in articolo apparso su newnotizie.it: “L’era Fujimori si concluse nel 2000, quando il suo governo fu travolto dalla corruzione e l’opinione pubblica si infiammò, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;costringendo il presidente all’esilio in Giappone&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; per paura di essere processato. Nel 2005 fu arrestato in Cile per poi essere estradato in Perù dove è stato &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;condannato a 25 anni con l’accusa d’aver ordinato l’omicidio di 30 persone&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, utilizzato il sequestro di persona e aver violato più volte i diritti umani. Oggi, a distanza di dieci anni dalla fuga dell’ex presidente in Giappone, in Perù si parla di Fujimori non solo per commentare il passato, ma anche per guardare al futuro”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Adesso potrebbe essere il turno di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Keiko&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che già nel 1994 è stata insignita dal dittatore del &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;titolo di first lady&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Gli occhi saranno puntati sulle sue possibili mosse; basta pensare che &lt;a href="http://www.tribunalatina.com/es/Viewer_100_1columna.php?IDN=22685"&gt;la Tribunalatina.com già qualche mese fa&lt;/a&gt; riportava come, all’interno del suo programma elettorale, spicchi &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;il proposito di concedere un indulto al padre&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Perù e Giappone saranno forse ancora una volta legati. Fuori dai palazzi del potere, in fondo, lo sono già, complice l’immigrazione nipponica che s’è aggiunta al melting pot di culture presenti in Perù, per dedicarsi all’agricoltura (&lt;a href="http://www.expatclic.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=2219:organizzazione-geografica-ed-economica-della-comunit-nipponica-nel-per&amp;amp;catid=44:cultura-e-attualita"&gt;leggi qui&lt;/a&gt;). E &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Keiko Fujimori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è una delle donne di origine giapponese che in Perù fanno la differenza. La famiglia Fujimori ha lasciato il segno anche in questo senso, &lt;a href="http://expatclic.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=2220:donne-nipponiche-guardiane-della-comunit-peruviano-giapponese&amp;amp;catid=44:cultura-e-attualita&amp;amp;Itemid=190"&gt;come riporta ExpactClick.com &lt;/a&gt;(L’espatrio al femminile) riportando il racconto di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Doris Moromisato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, scrittrice e studiosa di spicco in Perù:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;“Nel 1992 la crisi matrimoniale dell'allora presidente della repubblica del Perù &lt;strong&gt;Alberto Fujimori&lt;/strong&gt; e sua moglie &lt;strong&gt;Susana Higuchi&lt;/strong&gt;, portò alla luce per la prima volta la rigida gerarchia patriarcale delle famiglie nipponiche e la situazione che vivono le loro donne. Di fronte al violento intervento della giapponese Susana Higuchi, che denunciava maltrattamenti fisici e psicologici da parte di suo marito, e reclamava i suoi diritti come qualsiasi cittadina peruviana, tutti i mezzi di comunicazione si chiesero: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;dov'è il modello di donna giapponese, sottomessa e obbediente, che tutti hanno in mente?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Fin dall'inizio della presenza giapponese in Perù, le sue donne hanno avuto due compiti fondamentali: organizzare la sfera domestica e conservare costumi e valori per garantire che la cultura giapponese non si diluisse nella società peruviana. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Una quantità significativa di donne giapponesi in Perù si è registrata nel 1903&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, con l'arrivo del secondo contingente di lavoratori giapponesi, nel quale c'erano 109 donne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“Anche se in un primo momento le donne erano arrivate in qualità di accompagnatrici, subito dopo dovettero ricoprire doppi e tripli incarichi come mogli, madri e lavoratrici, assumendo al contempo la condizione comune a tutti gli immigranti. In quel momento mostravano lo stereotipo femminile radicato in loro attraverso secoli di cultura originale giapponese: obbedienza, discrezione, sottomissione. A partire dalle &lt;em&gt;sansei&lt;/em&gt; o discendenti di terza generazione, l'idea di autonomia diventa basilare, e la professionalità e l'indipendenza economica sono i punti fondamentali delle loro vite; il loro progetto di vita punta all'inserimento negli spazi non giapponesi”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;L’elezione di Keiko Fujimori, al di là delle sue origini, avrebbe allora un’altra valenza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, proprio perché – secondo quanto studiato da &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Doris Moromisato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;“Rivedendo gli atti di dodici &lt;strong&gt;Assemblee Annuali dei Rappresentanti dell'Associazione Peruviano-Giapponese&lt;/strong&gt;, compresi tra il 1986 e il 1984, sono giunta alla conclusione che alle donne non è mai stato permesso pianificare, e ancora meno decidere, nessun aspetto della vita comunitaria. &lt;strong&gt;Tutte le donne &lt;em&gt;sansei&lt;/em&gt; oggi rifiutano di partecipare ad istituzioni di carattere femminile&lt;/strong&gt;, perchè le considerano domestiche e in generale segregazioniste, oltre che contrarie alla loro ricerca di professionalità e inserimento nella società peruviana. D'altro canto, &lt;strong&gt;le giovani generazioni mostrano la tendenza all'esogenesi o uscita dalla comunità etnica. Esiste oggi un considerevole numero di matrimoni misti &lt;/strong&gt;o con persone non giapponesi. Se consideriamo che le donne sono state - e sono - le guardiane di una cultura che si è forgiata in cento anni di presenza giapponese in Perù, capiamo che con la loro indifferenza &lt;strong&gt;la comunità nipponica corre il rischio di scomparire&lt;/strong&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8965388340355628510?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8965388340355628510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/peru-keiko-fujimori-la-figlia-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8965388340355628510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8965388340355628510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/peru-keiko-fujimori-la-figlia-del.html' title='Keiko Fujimori, una giapponese per il Perù. &lt;br&gt; La figlia del dittatore verso la presidenza'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFsPB4qeisI/AAAAAAAAAbU/QMgsa2PF8BA/s72-c/Keiko90789.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2412708141541425026</id><published>2010-08-02T12:15:00.013+02:00</published><updated>2010-08-15T11:06:09.262+02:00</updated><title type='text'>Luciano Barbera: made in Italy in crisi? Tutto per un capitolo. O quasi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFa29S56NEI/AAAAAAAAAbM/chGZSas9UaE/s1600/angelina-jolie-salt-set.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; FLOAT: left; HEIGHT: 219px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500785159042643010" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFa29S56NEI/AAAAAAAAAbM/chGZSas9UaE/s200/angelina-jolie-salt-set.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Lo chiamano il contadino del tessile, a Biella. Definizione che si accompagna a quella che in tutto il mondo ha fatto di lui uno dei re Mida dell’eleganza. &lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;Come scrive il &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:state st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;New York&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:state&gt; Times, &lt;span style="color:#666666;"&gt;“dressed in a style that could be described as aristo-casual”.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;Il sovrano dell’aristo-casual &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Luciano Barbera&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, uno dei rappresentanti italiani delle aziende artigiane assurte allo stato di fucine di pregiatissimi tessuti e modelli di stile, per qualcuno è anche un “grillo parlante”. &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;In questi giorni le &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;considerazioni di Luciano Barbera sul mondo dell’industria medio-piccola italiana, che potrebbero non sostenere più l’economia del Paese&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, &lt;a href="http://docs.google.com/viewer?a=v&amp;amp;q=cache:YosKed2Ft9MJ:www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Agricoltura/documento18710.html+luciano+barbera+biella&amp;amp;hl=it&amp;amp;gl=it&amp;amp;pid=bl&amp;amp;srcid=ADGEESjeqO5SbWeWjkXW4juywR8H039V-n5mM5KJICPPrkUTMS5lYaMdNzl4Vda4JMl8TKhn9u6Rj_AnzRcYpafUT-WTSGtQ6xz3uV13MA8AkdfS6Ky1TTnSEYvuRdMIXctH_EeCXWcf&amp;amp;sig=AHIEtbQkPosiQp8zBuglXPI_AhSisNrbqw"&gt;ribadiscono concetti già espressi&lt;/a&gt;. Ma adesso Barbera parla &lt;a href="http://www.nytimes.com/2010/08/01/business/global/01italy.html?_r=1&amp;amp;src=me&amp;amp;ref=homepage"&gt;dalle pagine del sito del &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;New York Times&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Il 72enne biellese ha infatti fondato nel 1992 la Barbera Usa, diretta da Michael Sestak. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 17.6pt; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il NYT scrive che &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;l’economia italiana, la settima al mondo, rientra nella lista delle Nazioni che spaventano l’Europa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e che sotto certi aspetti la situazione in Italia assomiglia a quella in &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 17.6pt; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Study the numbers and you will find symptoms of distress that look a lot like those of &lt;st1:country-region st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Greece&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:country-region&gt;. Public sector debt amounts to roughly 118 percent of the gross domestic product, nearly identical to &lt;st1:country-region st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Greece&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:country-region&gt;. And like &lt;st1:country-region st="on"&gt;Greece&lt;/st1:country-region&gt;, &lt;st1:country-region st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Italy&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:country-region&gt; is trying to ease fears in the euro zone and elsewhere with an austerity package, one intended to cut the deficit in half, to 2.7 percent of G.D.P., by 2012”.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 17.6pt; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Con la differenza -specifica il giornalista del NYT - che in Italia "saggiamente" si contraggono debiti con propri connazionali, non all’estero: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 17.6pt; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;“But dig a little deeper and the similarities end. The Italians, unlike the Greeks, are born savers, and much of the Italian debt is owned by the Italians. That means that unlike &lt;st1:country-region st="on"&gt;Greece&lt;/st1:country-region&gt;, which will be sending a sizable percentage of its G.D.P. to foreign creditors for a generation to come, &lt;st1:country-region st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Italy&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:country-region&gt; is basically in hock to its own citizens”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Carlo Altomonte&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#666666;"&gt;economista alla Bocconi di Milano citato dal giornalista americano, punta su un altro aspetto: “Il problema italiano non è quello di avere molti debiti. Ma quello di avere un’economia che non cresce”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Di recente l’Italia è stata descritta come modello anti-crisi, simbolo di un equilibrio precario, determinato da un costante debito pubblico, che comunque mantiene a galla l’economia. A galla molti restano a fatica, crisi economica inclusa o esclusa. Luciano Barbera è in questi giorni a Milano per l’apertura del caso, in tribunale, relativo al fallimento del&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Lanificio Carlo Barbera&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;. Tra debiti, prestiti e possibili fusioni, come spiegava lo scorso novembre&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.fashionmagazine.it/archivionews/pages/show.prl?params=keyword_3Dmittelmoda_26all_3D1_26type_3D1_26laufzeit_3D0&amp;amp;id=18800&amp;amp;currPage=3"&gt;in un articolo sul fatturato 2008 Fashion Magazine.it. &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB;color:black;" lang="EN-GB" &gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Il NYT: &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“Like &lt;st1:country-region st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Italy&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:country-region&gt;, Mr. Barbera has debt woes — he owes his creditors roughly $5.8 million and says that if his country’s financial system offered the protections of Chapter 11-style bankruptcy, he would have sought it several years ago. But he could also solve his debt problem if more orders were coming in”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Se l’Italia applicasse il “capitolo 11”, dice nell'intervista Barbera che eppure vende agli stores Berney’s e Neiman Marcus e veste Angelina Jolie sul set del suo nuovo film “Salt”&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;(vedi foto),&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; avrebbe risolto i debiti già da anni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Capitolo 11&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;? Riporto la definizione: "Quando un imprenditore negli Stati Uniti non è in grado di onorare i suoi debiti, quest'ultimo o i suoi creditori possono chiedere ad una corte federale la protezione prevista dal Chapter 7 o dal Chapter 11. Nel Chapter 11 l'imprenditore rimane solitamente in possesso di tutti i suoi beni ed è però sottoposto al controllo e alla giurisdizione della corte.&lt;sup id="cite_ref-Practitioner_1-0"&gt; &lt;/sup&gt;Con l'ingresso nel Chapter 11 tutte le azioni dei creditori volte a pretendere il pagamento dei loro debiti sono automaticamente bloccate". Esattamente come nella legge fallimentare italiana, dicono. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 17.6pt; MARGIN: 0cm 0cm 12pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2412708141541425026?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2412708141541425026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/lo-chiamano-il-contadino-del-tessile.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2412708141541425026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2412708141541425026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/lo-chiamano-il-contadino-del-tessile.html' title='Luciano Barbera: made in Italy in crisi? Tutto per un capitolo. O quasi'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFa29S56NEI/AAAAAAAAAbM/chGZSas9UaE/s72-c/angelina-jolie-salt-set.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6472408722136551272</id><published>2010-08-01T18:35:00.006+02:00</published><updated>2010-08-01T19:27:56.844+02:00</updated><title type='text'>Iran: parla al New York Times la "sosia" di Neda</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFWqvW4sVAI/AAAAAAAAAbE/UlPQkGpITmM/s1600/0.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 238px; FLOAT: left; HEIGHT: 193px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500490250476868610" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFWqvW4sVAI/AAAAAAAAAbE/UlPQkGpITmM/s200/0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Durante le &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;proteste in Iran del giugno 2009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; a un certo punto in rete iniziò a girare molto un video, fino a diventare il simbolo della protesta contro la violenza repressiva del regime di Ahmadinejad. Mostrava gli ultimi momenti di vita di una giovane donna colpita da un proiettile della polizia iraniana. La donna era stesa a terra, gli occhi ancora aperti e i fiotti di sangue che uscivano copiosi dal naso e dalla bocca. Tra gli uomini che cercarono di soccorrerla inutilmente ce n’era uno che urlava disperato il suo nome: Neda, Neda.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Appena il video fu diffuso su internet la stampa internazionale cercò di capire chi fosse quella donna, il cui nome era ormai urlato da tutti durante le proteste che continuavano per le strade della città. Il suo nome era &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Neda Agha-Soltan, aveva 26 anni e studiava alla Islamic Azad University di Teheran.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;La stessa università in cui un’altra Neda, Neda Soltani, lavorava come insegnante di inglese. La storia di Zahra Soltani, conosciuta da tutti come Neda Soltani, è la storia di una donna di 33 anni che per uno sfortunato caso di omonimia si è ritrovata simbolo involontario della protesta contro il regime di Ahmadinejad.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; E che per questo è stata costretta a fuggire dal proprio paese, lasciare la sua famiglia e il suo lavoro e vivere rifugiata in Germania. &lt;a href="http://www.nytimes.com/2010/08/01/world/middleeast/01neda.html?_r=1&amp;amp;ref=world"&gt;Il New York Times ne parla in un lungo articolo.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nytimes.com/2010/08/01/world/middleeast/01neda.html?_r=1&amp;amp;ref=world"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;«Ero molto sorpresa», racconta «quando controllai la mia mail il 21 giugno trovai più di 60 richieste di amicizia su Facebook da persone di tutte il mondo». Nei giorni successivi il numero continuò a salire, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Neda e sua madre non si rendevano conto finché non videro la sua foto in un servizio in televisione. Per tutto il mondo era lei la donna uccisa durante le proteste dal regime iraniano. Cercò di mettersi in contatto con i media per spiegare che c’era stato un errore, ma anche quando le foto della vera Neda iniziarono a circolare la sua foto continuava ad essere associata a quell’episodio. Il 24 giugno l’intelligence iraniana era già sulle sue tracce.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La polizia iraniana andò a prenderla a casa pochi giorni dopo per un primo interrogatorio. Le chiesero di dire davanti a una telecamera che era viva e che quel video era solo una montatura dei media occidentali. «Volevano usarmi per denunciare la morte di Neda, volevano sfruttare la mia visibilità in quel momento per dire al mondo che si trattava solo di una mezogna, che Neda era viva. Volevano anche che condannassi i cospiratori occidentali per quello che avevano cercato di fare». &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Al New York Times ha raccontato che alcuni degli uomini che l’hanno interrogata erano armati e che la minacciavano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, «farai meglio a fare quello che ti chiediamo», le dicevano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Alcuni giorni dopo tornarono di nuovo a prenderla a casa e di nuovo la interrogarono a lungo cercando di convincerla a confessare. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;«È molto comune che le autorità iraniane costringano qualcuno a fare una confessione falsa, per poi magari trasmetterla in tv o tenerla da parte come arma di ricatto»,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; spiega. Il primo luglio la polizia la interrogò di nuovo: aveva saputo che si era rivolta ad alcune organizzazioni umanitarie internazionali per chiedere aiuto e l’accusava di essere una spia. Il giorno dopo decise di scappare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;«Avevo solo uno zaino, un computer e una borsetta», racconta. Rimase in Turchia per nove giorni, poi si spostò in Grecia e da lì in Germania, dove arrivò a metà luglio. Enrico Manthey, un portavoce dell’ufficio immigrazione tedesco ha detto che le autorità si convinsero subito della sua storia: il racconto di come venivano condotti gli interrogatori corrispondeva a molti altri racconti di persone che a loro volta erano state interrogate dalle autorità iraniane.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ora Neda Soltani vive in un paese vicino a Francoforte -- di cui preferisce non dire il nome -- è disoccupata e dice di sentire molto la sua mancanza del suo lavoro e della sua famiglia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Prima di quel giorno, non aveva mai pensato di lasciare l’Iran. «Soffro molto di nostalgia, la mia vita mi piaceva prima che iniziasse quest’incubo». Tutt’oggi la sua foto continua ad apparire associata alla storia di Neda Soltan, la ragazza di 26 anni uccisa mentre manifestava disarmata per le strade di Teheran.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;(Il Post.it)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;a href="http://giovannaboglietti.blogspot.com/2009/06/neda-nel-giardino-rosa-delle-martiri.html"&gt;post di Fumerie d'ozio&lt;/a&gt;: Neda, nel giardino rosa delle martiri (giugno 2009).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6472408722136551272?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6472408722136551272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/iran-parla-al-new-york-times-la-sosia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6472408722136551272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6472408722136551272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/08/iran-parla-al-new-york-times-la-sosia.html' title='Iran: parla al New York Times la &quot;sosia&quot; di Neda'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TFWqvW4sVAI/AAAAAAAAAbE/UlPQkGpITmM/s72-c/0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1529059038549691214</id><published>2010-07-23T15:47:00.015+02:00</published><updated>2010-08-13T23:10:11.802+02:00</updated><title type='text'>Honduras: nuove minacce alla leader del Movimiento de Mujeres por la Paz</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jf6M1GcuR_g/Sl9yBvQBm7I/AAAAAAAAB1U/3ovF8zpE6A8/s400/Gladys+Lanza.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 248px; FLOAT: left; HEIGHT: 231px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jf6M1GcuR_g/Sl9yBvQBm7I/AAAAAAAAB1U/3ovF8zpE6A8/s400/Gladys+Lanza.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“Ahorita te caemos, vieja ignorante!!!”. Adesso ti facciamo fuori, vecchia stupida&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. La notizia dell’ultima minaccia a &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Gladys Lanza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, leader del &lt;a href="http://www.laschonas.com/cms/noticias.php?subaction=showfull&amp;amp;id=1259731848&amp;amp;archive=&amp;amp;start_from=&amp;amp;ucat=5&amp;amp;"&gt;Movimiento de Mujeres por la Paz dell’Honduras&lt;/a&gt;, circola su siti e testate locali. Niente di così inquietante, per il resto del mondo; un po’ perché l’attivista e sindacalista da anni (e molto negli ultimi mesi) è nel mirino di anonimi oppositori o un po’ perché la sua campagna in favore dei diritti umani, e delle donne soprattutto, torna a pungere i progetti degli Stati Uniti?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La minaccia sta in una &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;e-mail&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; spedita il 17 luglio, poco prima delle undici di sera. Una e-mail piena di insulti e scritta in un linguaggio crudo, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;che accusa Gladys Lanza di rubare soldi da un’altra associazione non governativa e di aver mandato al massacro la gente nel corso delle guerriglie aperte dal &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Partido comunista de Padilla Fush&lt;/i&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;A queste si aggiungerebbe un’altra colpa: la &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;critica mediatica alla ripresa della militarizzazione dell’Honduras e dell’America latina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. L’ultima solo quattro ore prima dell’invio della mail d’avvertimento, al programma radiofonico “Voices Against Forgetting”, sponsorizzato dal Cofadeh, Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Le minacce a Lanza, si legge nella lettera-resoconto di &lt;a href="http://www.frontlinedefenders.org/node/2617/action"&gt;FrontLine&lt;/a&gt; (per la protezione dei difensori dei diritti umani) che invita gli internauti a diffondere la notizia, sono iniziate a seguito della lettera inviata dall’attivista al segretario di Stato americano &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Hillary Clinton&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, per chiedere di “&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;rendere note le informazioni che riguardavano la violazione dei diritti umani in Honduras negli anni Ottanta, in particolare quelle su Billy Joya Amendola&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;” (un agente della CIA che, in quegli anni, eseguì uccisioni e rapimenti degli oppositori al regime golpista e il cui nome rientra fra i ministri del neo presidente &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Roberto Micheletti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;). Proprio una foto di Amendola è stata inviata nella mail a Gladys Lanza in allegato con altre immagini; tra queste, quella di un funerale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“L’associazione è nata proprio nel 1984 &lt;span class="ske03"&gt;all’epoca della repressione feroce, quando l’Honduras era una piattaforma militare degli “yankee” contro le forze di sinistra del Salvador e del Nicaragua. In questo contesto, il Movimento ha saputo &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;dare alle donne l’identità di sapersi difendere, di lottare per i loro diritti come persone e come esseri umani, per poi identificare la donna degna, la donna coraggiosa, la donna esigente come una donna “chona”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (chona è un diminutivo del nome della fondatrice Visitación Padilla)”, racconta &lt;a href="http://blog.libero.it/idagarberi/newcom.php?mlid=251937&amp;amp;msgid=9004481&amp;amp;mpadid=0&amp;amp;ssonc=376515940"&gt;Gladys Lanza in una intervista alla giornalista Ida Garberi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span class="ske03"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Aggiunge che "dopo il golpe di stato, il Movimento si é integrato al &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fronte Nazionale di Resistenza Popolare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e ha visto il suo lavoro di denuncia moltiplicarsi, infatti oltre alle infamie delle violenze domestiche e contro le donne, adesso gli abusi sono aumentati da parte delle forze dell’ordine e tutti rimangono impuniti".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Appena il 14 luglio scorso, le donne di Lanza hanno contestato l’incremento della presenza militare statunitense nel paese e l’istallazione di due nuove basi nei Caraibi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; In aprile di quest’anno infatti Washington e Tegucigalpa hanno inaugurato una base nel dipartimento di Gracias a Dios, al confine con il Nicaragua, nella quale il governo statunitense ha investito due milioni di dollari. L’istituzione è coordinata dalla forza navale di Honduras, ma è sotto il controllo del Comando sud dell’esercito statunitense. Un'altra base simile sarà costruita sull’isola della Guanaja, sempre nei Caraibi honduregni.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Riporta il &lt;a href="http://granma.cu/italiano/nuestra-america/julio15-Le%20donne.html"&gt;Granma Internacional di Cuba&lt;/a&gt;: “Sono ovvie le intenzioni di Washington di continuare ad estendere il proprio raggio di azione e dimostrare dal nostro territorio la sua egemonia per eseguire una guerra che le persone non vogliono”, ha avvertito il Movimento di Donne per la Pace Visitación Padilla. Secondo un comunicato dell’organizzazione, il colpo di Stato dello scorso anno è stato parte della strategia yankee per aprire il cammino al Pentagono e istallare nuove basi belliche nel paese.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Come per Cuba, Gladys Lanza sostiene: “&lt;span class="ske03"&gt;Siamo fedeli all’insegnamento di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fidel Castro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che cinquant’anni anni fa ha detto che ci hanno sposato con la bugia e ci hanno obbligato a vivere con lei”.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dal 24 luglio 2009, dopo attacchi alla sua persona (come la casa distrutta o il carcere per lei altri sindacalisti) e ai danni delle sue collaboratrici (minacce, telefonate, pedinamenti, arresti ingiustificati), &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;la Commissione della piattaforma dei diritti umani ha riconosciuto la necessità di offrire a Gladys Lanza protezione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Ma niente è stato fatto, finora. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1529059038549691214?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1529059038549691214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/honduras-nuove-minacce-alla-leader-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1529059038549691214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1529059038549691214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/honduras-nuove-minacce-alla-leader-del.html' title='Honduras: nuove minacce alla leader del Movimiento de Mujeres por la Paz'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jf6M1GcuR_g/Sl9yBvQBm7I/AAAAAAAAB1U/3ovF8zpE6A8/s72-c/Gladys+Lanza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2409792818292274018</id><published>2010-07-22T18:20:00.001+02:00</published><updated>2010-08-05T21:53:01.455+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p style="LINE-HEIGHT: 130%; BACKGROUND: white"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 130%; TEXT-TRANSFORM: uppercasefont-family:Arial;color:#666666;"  &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il premio Nobel a Genova per la Settimana dei Diritti parla del suo Paese, ma attacca tutto il mondo sulla condizione femminile. Le donne sono discriminate praticamente ovunque&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="LINE-HEIGHT: 120%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 120%; FONT-FAMILY: Georgiacolor:black;" &gt;&lt;a href="http://www.mixamag.it/news/mondo/medio-oriente/237"&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: nonecolor:black;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:180%;color:#cc66cc;"&gt;Shrin Ebadi: "La democrazia in Iran ci sarà, ma non si sa ancora quando e a che prezzo"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="LINE-HEIGHT: 130%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 130%;font-size:9;color:#464646;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#cc66cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="LINE-HEIGHT: 130%; BACKGROUND: white" align="justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 130%;color:#464646;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;In Iran una donna vale la metà di un uomo, eppure il 65% degli iscritti alle università è costituito da ragazze.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; È il paradosso di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;un Paese dove le adultere sono lapidate, ma dove il diritto di voto fu esteso alle donne nel 1960, prima che in Svizzera&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, e dove ancora oggi, sotto il regime ultraconservatore di Mahmud Ahmadinejad, il gentil sesso conta un ministro della salute e 15 deputate su 290.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nel 2003 &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Shirin Ebadi&lt;/span&gt; è stata la prima donna musulmana, nonché iraniana, ad aver ricevuto il premio Nobel per la Pace. Il 21 luglio di quest'anno è stata presente alla &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;manifestazione 'Genova Città dei Diritti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;'&lt;/span&gt;, durante la quale il sindaco del capoluogo ligure Marta Vincenzi le ha conferito la cittadinanza onoraria. In occasione di questa giornata è stata dedicata una piazza alle donne di Teheran e si è tenuto un incontro pubblico a palazzo Tursi, dove Shirin Ebadi è stata intervistata da Barbara Schiavulli, Ilaria Cavo e Jennifer Clark.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;In Iran le donne di una certa età ricordano ancora oggi le libertà di cui godevano prima del regime khomeinista&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. “&lt;strong&gt;Dopo la rivoluzione del 1979&lt;/strong&gt; – racconta il Nobel – &lt;strong&gt;le leggi non sono state più in linea con la posizione culturale avanzata delle iraniane&lt;/strong&gt;. In caso di risarcimento la vita di una donna vale il 50% rispetto a quella di un uomo, e così pure la sua testimonianza in tribunale. &lt;strong&gt;Per fare qualsiasi lavoro o un viaggio occorre il permesso del marito&lt;/strong&gt;, che può avere fino a quattro mogli e ripudiarle senza motivo, mentre per una donna ottenere il divorzio è praticamente impossibile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Secondo Shirin Ebadi&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt; &lt;strong&gt;il Corano, correttamente interpretato, non è inconciliabile con la libertà, la pace e il rispetto dei diritti umani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;. E ricorda che le discriminazioni contro le donne avvengono in tutto il mondo:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; “In Somalia e in Sudan si pratica la mutilazione genitale anche in famiglie di religione cristiana. In India molte donne si suicidano perché non hanno la dote per sposarsi, mentre in Cina, nonostante il governo vieti l'ecografia per sapere il sesso del nascituro, si praticano aborti selettivi delle femmine. Per non parlare dell'Afghanistan, dove nonostante le quote rosa previste dalla nuova Costituzione non è cambiato nulla e le scuole femminili vengono incendiate.&lt;strong&gt; La radice è in una cultura patriarcale che non accetta l'uguaglianza tra le persone, e in cui gli uomini pensano di essere padroni delle donne&lt;/strong&gt;. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Anche in Europa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; sono le ultime a beneficiare della democrazia, quelle ministro o con incarichi politici sono poche. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Quando mai, in Italia, c'è stato un presidente della Repubblica o del Consiglio donna?”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per un futuro diverso in Iran, Shirin Ebadi nutre fiducia nella sua gente: “La cultura per cambiare le cose c'è, ma il regime non ascolta. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Il movimento per l'uguaglianza è molto forte, ha sede nelle case di chi ci crede. La democrazia ci sarà, ma non si sa ancora quando e a che prezzo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Su questo influiscono molti fattori, come il rapporto coi Paesi confinanti e con gli Stati Uniti. Mi aspetto la solidarietà dai popoli, non dai governi”. Anche Internet ha la sua importanza: “Ha aiutato gli iraniani ad aggirare la censura, e tutto quello che accade in Iran, cinque minuti dopo, si vede sul computer”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Il Nobel critica le ultime sanzioni economiche firmate dal presidente Obama&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;: “Non sono d'accordo, perché sono a beneficio del loro Paese, mentre per gli iraniani è peggio: il regime, con la scusa della sicurezza, aumenta l'oppressione e il nazionalismo del popolo che si sente attaccato. Le sanzioni approvate nella quarta risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, invece, riguardano le armi e colpiscono i militari, non la gente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo all'Iran, si parla molto di nucleare e poco di diritti umani. Shirin Ebadi lancia una provocazione: “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Ogni volta che sentiamo i notiziari ci fanno vedere la faccia di Ahmadinejad, ma in Iran vivono 70 milioni di persone&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. In Italia Berlusconi rappresenta forse tutta la comunità? Un presidente e qualche ministro non costituiscono la civiltà di un Paese”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(Nicola Ganci, mixamag.it)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/banlieue-un-quartiere-tranquillo.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2409792818292274018?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2409792818292274018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/il-premio-nobel-genova-per-la-settimana.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2409792818292274018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2409792818292274018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/il-premio-nobel-genova-per-la-settimana.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7556254944512370623</id><published>2010-07-19T10:19:00.002+02:00</published><updated>2010-08-02T14:24:59.848+02:00</updated><title type='text'>Scomparsa la vedova di Aldo Moro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;E' morta Eleonora Moro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, la vedova di Aldo Moro, lo statista democristiano ucciso dalle Brigate rosse.&lt;br /&gt;Aveva quasi 95 anni. I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio Torrita Tiberina, il paese dove è sepolto l'ex leader democristiano. Sarà sepolta accanto al marito. La donna è mancata nella sua abitazione romana, chiudendo una storia poco conosciuta ma profondamente intensa tra i due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'agguato che provocò l'uccisione degli uomini della scorta il 16 marzo 1978, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;la signora Moro, riservata e decisa, per salvare la vita del marito cominciò a bussare a tutte le porte, senza mai arrendersi.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;La sua composta fermezza convinse perfino il pontefice Paolo VI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che scrisse una lettera toccante "agli uomini delle Brigate rosse". Uno spiraglio di speranza la signora Moro credette di trovarlo anche nella posizione del leader socialista &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Bettino Craxi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che voleva percorrere una via della trattativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando però il 9 maggio del 1978, dopo 55 giorni di prigionia, Aldo Moro venne trovato morto in via Caetani, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;la vedova iniziò una dura protesta contro i sostenitori della "linea della fermezza" nelle trattative con i terroristi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, in particolare il segretario della Dc Benigno Zaccagnini, l'allora presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, e il ministro dell'Interno, Francesco Cossiga. Per protesta partecipò ai funerali degli uomini della scorta, trucidati nel blitz delle Brigate rosse in via Fani, ma rifiutò quelli di Stato per il marito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eleonora &lt;span style="DISPLAY: none" class="adv adv-middle-inline" jquery1279527441661="19"&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://www.repubblica.it/javascript/adtags/jx_speciale.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script language="JavaScript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/cronaca/interna/1312226017@Middle"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;Chiavarelli aveva sposato lo statista nel 1945 e ha avuto con lui quattro figli: Maria Fida, Agnese, Anna e Giovanni. A lei il presidente della Democrazia cristiana aveva indirizzato alcune delle 86 lettere inviate dal carcere delle Brigate rosse. In una scriveva: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;"Ti abbraccio forte, Noretta mia, morirei felice se avessi il segno della vostra presenza, sono certo che esiste, ma come sarebbe bello vederla".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Le Brigate rosse non hanno però mai consegnato questa lettera, ritrovata solo anni dopo che Moro era stato ucciso.&lt;!-- fine TESTO --&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(&lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/19/news/e_morta_la_vedova_di_moro_funerali_oggi_a_torrita_tiberina-5668593/"&gt;La Repubblica.it&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7556254944512370623?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7556254944512370623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/scomparsa-la-vedova-di-aldo-moro.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7556254944512370623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7556254944512370623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/scomparsa-la-vedova-di-aldo-moro.html' title='Scomparsa la vedova di Aldo Moro'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1798685374932635946</id><published>2010-07-19T00:44:00.009+02:00</published><updated>2010-07-22T19:20:12.681+02:00</updated><title type='text'>Banlieue? Un sobborgo tranquillo</title><content type='html'>&lt;a href="http://abel.jerome.free.fr/img/ManiereDeVoir_Banlieues4.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 236px; FLOAT: left; HEIGHT: 294px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://abel.jerome.free.fr/img/ManiereDeVoir_Banlieues4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Angélique&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, nata il 31 dicembre 1991, è la più piccola di quattro figli. Genitori portoghesi, è una delle &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;ragazze delle banlieues di Athis Mons&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, vasta area periferica di Parigi che comprende tre &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;cité&lt;/i&gt; &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;che in questi anni hanno accolto un numero sempre maggiore di immigrati, poco integrati e spesso nullatenenti, e che pullulano di criminalità più o meno organizzata. Teatri di vere guerriglie fra bande e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;police&lt;/i&gt;, come è accaduto di recente addirittura a Grenoble. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;Angélique parla al quotidiano &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Libération&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che sul suo sito ha organizzato un reportage dalla fine infografica intitolato &lt;a href="http://www.liberation.fr/lesyeuxdanslabanlieue"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“Les yeux dans la banlieue”,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;occhi puntati sulla periferia. Angélique dice di non essere scontenta della sua nazionalità francese, ma sottolinea categorica che le sue radici restano quelle portoghesi. Vive nella periferia parigina, “se si chiama banlieue, allora chiamiamola banlieue”. La sua passione è il calcio e la squadra in cui gioca con le sue amiche, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;copines&lt;/i&gt;. Alla domanda spinosa sull’esistenza delle “racaille” taglia corto: “&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Racaille&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; non si sa cosa voglia dire. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Non esiste nemmeno nel vocabolario. Vorrei cambiare presidente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;”. Non stupisce, dal momento che, anni fa, è stato lo stesso &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Sarkozy&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, allora ministro degli Interni, a coniare il termine “racaille”, una metafora per alludere ai giovani in rivolta nelle periferie metropolitane. Racaille come “feccia di dannati” ricalca lo slang di strada e corrisponde a “caillera”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Angélique vede una Francia che si dice laica ma che non ammette immigrati, anche chi come lei vorrebbe specializzarsi all’università con un master e trovare un lavoro e un marito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Ramalta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, 15 settembre 1991, lavora in una scuola materna. Il calcio è la grande distrazione della sua cité. Non sa definire cosa sia la Francia: “è nera, è araba, è il senza colore”. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Anche se vive in Francia, lei porta dentro le tradizioni e la cultura d’origine delle isole Comore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Ha due paesi, sa di essere francese ma il cuore è altrove. Non si vede sposata in futuro, ma con quattro bambini sicuramente. E con un buon lavoro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;Il calcio è tutto il mondo di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Tarah&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, classe 1993. Risponde convinta: “Racaille, gente da galera che passa la giornata a disturbare gli altri, invece di lavorare e fa cose cattive”. Tarah vive &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;nella banlieue della capitale, “un posto tranquillo, pieno di vecchi e cani, dove passo il tempo a rincorrere la palla.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Non vado a scuola perché è dura, non lavoro e penso solo a uscire, uscire. Mia madre si occupa di me, mio padre fa la spola fra Haiti e la Francia, per i soldi ci penserò, non ho molto da chiedere, prendo quel che i miei mi danno. Andrò negli Stati Uniti da amici, in Francia non ci resterò, è morta”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;Angélique, Tarah e Ramalta sono le tre “filles de cité” protagoniste di un &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;web-documentario girato da Djoudi Lamamra, da 19 anni responsabile del Football Club d’Athis-Mons,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; per parlare di giovani calciatori (maschi e femmine) delle banlieues non solo come disadattati ma come semplici sportivi, pieni di vitalità e capaci di sorridere. Il documentario spicca tra le notizie recenti del &lt;a href="http://www.mairie-athis-mons.fr/actualite/article_925.htm"&gt;sito del Comune di Athis-Mons&lt;/a&gt; e s’intitola proprio “Les yeux dans la banlieue”. &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Eppure &lt;a href="http://sisyphe.org/spip.php?article2094"&gt;molti giornali raccontano di ragazze vittime e prodotti delle periferie degradate&lt;/a&gt;. Nel febbraio di quest'anno, nella piccola Grenoble - mesi prima delle ultime rivolte - tre minorenni chiedevano 2mila euro a un coetaneo in cambio di foto compromettenti, unendo al ricatto botte e torture (&lt;a href="http://jacquesthomet.unblog.fr/2010/02/13/banlieue-un-handicape-mental-sequestre-torture-brule-et-extorque-par-trois-adolescentes-a-grenoble/"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;). &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tempo l’associazione &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“Ni putes, ni sousmises” (Né puttane, né sottomesse),&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; presieduta da &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Fadela Amara&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (vai al &lt;a href="http://www.niputesnisoumises.com/violences/"&gt;sito&lt;/a&gt; e al &lt;a href="http://andreapomella.wordpress.com/2009/07/28/ne-puttane-ne-sottomesse-in-memoria-di-sohane-benziane/"&gt;libro&lt;/a&gt;), combatte la discriminazione di genere. Soprattutto l’abuso di potere nelle periferie:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;La dérive des banlieues a commencé il y a une quinzaine d’années, avec le chômage de masse qui a touché de plein fouet les immigrés. Nombre de pères se sont retrouvés sans emploi. Ces pères, qui arbitraient les conflits entre frères et soeurs, et donnaient aussi les règles de vie de la communauté, ont été alors ébranlés dans leur position et dépossédés de leur autorité. &lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;Toutes leurs prérogatives sont, de fait, passées aux fils aînés. Les fils ont eu la responsabilité d’inculquer les valeurs familiales aux filles. Leur mission était claire : protéger la soeur des prédateurs, la préserver vierge jusqu’au marriage. &lt;/span&gt;Peu à peu, la vigilance des frères a tourné à l’oppression. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Divieto di uscire. Divieto di studiare. Matrimoni forzati. Controlli estesi. Nel vandalismo, le donne devono difendere la loro libertà. Questo ha scritto nel 2008 &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/03/08/donne-delle-banlieues-le-storie-di-fadela.html"&gt;Renata Caragliano su Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Nei quartieri periferici, già così segnati da una cultura patriarcale e monoreddito, questo comporta una perdita di autorità dei capifamiglia che vengono sostituiti dai figli maschi maggiori. I giovani hanno un solo valore, il denaro, e un solo modo di esistere, il rapporto di forza, la violenza. L' emarginazione e la mancanza di ruoli sociali fanno il resto alimentando solo rancore nei confronti di tutti, all' interno del quartiere e al di fuori. "Questi giovani non nascono lupi, lo diventano. La delinquenza non è inscritta nei geni, ma trae profitto dalla povertà e dalla sofferenza delle persone", scrive l' autrice che sembra mettere in guardia da pericoli che non investono solo le comunità straniere. "Né puttane né sottomesse" pubblicato in Francia ha venduto oltre 50 mila copie ed è stato tradotto dalla casa editrice indipendente napoletana NonSoloParole. L' autrice ha presentato le linee portanti del progetto Espoir banlieue (Speranza per la periferia) per la "de-ghettizzazione" delle banlieues.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: auto 0cm" class="spip"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Era un anno fa. L’attività dell’associazione di Fadela Amara continua. E così la tensione fuori e dentro le periferie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(foto di Amandine Petit)&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1798685374932635946?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1798685374932635946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/banlieue-un-quartiere-tranquillo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1798685374932635946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1798685374932635946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/banlieue-un-quartiere-tranquillo.html' title='Banlieue? Un sobborgo tranquillo'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5336993025343542751</id><published>2010-07-14T16:34:00.004+02:00</published><updated>2010-07-14T17:00:49.045+02:00</updated><title type='text'>Se l'ostetrica è un uomo.</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Allattare o fasciare? “Io per prima cosa darei un seno, lo avvolgerei e proverei ad allattare dall’altra parte, nel caso volessi allattare”. La piccola esitazione non delude Nadine Höfling. Nadine ascolta Unger attentamente. Unger – 43 anni – è arrivato a casa sua per la terza volta, da quando lei è diventata madre. Adesso le sta mostrando come lavare Lilly – neonata di dieci giorni. E si raccomanda di ungere la pelle squamosa della bambina. “La pelle si rigenera continuamente, dura dalle due alle tre settimane”. Ora che il taglio del parto cesareo s’è rimarginato, Unger è fiducioso e risponde alle domande sull’allattamento e sulle flatulenze della bambina, prima di lasciare la giovane mamma e tornare dalla sua famiglia. Una visita da ostetrica come mille altre. Con la differenza che l’ostetrica è proprio un uomo.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inizia così &lt;a href="http://www.zeit.de/2010/28/S-Hebammen"&gt;l’articolo del quotidiano tedesco “Die Zeit&lt;/a&gt;”, tutto dedicato a un personaggio che, a sorpresa, fa parlare di sé. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Jens Unger è, per corretta definizione, l’unico ostetrico uomo in Germania.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Con la moglie Wanda porta avanti, oltre che un lavoro di docente alla Bavaria-Klinik di Kreischa, un ambulatorio di ostetricia a Dresda-Johannstadt unito a visite a domicilio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Prima possibile avvocato, poi volontario in ospedale: poteva scegliere oculistica, invece è entrato in sala parto. Studente alla scuola di ostetricia, unico maschio, ha conosciuto lì la moglie. Dice una ex compagna:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Wir haben uns gefragt, wieso der ausgerechnet diesen Job machen will. Für die meisten von uns war klar, als Patientinnen würden wir einen Mann nicht an uns ranlassen.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;Ci siamo chieste, perché lui volesse fare questo lavoro. Per la maggior parte di noi ragazze era chiaro, come pazienti non ci saremmo mai affidate a un uomo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;L’accesso alle scuole di ostetricia tedesche è stato concesso agli uomini nel 1985. Jens è entrato nell’olimpo di una professione riservata, “di genere”.&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;E racconta che le cose non sono tuttora semplici: quando sbaglia, anche se per piccoli errori,&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; gli si rinfaccia di essere uomo.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Le colleghe sostengono che lui non riesce a capire quello che una donna sente.&lt;/span&gt; Vero, ma &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;secondo Jens un parto è più semplice di quel che si pensa: &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Eine Geburt muss funktionieren – unabhängig von der Chromosomenkonstellation der Geburtshelfer.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;Un parto deve funzionare, indipendentemente dalla costellazione di cromosomi dell’ostetrica/o.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Nella pratica le cose però si rivelano diverse. Jens ha portato a termine i tre anni di studio, ma &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;l’associazione di categoria è chiusa ai maschi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Anche e soprattutto per le assegnazioni dei posti vacanti, per le quali si preferiscono ostetriche donne. Questione di storia, di sensibilità e di genere (femminile), secondo &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;la portavoce Edith Wolber:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Genauso wie sich die meisten Männer lieber von einem männlichen Urologen behandeln ließen.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#cc33cc;"&gt;Così come la maggior parte degli uomini è più adatta a fare l’urologo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Forse in questo l’Italia può vantare qualche passo in avanti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. I ginecologi sono sempre più numerosi e molte donne li preferiscono alle colleghe femmine, proprio per la minor pretesa a “sentire empaticamente” la pazienti. Di ostetrici uomini ancora non se ne vedono molti e spesso e volentieri coincidono con i ginecologi. La FNCO (Federazione nazionale collegi ostetriche) si rivolge con maggiore apertura “alle iscritte e agli iscritti”. E poi c’è la AOGOI, che ingloba ostetrici e ginecologi ospedalieri. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Le pazienti invece si dividono sui blog dispensatori di consigli alle neo-mamme.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; C’è quella che ha apprezzato “il ragazzo molto gentile e timido ma attento in sala parto, una piacevole sorpresa” e quella che sbuffa: “Ci mancava l’ostetrico uomo, peggio delle doglie!”. Come direbbe Jens, basta che un parto funzioni. Il resto sono gusti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5336993025343542751?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5336993025343542751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/se-lostetrica-e-un-uomo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5336993025343542751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5336993025343542751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/se-lostetrica-e-un-uomo.html' title='Se l&apos;ostetrica è un uomo.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2628183426571604560</id><published>2010-07-09T15:51:00.005+02:00</published><updated>2010-07-09T16:10:18.832+02:00</updated><title type='text'>"Acciaio": perché tutto è ancora possibile.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PN0Ze3Iq6qQ/S2aKMzq8tXI/AAAAAAAACCk/HUFrL0OzKnA/s320/acciaio.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 186px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PN0Ze3Iq6qQ/S2aKMzq8tXI/AAAAAAAACCk/HUFrL0OzKnA/s320/acciaio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Caso letterario o fenomeno mediatico.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Come sempre, la semplificazione è dietro l’angolo quando si parla o si scrive di un successo. Così, la critica e il pubblico si spaccano, contendendo alla propria metà la definizione da regalare ad &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“Acciaio”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, il romanzo che si è classificato al &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;secondo posto al premio Strega 2010&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. L’autrice è &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Silvia Avallone&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, una donna giovanissima (classe 1984) e – aggiungo con orgoglio da campanilista – biellese d’origine, ma bolognese d’adozione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Biella, composta come d’abitudine, non sembra volersi schierare. Assiste incuriosita e chiacchiera del fenomeno che la vede protagonista, da lontano. Ha dato i natali a una scrittrice che ha venduto migliaia di copie e si è aggiudicata un titolo unico per la città: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;nessun biellese era mai arrivato alle selezioni e poi alla finalissima dello Strega&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Prima del prestigioso verdetto Silvia Avallone veniva considerata la favorita e molti affiancavano la sua impennata professionale a quella dell’altrettanto giovane esordiente, e piemontese, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Paolo Giordano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (“La solitudine dei numeri primi”, Mondadori). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;In città, le vetrine sono orfane del romanzo, ma verranno sicuramente riallestite. Si scrive e si intervista Silvia Avallone. La si aspetta, probabilmente per il mese di agosto, secondo quanto riportato in un articolo de La stampa, sezione locale di Biella e Vercelli. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Acciaio” piace al pubblico ed è piaciuto molto alla giuria del premio Strega. Ne si loda la storia, la delicatezza e la forza della descrizione di un reale che la poetessa conosce bene: la vita operaia attorno a una centrale produttrice di lamine di acciaio a Piombino. Il sindaco e qualche abitante non ne sono entusiasti, si rammarica Silvia Avallone in una &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/silvia_avallone160210.html"&gt;intervista ad Affaritaliani.it &lt;/a&gt;ma lei sostiene di avere l’appoggio dei lavoratori che quella realtà la conoscono bene. Opinionisti illustri mettono un freno alle aspettative, a partire dallo stile “acerbo” di Avallone. C’è poi chi come &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Marco Belpoliti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; sulla Stampa nazionale è convinto si stia trattando di un’ottima impresa di marketing da parte della casa editrice Rizzoli: “È ciò che si può chiamare «effetto-Giordano», ovvero un caso da manuale di marketing: far vincere un importante premio letterario, lo Strega, a un debuttante con un romanzo che parla di bambini, ragazzi o, come nel caso della Avallone, di adolescenti vorticose, casalinghe sfatte, adulti in canottiera, un po' malavitosi e un po' operai di fonderia, quello che vorrebbe essere il perfetto ritratto della Italia contemporanea dannata e perdente, l'Italia della televisione berlusconiana”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Andrebbe sottolineato un particolare sul quale ci si è soffermati molto poco e che è emerso soltanto in modo evidente durante l’intervista che Avallone ha rilasciato a &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Serena Dandini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (puntata di “Parla con me”) prima ancora che il suo romanzo fosse sbarcato nella librerie. Vale a dire &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;come sia nato il successo di “Acciaio”: semplicemente per posta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Basta il talento. Avallone ha mandato alcuni capitoli del romanzo e, dopo soli quindici giorni, ha ricevuto il sì della casa editrice. Segno che storie come la sua sono ancora possibili, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;anche in un mondo chiuso e affaticato come quello dell’editoria.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Anche per questo si dovrebbe scrivere di “Acciaio”, spiraglio di luce per chi - esordiente - coltiva sogni con la propria penna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2628183426571604560?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2628183426571604560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/acciaio-perche-tutto-e-ancora-possibile.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2628183426571604560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2628183426571604560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/acciaio-perche-tutto-e-ancora-possibile.html' title='&quot;Acciaio&quot;: perché tutto è ancora possibile.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PN0Ze3Iq6qQ/S2aKMzq8tXI/AAAAAAAACCk/HUFrL0OzKnA/s72-c/acciaio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5170305414203924270</id><published>2010-07-04T17:30:00.009+02:00</published><updated>2010-07-04T18:16:25.463+02:00</updated><title type='text'>Cassazione: assolto, nessun maltrattamento. La moglie è di tempra forte.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TDCzeFZKnWI/AAAAAAAAAa8/LCtXjzTlQEA/s1600/picchiata.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 168px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490085275189812578" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TDCzeFZKnWI/AAAAAAAAAa8/LCtXjzTlQEA/s200/picchiata.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;I loro nomi e i loro visi sono stampati su tutti i giornali. Le loro fotografie, momenti privati e sereni, circolano su internet. Commenti ai blog le commemorano e gli ospiti in televisione scuotono la testa e ripetono che la violenza va fermata.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Meno di una settimana fa, si piangevano Maria e Sonia,&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt; una residente a Chieri in Piemonte l’altra in Lombardia, &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;uccise dal loro ex lo stesso uomo, pluricondannato per stalking&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e mai fermato. In questi giorni, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;a Novara, non si parla che dell’uccisione di Simona, avvenuta addirittura per mano di un Carabiniere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che aveva una storia e un figlio con un’altra donna ma non voleva rinunciare a lei.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Coltellate, colpi di pistola; poi tutto finisce e a farne le spese sono loro, quei visi sereni di donna. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Quante volte Maria e Sonia si saranno chieste: “Cosa posso fare, chi mi aiuterà a uscire da questo incubo?”. Non c’è risposta alla loro domanda. Le forze dell’ordine sembrano legate dalla prassi, le associazioni urlano inascoltate, i politici maschi (unici decisionisti) non concretizzano.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il 2 giugno 2010 – pochi giorni dopo la loro triste fine – &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname productid="la Cassazione" st="on"&gt;la &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Cassazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;, nel nome dello Stato italiano, stabilisce che:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;“I &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;maltrattamenti cui viene sottoposta&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; una donna che ha un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;forte temperamento&lt;/i&gt; non sono percepiti in quanto tali e dunque non costituiscono reato. Di conseguenza il fatto non sussiste”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;L’uomo che ha beneficiato delle sentenza ha alle spalle una doppia condanna per maltrattamenti in famiglia. Si chiama Sandro, vive a Livigno in Lombardia. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Sia il Tribunale di Sondrio che successivamente &lt;st1:personname productid="la Corte" st="on"&gt;la Corte&lt;/st1:personname&gt; d’Appello di Milano avevano accolto le lamentele della mogli&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Roberta, vittima di maltrattamenti, condannando il marito - pure con la concessione delle attenuanti - a 8 mesi di reclusione con la condizionale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Roberta avrà reagito. Non le avrà volute ricevere, tutte quelle "carezze". Deve pagare per il suo temperamento, per legittima difesa?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Secondo &lt;st1:personname productid="la Cassazione" st="on"&gt;la Cassazione&lt;/st1:personname&gt;, i giudici di appello avevano rilevato come la moglie avesse un "carattere forte" e dunque non era affatto intimorita dall’atteggiamento del marito. In sostanza, la tesi difensiva di Sandro, accolta, si è basata sul fatto che &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;i giudici "hanno scambiato per sopraffazione un semplice clima di tensione"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; tra coniugi. &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, &lt;st1:personname productid="la Suprema Corte" st="on"&gt;la Suprema Corte&lt;/st1:personname&gt; fa notare &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;che "i fatti incriminati sono solo genericamente richiamati nella sentenza impugnata e appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell’arco di circa 3 anni. Comportamenti di &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;maltrattamento sporadico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; per i quali, la moglie aveva anche rinunciato alla querela”. Se Roberta avesse avuto paura di ritorsioni? Sandro è assolto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;E vissero felici a contenti, in Cassazione, però. Solo in Cassazione: Sandro non sconterà neanche un giorno, anzi tornerà a casa e chissà che non riprenda le cattive abitudini, se sua moglie non sarà già scappata lontano. Roberta, come ogni femmina, doveva subire. Nei secoli dei secoli, questa è stata la sola sentenza tangibile in materia di tutela della donne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5170305414203924270?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5170305414203924270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/cassazione-assolto-nessun.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5170305414203924270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5170305414203924270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/cassazione-assolto-nessun.html' title='Cassazione: assolto, nessun maltrattamento. &lt;br&gt;La moglie è di tempra forte.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TDCzeFZKnWI/AAAAAAAAAa8/LCtXjzTlQEA/s72-c/picchiata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4948261443759982740</id><published>2010-07-04T12:11:00.005+02:00</published><updated>2010-07-04T12:46:21.405+02:00</updated><title type='text'>Kumari: dee bambine o schiave?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TDBijfmij7I/AAAAAAAAAa0/J094eDJbTlU/s1600/kumari.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; FLOAT: left; HEIGHT: 215px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489996307682725810" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TDBijfmij7I/AAAAAAAAAa0/J094eDJbTlU/s200/kumari.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per alcuni le &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Kumari &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;sono solo bambine, per altri vere e proprie &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;schiave&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Per tutta la tradizione religiosa del Nepal e degli Hindu, &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;dee viventi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; nonché &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;protettrici del re&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Nel mondo si è parlato spesso del loro ruolo, sia dal punto di vista culturale e religioso ma anche politico e civile, nell’ambito della difesa dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Nella venerabile storia delle dee bambine, appena due anni fa, è entrata infatti anche &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Corte"&gt;la &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Corte&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt; suprema della Repubblica himalayana&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Ma oggi che un re non esiste più, detronizzato nel 2006, questa “istituzione” mantiene lo stesso valore? Sembra proprio di sì, nonostante la salita al potere dei maoisti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Times of&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;India&lt;/i&gt; ha pubblicato in questi giorni la notizia del diploma di una delle tre dee bambine viventi in Nepal, &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Chanira Bajracharya&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, 15 anni. Lei è la prima Kumari ad aver ottenuto il voto di 80,12 in un test che quasi la metà degli studenti non riesce a superare. E per la prima volta una Kumari potrà accedere all'università (vuole studiare informatica) e lavorare, non appena il suo “regno” sarà terminato. Un passo epocale, dal momento che &lt;st1:personname st="on" productid="la Corte"&gt;la Corte&lt;/st1:personname&gt; suprema garantisce il &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;diritto all’istruzione delle bambine solo dal 2008&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. E c’è di più: il governo nepalese, pochi giorni fa, ha concesso alle Kumari un &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;aumento dello stipendio del 25 per cento&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, per investire sulla loro istruzione. Uno stipendio che equivale a 82 euro al mese, cifra molto sostanziosa in Nepal.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;I &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;maoisti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, succeduti a una monarchia con alle spalle 238 anni di regno, hanno addirittura messo una pezza alla questione delle &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;nomine delle Kumari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Nomina che è sempre spettata al sacerdote del re, altra carica scomparsa. La tradizione vuole che le Kumari di Patan, Kathmandu e Bhaktapur (gli antichi tre regni della valle) siano direttamente connesse con il re. La dea bambina di Kathmandu, la più importante, è colei che pone la &lt;i&gt;tika&lt;/i&gt;, il sacro segno rosso, sulla fronte del monarca, legittimando così il potere reale per un anno. In campo è sceso addirittura il Ministero delle riforme: segno che, per quanto atei, i maoisti riconoscono sia impensabile privare il Nepal di una simile figura sacra.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Ma chi sono le Kumari e come diventano dee? &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Kumari significa “vergine”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;,&lt;/span&gt; a indicare la purezza della dea, incarnazione di Taleju Bhawani o Durga in India. Le Kumari vengono scelte tra le bambine delle caste buddiste newar, gli Shakya di Kathmandu. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;L'attuale Kumari Reale è Matina Shakya. Verrà detronizzata all'arrivo del primo mestruo o a seguito di perdite di sangue o malattie (basta il sangue di un piccolo graffio). Questo perché per restare pura &lt;st1:personname st="on" productid="la Kumari"&gt;la Kumari&lt;/st1:personname&gt; non può ricevere le cure di alcun dottore.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il corpo è il requisito primo: le bambine devono possedere &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;“32 perfezioni”&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; anomale in un fisico ancora acerbo addirittura di soli 3 anni (esempio: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;ciglia come quelle di una mucca, cosce di daino, guance come quelle di un leone, corpo come un albero di banano&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Il carattere è il requisito secondo: &lt;st1:personname st="on" productid="la Kumari"&gt;la Kumari&lt;/st1:personname&gt; non può piangere, mostrarsi disinteressata o irrequieta, tantomeno muoversi durante i riti. Infatti ognuno di questi gesti è causa di gravi sciagure per il Nepal. Durante la “notte nera” o el Kalratri, le candidate dormono in una stanza &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;buia tra le teste di capre e 108 bufali sacrificati in onore della dea Kali, con uomini mascherati da demoni a spaventarle&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Quella che resiste è &lt;st1:personname st="on" productid="la Dea."&gt;la Dea.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Kumari"&gt;La Kumari&lt;/st1:personname&gt; vive reclusa nel suo palazzo, lontana dalla famiglia. Nella piena sacralità, ma una volta deposta torna mortale. Condizione difficile da accettare. Quasi tutte le ultime tredici ex Kumari si sono sposate e hanno avuto figli, ma &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;la leggenda tramanda che il marito è condannato a morire entro sei mesi, tossendo sangue&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Alle superstizioni si aggiunge la spinta modernizzatrice maoista che, pur conservando la figura per il consenso, non la approva. Le riforme apportate seguono la sentenza della Corte suprema della neonata repubblica himalayana, secondo la quale &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;il trattamento subito dalle dee bambine viola i diritti sanciti dalla Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;In un articolo &lt;span style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Deepak Shimkhada&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, presidente di Indic Foundation e Asian Studies on the Pacific Coast, sostiene invece che la questione deve essere ridimensionata, perché si lega a &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;figure comunque privilegiate, che in varie interviste si riconoscono come tali e ne sono felici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;“In open interviews, all former Kumaris enjoyed their role as a Kumari and never regretted it. So what is the fuss? They all felt empowered and special, even if only for a few years. If the Kumaris do not feel that they have been exploited, isn't the human rights group acting as Big Brother? Is this really such a significant social problem of &lt;st1:country-region st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Nepal&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:country-region&gt; that it requires court intervention?”&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Ci sono faccende più urgenti per Shimkhada. Bambine prostitute, mogli bambine, bambine madri che rischiano di morire di parto, bambine che non possono studiare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#993399;"&gt;&lt;br /&gt;“Abolishing the Kumari tradition will not solve these more serious problems”. &lt;span style="color:#666666;"&gt;Abolire la tradizione della Kumari non risolverà niente di tutto questo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4948261443759982740?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4948261443759982740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/per-alcuni-le-kumari-sono-solo-bambine.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4948261443759982740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4948261443759982740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/07/per-alcuni-le-kumari-sono-solo-bambine.html' title='Kumari: dee bambine o schiave?'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TDBijfmij7I/AAAAAAAAAa0/J094eDJbTlU/s72-c/kumari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5719058907801043075</id><published>2010-06-24T19:15:00.007+02:00</published><updated>2010-06-25T10:26:48.603+02:00</updated><title type='text'>Gianna-bavaglio. La Nannini zittita non può parlare delle difficoltà degli aquilani</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Il Gianna-bavaglio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. In tempo di intercettazioni e rivendicazioni di libertà di stampa entra in scena la rock star più amata, Gianna Nannini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianna Nannini, ospite a Matrix, presenta il dvd "Amiche per l'Abruzzo", nato dal collage di immagini del concerto di beneficienza tenuto all'indomani del terremoto dell'Aquila con altre ugole d'oro italiane: Laura Pausini, Fiorella Mannoia e Giorgia. Ma la Nannini non ci sta, vuole parlare degli aquilani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'incipit allora cambia: &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Gianna Nannini zittita a Matrix&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; da Alessio Vinci, per aver toccato un nervo scoperto. Sì perchè a lei va di raccontare della &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;manifestazione del 16 giugno all'Aquila taciuta dai media&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Evento che ha portato in piazza 15mila persone, ma che è stato "snobbato" dai giornalisti, sempre meno impegnati nel fare luce nella penombra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le domande della Nannini coinvolgono il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che non fa in tempo a ribattere (proprio il 24 giugno, il giorno dopo il Gianna-bavaglio, a Roma si è tenuto il Consiglio comunale straordinario dell'Aquila, con annesse proteste per l'oscuramento della notizia da parte del Comitato 3.32 davanti alla sede Rai). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti aquilani vivono nel disagio, l'ultima impresa sono le tasse da pagare che non guardano in faccia alle calamità. Protestano, ma sanno di non esser presi in considerazione e non credono ai mezzi di comunicazione. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Lo denunciava Maria Luisa Busi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, sconcertata per il dissenso mostrato mesi fa dai terremotati verso la sua troupe del Tg1. La Rai non si è interessata all'iniziativa "Amiche per l'Abruzzo" e sul direttore pesano sempre più dure le critiche di servilismo. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Matrix altro non era che marchetta pubblicitaria del dvd? Quel che è certo è che nessun approfondimento (doveroso) per diritto di cronaca era ammesso.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Lontano dalle considerazioni politiche, che pure influenzano spesso il lavoro di chi fa informazione, è il giornalismo a dover credere in se stesso. Per farlo, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;c'è bisogno di ritrovare un'etica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il video del Gianna-bavaglio (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wir0d0p4-xE&amp;amp;feature=popular"&gt;&lt;strong&gt;guarda&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giovanna Boglietti &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5719058907801043075?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5719058907801043075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/gianna-bavaglio-la-nannini-zittita-non.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5719058907801043075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5719058907801043075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/gianna-bavaglio-la-nannini-zittita-non.html' title='Gianna-bavaglio. La Nannini zittita non può parlare delle difficoltà degli aquilani'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-9131953361368580989</id><published>2010-06-24T12:00:00.008+02:00</published><updated>2010-06-24T22:22:17.905+02:00</updated><title type='text'>Australia: prima donna premier. La laburista è Julia Gillard.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TCMufkiZ8tI/AAAAAAAAAas/sySNaQ9_WSc/s1600/24-rudder-jules420-420x0.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 239px; FLOAT: left; HEIGHT: 186px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486279890986201810" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TCMufkiZ8tI/AAAAAAAAAas/sySNaQ9_WSc/s200/24-rudder-jules420-420x0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Nessun figlio. Un compagno, Tim Mathieson, che di professione fa il parrucchiere. Un padre che dalle miniere del Galles si trasferì ad Adelaide, in Australia, per curare i problemi ai polmoni, dei quali Julia ha sempre sofferto. E il sogno nel cassetto di diventare professoressa, che fu accantonato per richiesta di un’amica: “Julia, tu sei portata per il dibattito, ti vedrei bene a studiare diritto”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Detto fatto. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Julia Gillard non è solo diventata avvocato: da questa mattina, è lei a occupare il posto di premier del governo australiano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Una donna al comando che ha alle spalle una lunga gavetta, a partire dal 1987 quando si laureò all’Università di Melbourne per poi muovere i primi passi nel diritto in ambito industriale. Labor Club, Australian Union of Students, l’organizzazione Socialist Forum, il Ministero Ombra per la popolazione e l’immigrazione (2001-2003) e in seguito per &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Salute"&gt;la Salute&lt;/st1:personname&gt; (2003-2006). Fino al &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;2007, l’anno delle elezioni vittoriose per il Labor Party.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Gillard è ministro di tre &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;portfolios&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: Minister for Education, Minister for Employment and Workplace Relations, Minister for Social Inclusion. In sostanza, Ministro per l’Educazione, carica per la quale ha stretto ancora di più i rapporti con Washington, per un progetto comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Prima donna premier nella storia dell’Asutralia, ha vinto il confronto con l’ex primo ministro Kevin Rudd, che aveva indetto un &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;“leadership spill”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (causa calo di consensi), per verificare l’appoggio del partito laburista al governo. Sfida suggerita con pragmatismo tutto femminile proprio da Julia Gillard: “Le cose vanno risolte in fretta”. Risolte o rivoluzionate, come in questo caso: Gillard affascina giornali e social network (Facebook e Twitter ancora protagonisti, ma Julia raccomandò già la &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;cura" dei media alle Labor Women&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; con la fondazione EMILY'S List) ha già giurato e governerà l’Australia fino alle prossime elezioni, che potrebbero essere anticipate per consentire agli elettori di scegliere direttamente il loro nuovo premier. &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Un assestamento “ballerino”, che vede le donne in politica come in altri ambiti ricoprire ruoli di leadership solo a tempo determinato.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Ma dalle donne determinate bisogna guardarsi le spalle. Lo insegna la stessa Gillard, che si è distinta per merito: nel 2007 era stata eletta prima donna vice primo ministro, ma a poche settimane dalla nomina, &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;ha potuto sperimentare l’esperienza da premier&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; per alcuni giorni sostituendo Rudd, impegnato nella conferenza sul clima dell’ONU organizzata a Bali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Occhio alle donne&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: mentre in Italia ancora si discutono liste costruite con (pochi) volti femminili di facciata, nel mondo la posta in gioco è alta. Oggi è tempo di Julia Gillard, l’altro giorno lo è stato per la doppietta finlandese Mari Kiviniemi (primo ministro) e Tarja Kaarina Halonen (presidente della Repubblica), un anno fa si parlava del primo ministro ad interim d’Islanda Johanna Sigurdardottir. Storia recente, storia rosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-9131953361368580989?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/9131953361368580989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/nessun-figlio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/9131953361368580989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/9131953361368580989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/nessun-figlio.html' title='Australia: prima donna premier. La laburista è Julia Gillard.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TCMufkiZ8tI/AAAAAAAAAas/sySNaQ9_WSc/s72-c/24-rudder-jules420-420x0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3464150362243422851</id><published>2010-06-21T11:20:00.007+02:00</published><updated>2010-07-04T18:05:42.934+02:00</updated><title type='text'>Liberate e sterilizzate. La Francia sdogana l'arma definitiva contro la natalità</title><content type='html'>&lt;h1 style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt; MARGIN: 0cm 0cm 7.5pt; BACKGROUND: white"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt; MARGIN: 0cm 0cm 7.5pt; BACKGROUND: white"&gt;&lt;/p&gt;&lt;h1 style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt; MARGIN: 0cm 0cm 7.5pt; BACKGROUND: white"&gt;&lt;span style="font-size:14;color:black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14;color:black;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;&lt;strong&gt;Sfuggire serenamente alle gravidanze è una bella preoccupazione per le femmine moderne.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;La pillola contraccettiva crea un sacco di problemi, dei metodi naturali nemmeno a parlarne, e perfino la spirale dà parecchi fastidi. Meglio allora una soluzione definitiva e non pensarci più. Il suggerimento arriva dal Monde l’ultimo endorsement accorato alla sterilizzazione. Che nel mondo, spiegano sul quotidiano francese, è “il metodo contraccettivo più usato”. Certo, come contraccettivo la sterilizzazione funziona benissimo, e una volta per tutte, e ben lo sanno le donne dei paesi terzi che spesso sono fermamente “invitate” a ricorrervi. Guarda caso, però, è ancora poco diffusa nei paesi sviluppati. In Francia l’ha scelta soltanto il 2,3 per cento delle donne e l’1,3 per cento degli uomini (32.100 femmine e 1.600 maschi nel 2006). Pochini, secondo l’Inspection générale des affaires sociales (l’Igas, organismo dipendente dal ministero della Salute francese), che ha parlato della sterilizzazione come della “grande assente dal panorama contraccettivo francese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;&lt;strong&gt;E’ tutta colpa dei ginecologi, scrive il Monde&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;– che invece dovrebbero dire con chiarezza alle loro pazienti: “Ecco, qui abbiamo pillole varie, marchingegni rimovibili o la sterilizzazione, che le consiglio caldamente”. Alcuni di loro “sono perfino ostili”. A sentire il Mouvement français pour le planning familial pare alla sua porta ci sia un pellegrinaggio ininterrotto di donne che vogliono sapere a quale medico rivolgersi per risolvere la questione fertilità una volta per tutte. Prima della legge del 2001, che autorizza in Francia la sterilizzazione di maggiorenni, “questa pratica era considerata una mutilazione”, ha detto al Monde una ginecologa-ostetrica che sterilizza donne da molti anni. Oggi invece è vista come “un grande progresso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;&lt;strong&gt;La rivoluzione arriva da una nuova tecnica,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; che non prevede bisturi né anestesia né ormoni. Archiviata l’obsoleta operazione che dava veramente un taglio (o un nodo, alle tube di Falloppio, che in qualche raro caso permetteva però un ripensamento e il ritorno alla fertilità) &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;la nuova sterilizzazione prevede un sistema chiamato Essure. Si tratta, come spiega l’azienda produttrice, di “micro-inserti morbidi e flessibili”. Tappi, in pratica.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; La “procedura” si fa anche in ambulatorio e “la maggior parte delle donne riprende le normali attività entro un giorno”. Dopo tre mesi, se i tappi funzionano e non è successo niente di strano, la sterilizzazione è definitiva e indietro non si torna. Da quando questo metodo è comparso in Francia, all’inizio degli anni Duemila, “ha contribuito – scrive il Monde – all’eliminazione dei tabù in merito alla sterilizzazione come contraccettivo”. Come se, complice la scomparsa dei ferri del chirurgo, le donne francesi avessero smesso di pensare alla sterilizzazione come a una mutilazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;h1 align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; BACKGROUND: white" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Per Sophie ad esempio, 43 anni e quattro figli,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;la sterilizzazione non è stata “un attentato alla femminilità”, ma una svolta epocale. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Anni fa si era stufata di imbottirsi di pillole, non le piacevano gli effetti collaterali della spirale e quando ha provato a usare il conteggio dei giorni sul calendario è rimasta incinta del quarto figlio. Dopo l’intervento lei e il marito si sono lasciati, Sophie ha ripreso a lavorare dopo dieci anni da casalinga disperata e ha incontrato un altro, con cui ha “una relazione meravigliosa”. Da quando è diventata irrimediabilmente sterile per scelta, ha raccontato al Monde, la sua nuova vita è tutta un brivido, uno stravolgimento. Ha “riscoperto” la sua femminilità, ha relazioni sessuali appaganti e senza l’ansia di poter rimanere incinta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; BACKGROUND: white" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Proprio come piace alla sua conterranea &lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Élisabeth Badinter, la filosofa con figli e nipoti che in “Le conflit. La femme et la mère” invoca la liberazione dalla schiavitù della prole&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;, preconizza che un giorno la maternità sarà appannaggio delle donne povere e ignoranti (“culturalmente, socialmente, professionalmente sfavorite”, nel suo politicamente corretto) e sostiene che le donne che rifiutano di avere figli siano più libere e più toste, perché tengono testa alle “ingiunzioni dei maternalisti” e si sono fatte due conti fra costi e benefici. La sterilizzatrice seriale sentita dal Monde ha detto che per la prima volta ha praticato un intervento su una donna che non ha mai avuto figli. Lei aveva quarant’anni, su una venticinquenne non lo avrebbe fatto, ma in generale bisogna pur sempre tenere a mente, dice, “che sta alla donna decidere quello che è meglio per lei”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; BACKGROUND: white"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;(Valentina Fizzotti, Il Foglio.it) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3464150362243422851?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3464150362243422851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/la-schiavitu-della-prole-in-francia-la.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3464150362243422851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3464150362243422851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/la-schiavitu-della-prole-in-francia-la.html' title='Liberate e sterilizzate. La Francia sdogana l&apos;arma definitiva contro la natalità'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7128985242891018985</id><published>2010-06-13T14:35:00.007+02:00</published><updated>2010-06-13T14:59:19.323+02:00</updated><title type='text'>Laura Pollan riavrà il marito accanto a sé.  La battaglia delle Damas de Blanco cubane</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TBTR9udP2oI/AAAAAAAAAak/rx3cNZpA8oc/s1600/mercenaria+laura+pollan.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 175px; FLOAT: left; HEIGHT: 220px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482237504789666434" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TBTR9udP2oI/AAAAAAAAAak/rx3cNZpA8oc/s200/mercenaria+laura+pollan.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Laura Pollan&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;vince una battaglia, ma non la guerra. Tra i prigionieri politici che il governo di Cuba ha deciso di “graziare”, a modo proprio, c’è anche il marito della leader delle&lt;/span&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Damas de Blanco&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, &lt;span style="color:#666666;"&gt;il giornalista&lt;/span&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Hector Maceda&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;. &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Il governo cubano ha concesso la libertà condizionata a un prigioniero politico paraplegico, Ariel Sigler, e ne trasferirà altri sei, membri del “Gruppo dei 75” come Hector Maceda, in centri penitenziari situati nelle loro province d'origine.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;I detenuti saranno, così, più vicini alle loro famiglie: un piccolo passo verso le rivendicazioni che da anni scuotono l’isola di Cuba. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;L'iniziativa resta comunque un&lt;/span&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;“gesto politico umanitario” nell'ambito del dialogo avviato tra le autorità comuniste e &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Chiesa Cattolica."&gt;la Chiesa Cattolica&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal;color:windowtext;" &gt;.&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal;color:windowtext;" &gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;Cuba è sotto pressione da &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;fine febbraio, ovvero dalla morte del prigioniero Orlando Zapata, 42 anni, avvenuta a seguito di uno sciopero della fame. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Laura Pollan dovrà continuare a manifestare alla testa delle Damas de Blanco, però si è detta molto felice dell’iniziativa del governo cubano e ha ringraziato &lt;st1:personname st="on" productid="la Chiesa Cattolica"&gt;la Chiesa Cattolica&lt;/st1:personname&gt; per la mediazione a favore dei prigionieri. Ha aggiunto che non si aspettava la liberazione di Maceda, rinchiuso a scontare una condanna di 20 anni in una prigione a Villa Clara, con Ariel Sigler. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Il "Gruppo dei 75" fu arrestato durante la "Primavera Negra" del 2003 e i suoi membri dissidenti sono stati condannati a pene fino 28 anni, con&lt;/span&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;l'accusa di essere "mercenari" al servizio degli Stati Uniti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;Le "Dame Bianche" – delle quali ho già scritto nel post&lt;/span&gt; &lt;a href="http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/sperando-di-vederti-dipinto-dazzurro.html"&gt;"Sperando di vederti dipinto d'azzurro" &lt;/a&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;- sono familiari dei dissidenti incarcerati nella Primavera Negra del 2003. Da anni protagoniste di marce pacifiche organizzate la domenica nella capitale cubana. Le donne sfilano tutte vestite di bianco e con gladioli in mano, simbolo di liberazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#666666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7128985242891018985?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7128985242891018985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/laura-pollan-riavra-il-marito-vicino-se.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7128985242891018985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7128985242891018985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/laura-pollan-riavra-il-marito-vicino-se.html' title='Laura Pollan riavrà il marito accanto a sé. &lt;br&gt; La battaglia delle Damas de Blanco cubane'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TBTR9udP2oI/AAAAAAAAAak/rx3cNZpA8oc/s72-c/mercenaria+laura+pollan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3029612888079624738</id><published>2010-06-10T10:06:00.000+02:00</published><updated>2010-06-10T18:04:45.555+02:00</updated><title type='text'>Pari o Dispare: il Comitato impegnato per le Donne</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TBCxx_zAmgI/AAAAAAAAAac/yZY-NWWz-74/s1600/pari+o+dispare.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 270px; FLOAT: left; HEIGHT: 208px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481076219006982658" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TBCxx_zAmgI/AAAAAAAAAac/yZY-NWWz-74/s320/pari+o+dispare.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ne parla Gad Lerner sul suo blog. Ne parla Lorella Zanardo sul sito de "Il Corpo delle Donne". Ne sta parlando Emma Bonino che, proprio con Lorella Zanardo, mette la faccia all'idea del &lt;b&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153)"&gt;Comitato "Pari o Dispare"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;. Il nome, come si dice, è tutto un programma. &lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal" align="justify"&gt;Donne sì, ma con pari diritti: sembra una sfida impossibile, in una Italia in cui anche il corpo della Croce Rossa sta subendo una metamorfosi estetica. Si veda &lt;b&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153)"&gt;"Il cavaliere fa il miracolo delle crocerossine" Tre anni dopo le infermiere di Prodi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, articolo apparso su "Libero" il 9 giugno 2010. &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal" align="justify"&gt;Crocerossine a parte, per le donne resta la necessità di imporsi nel mondo del lavoro attraverso un progetto strutturato. Sul sito del Comitato Pari o Dispare sono elencati &lt;b&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153)"&gt;gruppi di lavoro nati per coprire qualunque ambito: progetti speciali, lavoro e welfare (armonizzazione lavoro, donne e leadership), media e stereotipi (Osservatorio nell'area media). &lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;"Siamo consapevoli che i territori esterni al mondo della &lt;span style="COLOR: rgb(153,51,102)"&gt;casalinghitudine &lt;/span&gt;e della famiglia sono territori definiti, classificati, regolati dal genere maschile nel quale veniamo considerate, definite classificate visitatrici, ospiti, tollerate, ma mai padrone e &lt;span style="COLOR: rgb(153,51,102)"&gt;dominae&lt;/span&gt;?"&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Questa è una delle rivendicazioni dei gruppi di lavoro del Comitato. Lavoro al quale non partecipano solo professioniste o esperte della comunicazione, ma che &lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153); FONT-WEIGHT: bold"&gt;può essere seguito e rafforzato da tutte le donne che si identificano nella causa&lt;/span&gt; (e come non&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;riuscirci?). &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Per saperne di più, rimando al video di presentazione pubblicato sul sito de "Il corpo delle donne":&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt; &lt;a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=2947"&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: none;color:#ff99ff;" &gt;&lt;strong&gt;http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=2947&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;E al sito ufficiale del Comitato Pari o Dispare:&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.pariodispare.org/index.php"&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: none;color:#ff99ff;" &gt;&lt;strong&gt;http://www.pariodispare.org/index.php&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Giovanna Boglietti&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3029612888079624738?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3029612888079624738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/pari-o-dispare-il-comitato-impegnato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3029612888079624738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3029612888079624738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/pari-o-dispare-il-comitato-impegnato.html' title='Pari o Dispare: il Comitato impegnato per le Donne'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TBCxx_zAmgI/AAAAAAAAAac/yZY-NWWz-74/s72-c/pari+o+dispare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6442485967302016675</id><published>2010-06-08T15:43:00.001+02:00</published><updated>2010-06-09T16:04:23.748+02:00</updated><title type='text'>Passante e Musa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TA5JJzD6SwI/AAAAAAAAAaM/61xxRUVONBU/s1600/Immagine+077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TA5JJzD6SwI/AAAAAAAAAaM/61xxRUVONBU/s320/Immagine+077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480398229230734082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;una donna passò con la mano fastosa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;sollevando orlo e balza&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;, facendoli oscillare;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;agile e aristocratica, con la sua gamba di statua.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;Io, io contratto&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:8.5pt;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;come un maniaco, bevevo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;dai suoi occhi, cielo livido gonfio di bufera&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;la dolcezza che affascina e il piacere che uccide.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;Un lampo, poi la notte! - Fuggitiva beltà&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;il cui sguardo in un attimo mi ha risuscitato,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;ti rivedrò soltanto nell'eternità?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;Lontano, chissà dove! troppo tardi! forse mai più&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;Poiché non so dove tu fuggi, né tu non sai dove io vado,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;o tu che avrei amata, o tu che lo sapevi!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center; color: rgb(153, 51, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:ComicSansMS;font-size:12.5pt;"  &gt;Charles Baudelaire, "A una passante"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6442485967302016675?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6442485967302016675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/passante-e-musa-charles-baudelaire.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6442485967302016675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6442485967302016675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/passante-e-musa-charles-baudelaire.html' title='Passante e Musa'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TA5JJzD6SwI/AAAAAAAAAaM/61xxRUVONBU/s72-c/Immagine+077.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3589623517964195882</id><published>2010-06-07T15:56:00.000+02:00</published><updated>2010-06-07T16:02:01.834+02:00</updated><title type='text'>C'era una volta la convivenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TAz7OPIdzdI/AAAAAAAAAZ8/8w01I15RYyI/s1600/COPPIA.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 205px; height: 265px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TAz7OPIdzdI/AAAAAAAAAZ8/8w01I15RYyI/s200/COPPIA.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480031068601830866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; 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Specialmente sull’amore con la “a” maiuscola. Sono i soldi, infatti, a determinare sempre più l’evoluzione della storia di una coppia. Non parliamo di sentimenti, che restano “geneticamente immodificabili”, ma di matrimoni posticipati a data da definirsi, fidanzamenti lunghi quasi quanto matrimoni (sempre meno duraturi, a Torino il primato nazionale per i divorzi) e soprattutto di convivenze azzardate. Azzardate sì, perché anche la convivenza, considerata da sempre un passo verso il consolidamento di un rapporto, in tempo di crisi non ha vita facile, per non dire vita breve. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quando sono giovani coppie a convivere, poi, la risposta che si sente è una sola: &lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;“Conviviamo perché abbiamo iniziato presto a lavorare”&lt;/span&gt;. Proprio il lavoro sembra essere il filo conduttore dei racconti diversi che alcuni ragazzi ci hanno fatto in tema di convivenza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;Francesca ha 25 anni, Santo 26. Convivono a Rivalta da un anno e mezzo e per un anno e mezzo sono stati fidanzati. Dicono che la loro è stata follia&lt;/span&gt;: “Vivere insieme per noi significava essere indipendenti e poter condividere qualsiasi momento della giornata – spiega Francesca – Devo ammettere che sulla convivenza avevamo due visioni diverse: io mi sarei sposata subito, perché sono molto credente; lui, invece, preferiva creare le giuste fondamenta sia a livello economico che di relazione, perché convivere significa conoscere a fondo una persona, cosa che non permette un fidanzamento. In pratica, ci sentiamo già marito e moglie, ma tra un anno ci sposeremo”. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il loro matrimonio arriva dopo tanti sacrifici: “Ci possiamo permettere un bel matrimonio adesso, ma continuiamo a risparmiare. Io lavoro nell’azienda di costruzioni di famiglia, per farla crescere mi decurto lo stipendio e investo il resto. Porto a casa sui 1.000 euro al mese – racconta Santo – Lei faceva qualche lavoretto per mantenersi gli studi universitari in Comunicazione interculturale, ma ha deciso di interromperli per un po’ e trovare un impiego stabile. Ha cambiato quattro lavori, adesso fa quello che sognava, la maestra d’asilo, e sta finendo gli esami. All’inizio arrivare a fine mese era difficile: tra viveri, bollette, affitto e assicurazione o pieno per la macchina se ne andava via uno stipendio, più di 700 euro. L’appartamento era già arredato e i nostri genitori ci hanno regalato qualcosa come il divano o il microonde, ma non abbiamo mai voluto far pesare la nostra scelta su di loro”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Francesca e Santo sembrano determinati, una coppia solida, e secondo loro questo è l’ingrediente essenziale per superare le difficoltà. C’è chi come Alessandra, 25 anni laureata in Economia, ha preferito finire gli studi ma non riesce a concretizzare la sua storia con Matteo, 26. Anche nel loro caso, Matteo lavora da tempo, nella gastronomia di famiglia: &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;“Vorremmo almeno vivere insieme, dopo sette anni di fidanzamento. Lui preme per sposarsi e avere dei figli, ma rischiamo di non farcela. Io sono impaziente di trovare un lavoro serio, basta stage che si rivelano una perdita di tempo”&lt;/span&gt;. E pensare che Alessandra avrebbe un appartamento tutto per loro, di proprietà dei genitori: “Da ammobiliare, però. E come fare con le spese, se io porto a casa zero euro? No, dobbiamo partire con delle certezze”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non è detto che il lavoro sia una garanzia; alle volte divide. Lo sa bene Massimo, 25 anni, che ha visto andare in fumo la sua convivenza lunga tre anni con Carolina, 24, dopo 2 anni di fidanzamento: “Ci siamo conosciuti all’Accademia delle Belle Arti, ma abbiamo lasciato gli studi per lavorare. Vivevamo insieme; io facevo l’operaio, lei ha aperto una bottega di restauro. Quello che ci ha permesso di andare a convivere è il gruzzolo che avevamo risparmiato grazie a lavoretti saltuari, ma i ritmi di lavoro sono stati fatali. Lei poi alla sera ha iniziato a lavorare in un pub, è stata la fine. Abbiamo perso la routine quotidiana, che non è noiosa quando serve a creare condivisione”. Massimo e Carolina hanno pianificato la separazione e il trasloco di lei: &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;“Paradossale, dormivo con una persona che avrei lasciato. Gli amici ci hanno aiutato con il trasloco, alla fine non c’erano più il comodino, il tavolo, una poltrona, quello che le apparteneva: in pratica mancava metà della casa, la mia metà. In questo la fine della convivenza è traumatica quanto il divorzio”&lt;/span&gt;. Ma qui i soldi c’entrano poco, qui davvero sono i sentimenti a fare la felicità.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Boglietti &lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;       &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3589623517964195882?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3589623517964195882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/cera-una-volta-la-convivenza.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3589623517964195882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3589623517964195882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/cera-una-volta-la-convivenza.html' title='C&apos;era una volta la convivenza'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TAz7OPIdzdI/AAAAAAAAAZ8/8w01I15RYyI/s72-c/COPPIA.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8381546223090459839</id><published>2010-06-02T11:56:00.002+02:00</published><updated>2010-06-13T15:00:00.462+02:00</updated><title type='text'>La terra di nessuno e l'inferno di tutti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;La nostra Italia ingobbita, inconsapevole ma unita. Dobbiamo il nostro Paese al sacrificio di piccoli uomini coraggiosi. E sono loro ad essere ricordati il 2 giugno, festa della Repubblica. Eppure quest'anno, davanti a una ricorrenza che si ripete quasi timidamente, c'è Israele e il sangue, ancora una volta se non fosse bastato, su una terra che resterà la terra di nessuno. E l'inferno di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da "Il fatto quotidiano", 2 giugno 2010. &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Manuela Dviri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (scrittrice e pacifista italo-israeliana):&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tel Aviv. Stanca di parlare dell'orrore di questi giorni, stanca di sognarmelo la notte, ogni notte in modo diverso e sempre orribile. Dicono che il nostro ministro della Difesa, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;Ehud Barak&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, sia un genio, che sappia smontare un orologio in pochi secondi. Può essere. Ma di certo, poi, non sa come rimontarlo. E no, la carneficina non è stata creata a tavolino, nonostante da lontano sembri forse altrimenti... e i soldati mandati allo sbaraglio sono vittime dei nostri politici esattamente come lo siamo noi civili. Troppi anni (43) di occupazione ci hanno ridotto così: semplicemente stupidi , militarmente stupidi, politicamente stupidi e adesso anche attoniti e spaventati davanti al disastro, isolati nel mondo e davanti al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;È difficile per me, in questi giorni, essere israeliana, anche se questa è la terra che amo e amerò sempre&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, la terra in cui ho scelto di vivere tanti anni fa, la terra che mi ha portato via un figlio, proprio dodici anni fa, la terra che non potrò mai lasciare, in cui sono nati e vivono i miei figli e i miei nipoti. Che ne sarà del loro futuro? In queste ore c'è sciopero generale dei palestinesi israeliani; davanti ai consolati e alle ambasciate israeliane del mondo intero, dimostrazioni di protesta. I rapporti con la Turchia, un tempo preziosa alleata, sono tesissimi. Il mondo ci tratta da appestati. La flottiglia era chiaramente una provocazione e molti di quelli che erano a bordo non erano dei santi, ma non era una flotta di navi di pirati e Gaza non è la Somalia. Se proprio la si voleva allontanare perché attaccarla nelle acque internazionali? Che fretta c'era? Le domande sarebbero tante... sul come e il perchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Adesso è iniziato il solito balletto delle giustificazioni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e dello scambio d'accuse più o meno velate tra l'esercito e i politici, accompagnato dal coro degli esperti, tutti naturalmente ex politici ed ex generali. Dicono, adesso, che la nave era troppo grossa, che non la si poteva fermare in altro modo. Che a bordo c'erano terroristi, che i nostri soldati erano in pericolo di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se si chiedessero cosa sarebbe successo se quel folle attacco non fosse semplicemente avvenuto? Se in un atto di vera politica, di intelligenza, lungimiranza, creatività e di normale buon senso, li si fosse semplicemente fatti entrare, gli attivisti, con un uno di quei grandiosi gesti inaspettati che poi passano alla storia, per &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;rompere, insieme, l'assedio, l'inutile e terribile assedio che ha tenuto per questi anni un milione e mezzo di abitanti di Gaza chiusi ermeticamente in una prigione a cielo aperto, senza dare a noi, che siamo dall'altra parte, alcun vantaggio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Dopo tutto, quell'assedio, figlio dell'ossessione militare e politica al Dio della sicurezza, ci costringe a vivere, noi stessi, in un infinito stato d'assedio, chiusi in un invisibile fortino, isolati e condannati dai popoli. Adesso dicono che bisogna spiegare al mondo le nostre ragioni... Non c'è nulla da spiegare. C'è solo da fare. C'è da ritirarsi finalmente, e per sempre, dai territori. E da Gaza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8381546223090459839?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8381546223090459839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/la-terra-di-nessuno-e-linferno-di-tutti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8381546223090459839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8381546223090459839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/06/la-terra-di-nessuno-e-linferno-di-tutti.html' title='La terra di nessuno e l&apos;inferno di tutti'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5188627974294377026</id><published>2010-05-28T10:39:00.001+02:00</published><updated>2010-06-02T12:14:01.779+02:00</updated><title type='text'>Biella vuole la sua provincia. E i biellesi?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_-CYPLSOlI/AAAAAAAAAZ0/YBGSAG57L-o/s1600/piemonte-biella.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 233px; FLOAT: left; HEIGHT: 250px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476239024808147538" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_-CYPLSOlI/AAAAAAAAAZ0/YBGSAG57L-o/s320/piemonte-biella.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un territorio di 913 chilometri quadrati, che comprende 82 comuni e un bacino di poco più di 187mila abitanti. Quella di &lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;&lt;strong&gt;Biella è la provincia più piccola del Piemonte&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt; La storia la tramanda anche come la più ricca, eppure questo bacino tessile d’eccellenza potrebbe venire spogliato proprio del titolo di “provincia”. Titolo che per molti ha rappresentato una conquista: la Provincia di Biella è stata istituita infatti nel 1992, per scorporo dalla provincia di Vercelli, ma è diventata amministrativamente operativa solo nel 1995. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Tutto, adesso, potrebbe tornare come prima, all’indomani dell’approvazione del &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;pacchetto economico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (avvenuta “con riserva”) da parte del Governo. In programma non c’è soltanto una sforbiciata ai finanziamenti per gli enti pubblici pari a un miliardo di euro in due anni; di mezzo ci andranno anche le &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;province “inutili”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che hanno meno di 220mila abitanti e per questo dovranno probabilmente uscire di scena.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;La notizia è su tutti i giornali, nazionali e locali. Nei bar del centro di Biella gli abitué e gli avventori più frettolosi hanno dato una sbirciata alle notizie, ma non sembrano troppo stupiti e neppure amareggiati: “Guardi, io sono per metà biellese e per metà vercellese, se torniamo sotto Vercelli sono anche più contenta” – la signora &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Silvia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; la prende con ironia “Ne parlavo proprio oggi con una amica di Domodossola. Domodossola è sotto Verbania, ma una volta era in provincia di Novara: quel rimescolamento è stato solo una seccatura, perché Novara è più comoda da raggiungere. A Domodossola tornerebbero sotto Novara, ma la &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;provincia di Verbania&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; non sarà cancellata perché confina con uno Stato estero”. Le fa eco il marito: “Sentiamo da tempo ripetere che &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; potrebbero formare una sola macro-provincia, che problema c’è? Certo, si dovrà pensare a piccoli distaccamenti e uffici per evitare troppi spostamenti nel nuovo capoluogo”.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Già, il nuovo capoluogo di provincia: Vercelli o Novara? &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Alexandra&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, laureata in Economia, ribalta la domanda: “E perché non Biella? Per anni siamo stati sotto Vercelli, vengano i vercellesi nella ridente Bugella (&lt;em&gt;Bugella civitas, nome dato alla fondazione della città&lt;/em&gt;). Non ci sono soldi e la provincia assorbe i fondi ma non dà servizi, la cancellazione va fatta a favore dei Comuni, che sono gli enti più vicini ai cittadini. Non sa quanti si sono presentati al mio seggio, alle ultime elezioni provinciali, chiedendo di verbalizzare il rifiuto della scheda gialla, come protesta contro le province”. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Gianluca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, 27 anni, la pensa allo stesso modo, ma è titubante su una questione: “Come verranno riassorbiti i lavoratori impiegati in Provincia?”. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Matteo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, vigile del fuoco, punta sui servizi: “Un esempio. Il Comando provinciale sparirà e rimarrà solo un distaccamento permanente, con tutto ciò che questo comporta. Il 115 risponderà da Vercelli con personale che non avrà la minima idea della morfologia del Biellese e questo comporterà un allungamento dei tempi d’intervento. Chi ci rimette? I cittadini. La provincia di Vercelli poi ha meno abitanti di quella di Biella, per pochi metri al confine con la Svizzera si salva”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dai bar del centro all’Ex Ospizio di Carità, sede del Palazzo della Provincia, la prospettiva cambia. Il presidente &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Roberto Simonetti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, esponente della Lega e deputato, non si sbilancia e dice di voler leggere attentamente il provvedimento prima di parlare. Auspica a un dibattito parlamentare: “Penso che Biella si farà portavoce, insieme al presidente della Regione Piemonte &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Roberto Cota&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, di un progetto per una definizione moderna del territorio”. Progetto al momento non definibile.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ma per quale motivo, dopo 15 anni, molti biellesi non salverebbero la Provincia? Abbiamo chiesto un parere al giornalista &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff99ff;"&gt;Marco Berchi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, uno dei direttori storici del bisettimanale locale Il Biellese, che seguì da vicino la nascita della Provincia di Biella: “Quel processo politico e amministrativo è stato lunghissimo, parte almeno dagli anni Sessanta. La provincia è nata dalla diffusa volontà di affermare la specifica identità economica e culturale del Biellese. Identità tutta industriale, legata al tessile soprattutto, e ben distinta da quella agricola di Vercelli. Quindi, nel caso di Biella si va al di là dell’istituzione-provincia, del contenuto reale. Il vero motore è stato alimentato dalla convinzione, motivata nei fatti, della classe dirigente che, fin dal dopoguerra e negli anni Sessanta e Ottanta, contava sulla propria autosufficienza. Biella era una “isola felice”, con un tasso di disoccupazione del 2 per cento rispetto al 15 per cento nazionale, e si apriva al mondo solo per esportare le sue stoffe”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Isola felice fino alla crisi economica di questi anni: il ruolo della Provincia, di per sé non troppo allargato, finisce con l’essere percepito dai pragmatici biellesi come un peso.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Giovanna Boglietti (&lt;a href="http://www.futura.unito.it/"&gt;http://www.futura.unito.it/&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5188627974294377026?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5188627974294377026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/biella-vuole-la-sua-provincia-e-i.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5188627974294377026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5188627974294377026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/biella-vuole-la-sua-provincia-e-i.html' title='Biella vuole la sua provincia. E i biellesi?'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_-CYPLSOlI/AAAAAAAAAZ0/YBGSAG57L-o/s72-c/piemonte-biella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8411816406021438337</id><published>2010-05-25T15:05:00.001+02:00</published><updated>2010-06-13T14:57:21.557+02:00</updated><title type='text'>Mrs O. e il look della democrazia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_vl6r5fTII/AAAAAAAAAZs/9u7Ml-HKjM4/s1600/mrsocover.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5475222568377994370" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_vl6r5fTII/AAAAAAAAAZs/9u7Ml-HKjM4/s320/mrsocover.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} a:link, span.MsoHyperlink  {color:blue;  text-decoration:underline;  text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed  {color:purple;  text-decoration:underline;  text-underline:single;} p  {mso-margin-top-alt:auto;  margin-right:0cm;  mso-margin-bottom-alt:auto;  margin-left:0cm;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1  {size:612.0pt 792.0pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:36.0pt;  mso-footer-margin:36.0pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;We are excited to announce the forthcoming publication of &lt;b&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt;"Mrs. O: The Face of Fashion Democracy"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;. The book will be available in book stores in late October 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Da ottobre è un libro, ma in principio fu internet. Sul blog americano &lt;a href="http://mrs-o.org/"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-DECORATION: none"&gt;Mrs.O&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, dedicato a Michelle Obama, ci si chiede: che cosa la first lady indossa e a chi si rivolge? Domanda che ha riempito pagine e pagine di quotidiani e periodici, prima e dopo l'elezione del marito Barack alla presidenza degli Stati Uniti d'America. Il blog , da due anni, è oramai diventato il sito prediletto da cui estrarre spunti di una tendenza modaiola definita "democratica".&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;The much anticipated state dinner festivities have begun! The president and first lady welcomed Mexican President Felipe Calderon and First Lady Margarita Zavala to the White House with an outdoor arrival ceremony earlier today. &lt;b&gt;&lt;span style="color:purple;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt;First Lady Mrs. O dressed in a classic raspberry coat and dress (confirming designer), paired with a statement bib necklace and &lt;/span&gt;&lt;s style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt;black&lt;/s&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt; pewter heels. The turquoise and orange flecks of color in the necklace certainly pop against the pink dress - gorgeous!&lt;/span&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:purple;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt;All’incontro con il presidente messicano Felipe Calderon e la moglie Margarita Zavala, l’occhio del blog è caduta sulla vestito color fragola, lungo fino ginocchio, e le scarpe di vernice nera indossate da Michelle Obama. Non solo: i lapislazzuli della collana, in contrasto sul collo presidenziale, che fanno “pop” diventano “gorgeous”, sgargianti quanto stupendi. &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il commento più recente ripropone l’ultimo abito indossato da Michelle Obama, blu elettrico con cintura diamantata a vita alta, con una sola spallina. Abito che indosso a Mrs O. scatena l’ammirazione del suo creatore, lo stilista americano Peter Soronen. &lt;b style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,102)" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204)"&gt;Our first lady has never looked better. What a moment!&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;La &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;O.chat è gettonatissima&lt;/span&gt;. Il pubblico interagisce per dividersi le nuove tendenze griffate "Michelle". Scrive Terri: "&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153)"&gt;Qualcuno conosce il marchio della borsa che Michelle Obama aveva alcune settimane fa con sè, a New York? E' la stessa che ha usato ai funerali di Mrs Bidden&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Ma non è solo Michelle a interessare le americane di ogni età. Non si risparmia, come presumibile, nemmeno Barack: "&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153)"&gt;Possiamo aggiungere qualcosa sul presidente e la sua performance a basket e golf. E perchè no, sui suoi splendidi abiti e sulle sue cravatte e i suoi bassi (o detti impopolari) abbinamenti&lt;/span&gt;". Ma Barack è il presidente O., nei suoi errori di stile resta perfetto. Allo stesso modo, tutto quello che la first fa sembra essere "cool". Un esempio, il White House Veggie Garden: "&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,153)"&gt;O i peri erano così alti! Più alti dei miei...&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Il resto è chiacchiera, si va dal fitness alle dieta alle gravidanze. Il mondo "democratico" americano che parla di donne si racchiude in un blog dedicato alla prima donna d'America.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Che dire, di fronte a tanto interesse per l'armadio della donna più potente, ma che cerca di mantenere il profilo più basso del mondo? Forse, anche lei sarà una lettrice affezionata. Follie di blogger, follie tutte femminili.&lt;b&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,102)"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Giovanna Boglietti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8411816406021438337?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8411816406021438337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/mrs-o-e-il-look-della-democrazia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8411816406021438337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8411816406021438337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/mrs-o-e-il-look-della-democrazia.html' title='Mrs O. e il look della democrazia'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_vl6r5fTII/AAAAAAAAAZs/9u7Ml-HKjM4/s72-c/mrsocover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-76248209961715612</id><published>2010-05-21T14:32:00.000+02:00</published><updated>2010-05-21T14:50:40.945+02:00</updated><title type='text'>La Busi lascia il video: cade l'ultima roccaforte.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_Z-gy17yHI/AAAAAAAAAZk/Jc7FcweQZDs/s1600/LILLIGRUBERMARIALUISABUSI.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 247px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473701498984319090" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_Z-gy17yHI/AAAAAAAAAZk/Jc7FcweQZDs/s320/LILLIGRUBERMARIALUISABUSI.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Sembra quasi di vederle così, &lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;&lt;strong&gt;Lilli Gruber e Maria Luisa Busi, strette in un abbraccio che oltre all'affetto oggi esprimerebbe solidarietà professionale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Loro, i due volti storici del Tg1, hanno lasciato il video in tempi e modi diversi. Ma tant'è, cambia un'epoca e qualcuno si chiede: che aria si respirava quando Lilli Gruber lasciò la conduzione del telegiornale delle rete ammiraglia per dedicarsi prima all'attività di europarlamentare a Strasburgo e poi al programma storico di Giuliano Ferrara, &lt;em&gt;8 1/2&lt;/em&gt;? E che aria si respira oggi nella stessa redazione romana di viale Mazzini, ora che Maria Luisa Busi lancia questa rivendicazione? Cosa si saranno mai dette le due conduttrici, una delle ultime volte che si parlarono come colleghe impiegate nella stessa azienda? Cambiano i direttori, ma non cambia evidentemente l'impatto politico che si sta diffondendo, come già insegnato dal monopolio democristiano, tra i mezzi di comunicazione. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Eppure per i giornalisti della Rai, adesso sembra essere venuto il momento di prendere posizione (Ferrario e Di Giannantonio), di non firmare petizioni pro -editoriali di Augusto Minzolini, di scegliere di non prestare i propri occhi a notizie che la propria voce, evidentemente, vorrebbe tacere.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; (foto Pizzi)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1. Lo scrive lei stessa in una lettera che - a quanto si apprende - ha affisso stamattina nella bacheca della redazione. Tre cartelle e mezzo per spiegare che &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;non si riconosce più nella testata&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, e per dire che come &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;un giornalista ha come unico strumento per decidere di difendere le sue prerogative professionali, ovvero togliere la propria firma, un conduttore può solo togliere la sua faccia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Così ha deciso di fare lei e abbandona la conduzione del Tg1 delle 20. La decisione arriva dopo una serie di scontri con il direttore della testata Augusto Minzolini.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;(da RaiNews 24)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-76248209961715612?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/76248209961715612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/la-busi-lascia-il-video-cade-lultima.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/76248209961715612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/76248209961715612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/la-busi-lascia-il-video-cade-lultima.html' title='La Busi lascia il video: cade l&apos;ultima roccaforte.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_Z-gy17yHI/AAAAAAAAAZk/Jc7FcweQZDs/s72-c/LILLIGRUBERMARIALUISABUSI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1791372289686220534</id><published>2010-05-20T16:13:00.000+02:00</published><updated>2010-05-20T22:18:00.310+02:00</updated><title type='text'>La migliore imprenditrice immigrata dell'anno coltiva spezie a Moncalieri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_VEbqVjqUI/AAAAAAAAAZU/fxbbGup54o0/s1600/spezie.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 295px; FLOAT: left; HEIGHT: 227px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473356164150569282" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_VEbqVjqUI/AAAAAAAAAZU/fxbbGup54o0/s320/spezie.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Non vede l’ora di tornare dai suoi quattro bambini, &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;Edith Jaomazava&lt;/span&gt;. Il suo pensiero corre al più piccolo, che in questi giorni è malato e chiede di lei. Edith è una mamma, ma non solo: è lei la vincitrice del &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;MoneyGram Award 2010, il Premio per l’Imprenditore Immigrato dell’anno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal" align="justify"&gt;La cerimonia di consegna è appena finita e con la voce emozionata chiede: “A Torino è già arrivata la notizia? Che vergogna!”. A &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;Moncalieri&lt;/span&gt;, dove vive, la aspettano parenti e amici, ma dice che lì ancora nessuno sa del suo successo, vuole che resti una sorpresa per quando sarà di ritorno. Presto, prestissimo, perché – continua a ripetere – i suoi bambini la aspettano. &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal" align="justify"&gt;Attorno a lei c’è un vociare continuo. Telefono alla mano, si aggira ridendo alla Casa del Cinema di Villa Borghese, a Roma, sfondo della premiazione, dove ha sede fra l’altro &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname productid="la MoneyGram" st="on"&gt;la MoneyGram&lt;/st1:personname&gt;, la società che ha indetto il premio ed è tra le più conosciute per trasferimenti internazionali di denaro, con 198 mila agenti in 191 Paesi del mondo.&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal" align="justify"&gt;Il Paese di Edith Jaomazava, prima dell’Italia, è stato il Madagascar. In Italia Edith ha fondato nel 2004 &lt;st1:personname productid="la SA.VA" st="on"&gt;la &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;SA.VA&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;, per lanciare la vaniglia e le spezie tipiche della sua patria, nel mondo (Germania, Francia, Spagna e Svizzera). Vendite di questo tipo nel settore dell’import- export&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;restano innovative; quelle della SA.VA, nel 2009, hanno registrato una crescita di più del 62 per cento: “Dal 2004 ad oggi siamo passati da un solo prodotto a venti e credo che, a settembre, arriveremo a 25 prodotti. L’azienda costa tanti sacrifici, soprattutto per quella parte della famiglia che vive con me a Moncalieri, visto che non sono mai a casa; eppure, quando sono arrivata in Italia ho deciso di non accontentarmi di un lavoro qualsiasi. Avevo una famiglia numerosa, ma ero una straniera con dignità. Così, avendo già un commercio di spezie e vaniglia burbon avviato in Madagascar, ho colto l’occasione per allargare la mia attività”. &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal"&gt;E c’è riuscita, tanto che la giuria della MoneyGram non ha avuto dubbi a nominarla vincitrice. Racconta Katia Romano della MoneyGram: “Edith ha saputo sviluppare una azienda attraverso ciò che di buono ha la sua terra. Non solo: ha riportato in Italia un commercio caduto in disuso, tanto che, la sua, non è la solita vaniglia sintetica, ma un prodotto naturale e di qualità. E ancora, Edith dà lavoro in Madagascar a ben 300 persone e proprio a questi lavoratori lei porterà il premio vinto. Insomma, rientra nella categorie che riteniamo importanti: crescita dell’azienda, indotto occupazionale, innovazione, responsabilità sociale e imprenditoria giovane visto che ha solo 40 anni”.&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal"&gt;L’imprenditoria di immigrati in Italia è agevolata dalla determinazione dei singoli, quella femminile poi è ancora più sorprendente, secondo &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;Katia Romano&lt;/span&gt;: “Tra il centinaio di candidature ricevute, la metà erano di donne, questo è un buon segno. Ma è anche importante un altro dato: i candidati provenivano da tutto il mondo, dall’America latina all’Africa all’Europa. Si dedicano a un ventaglio vastissimo di settori (agricolo, alimentare, commerciale, solidale) e per lo più si sono inseriti nel Nord Ovest e al Centro, vicino a Roma. In pratica, dove è maggiore l’immigrazione, verso la capitale e in Lombardia attorno a Milano, tanto è possibile sviluppare realtà imprenditoriali convincenti”. &lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal"&gt;A proposito di integrazione, &lt;span style="COLOR: rgb(204,102,204); FONT-WEIGHT: bold"&gt;Romano&lt;/span&gt; racconta di storie altrettanto variegate: “Gli imprenditori arrivano spesso da clandestini, ma sono molto solidali gli uni con gli altri e così entrano nel circuito lavorativo; poi alcuni dei più bravi riescono ad affrancarsi e a sviluppare una idea: “La difficoltà è all’inizio, perché si sentono soli. Le istituzioni poi sono un ostacolo, tra permessi di soggiorno e autorizzazioni. Gli italiani, almeno nel caso dei nostri imprenditori, non sono razzisti, anzi li hanno accolti bene. Ricordo la storia della vincitrice del Premio Innovazione 2009: lei, ha vinto per una attività aperta grazie all’affetto di una vicina di casa italiana che credeva in lei e che le ha prestato 5mila euro”. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1791372289686220534?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1791372289686220534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/la-migliore-imprenditrice-immigrata.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1791372289686220534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1791372289686220534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/la-migliore-imprenditrice-immigrata.html' title='La migliore imprenditrice immigrata dell&apos;anno coltiva spezie a Moncalieri'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_VEbqVjqUI/AAAAAAAAAZU/fxbbGup54o0/s72-c/spezie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3640312058274684265</id><published>2010-05-19T22:55:00.000+02:00</published><updated>2010-05-19T23:06:01.182+02:00</updated><title type='text'>Antonella Clerici, "Aspettando te"</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_RSJEgcEFI/AAAAAAAAAZM/HICxh8NI1js/s1600/DSCN1503.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 259px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473089762944094290" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_RSJEgcEFI/AAAAAAAAAZM/HICxh8NI1js/s320/DSCN1503.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Bella, anzi bellissima. Antonella Clerici&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; dal vivo sembra fatta di porcellana: pelle di velluto, capelli come fili d'oro, occhi dalla profondità imbarazzante, impossibile reggere al suo sguardo cristallino. In fondo, è l'Antonella che tutti conoscono, quella che annuncia il suo &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;ritorno alla Prova del Cuoco, previsto per settembre&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Ma è anche una Antonella sconosciuta, quella che racconta di sè al Salone del Libro di Torino. Lei, bella famosa e finalmente mamma di Maelle, ha sofferto molto. Prima per &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;un aborto spontaneo, che lei ha nascosto dietro al sorriso, poi per la crisi con il compagno Edy Martens, oggi risolta, e in concomitanza con il pensiero che la sua bambina, quella che dopo punture alla pancia e cure ormonali intensissime è arrivata a lei come un dono, fosse sana e forte&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. A 46 anni Antonella Clerici incoraggia tutte a "darsi da fare, a fare figli presto ma a non dimenticare il proprio lavoro e le proprie aspirazioni, pur con i dovuti sacrifici". Inutile dirlo, Antonella Clerici ci piace! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3640312058274684265?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3640312058274684265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/antonella-clerici-aspettando-te.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3640312058274684265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3640312058274684265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/antonella-clerici-aspettando-te.html' title='Antonella Clerici, &quot;Aspettando te&quot;'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_RSJEgcEFI/AAAAAAAAAZM/HICxh8NI1js/s72-c/DSCN1503.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4923941139396762712</id><published>2010-05-18T16:02:00.000+02:00</published><updated>2010-05-18T16:05:42.484+02:00</updated><title type='text'>Ballata delle Donne - il ricordo di Sanguineti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_KeVCB3KyI/AAAAAAAAAZE/2J2tT_4b6LE/s1600/sanguineti6iy.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 431px; height: 197px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_KeVCB3KyI/AAAAAAAAAZE/2J2tT_4b6LE/s320/sanguineti6iy.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472610581367696162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Quando ci penso, che il tempo è passato,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;le vecchie madri che ci hanno portato,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;poi le ragazze, che furono amore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;e poi le mogli e le figlie e le nuore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;femmina penso, se penso una gioia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;pensarci il maschio, ci penso la noia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Quando ci penso, che il tempo è venuto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;la partigiana che qui ha combattuto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;quella colpita, ferita una volta,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;e quella morta, che abbiamo sepolta,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;femmina penso, se penso la pace:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;pensarci il maschio, pensare non piace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Quando ci penso, che il tempo ritorna,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;che arriva il giorno che il giorno raggiorna,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;penso che è culla una pancia di donna,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;e casa è pancia che tiene una gonna,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;e pancia è cassa, che viene al finire,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;che arriva il giorno che si va a dormire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Perché la donna non è cielo, è terra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;carne di terra che non vuole guerra:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;è questa terra, che io fui seminato,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;vita ho vissuto che dentro ho piantato,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;qui cerco il caldo che il cuore ci sente,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;la lunga notte che divento niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Femmina penso, se penso l'umano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;la mia compagna, ti prendo per mano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153); font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Edoardo Sanguineti &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4923941139396762712?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4923941139396762712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/ballata-delle-donne-il-ricordo-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4923941139396762712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4923941139396762712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/ballata-delle-donne-il-ricordo-di.html' title='Ballata delle Donne - il ricordo di Sanguineti'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S_KeVCB3KyI/AAAAAAAAAZE/2J2tT_4b6LE/s72-c/sanguineti6iy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8583122845372929139</id><published>2010-05-18T13:16:00.000+02:00</published><updated>2010-05-18T14:50:51.573+02:00</updated><title type='text'>Imperia: storia di un poncho.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La copertina è di quelle colorate, spesse e ruvide. Uno di quei tessuti con cui ci si fa il poncho, animati da decorazioni che ricordano i lama e le Ande. Un cotonaccio grezzo che, sotto la pioggia, si è inzuppato di gocce e ha pesato sul suo corpicino intirizzito. Ma è stata proprio quella copertina ad attirare l’attenzione di un passante. Sotto quel tessuto, che se fosse un poncho sarebbe stato impermeabile, sta una bambina di otto mesi, dimenticata in una carrozzina, al bordo di una strada.&lt;br /&gt;Quel passante l’ha trovata così, abbandonata, semi-assiderata dal freddo nel buio, avvolta dall’umidità per ore, da mezzanotte alle tre del mattino. Gli basta sollevare la copertina per capire che c’è bisogno dei soccorsi. Chiama la Croce Rossa poi il 113, e aspetta. Guarda la piccola tremare, non lascia la carrozzina, si chiede dove siano i genitori, chi l’abbia lasciata così, sotto la pioggia. Sono minuti concitati.&lt;br /&gt;I soccorsi arrivano in fretta e quel passante tira un sospiro di sollievo. Non sa che qualcun altro ha allertato la polizia, per trovare la bambina. Ma è lui che le ha salvato la vita, le sta vicino mentre viene caricata con la coperta umida e la carrozzina sull’ambulanza, diretta in ospedale. Si salverà, deve aver sperato; ma non deve averlo lasciato il pensiero rivolto a chi l’ha messa al mondo e poi buttata in un angolo, e dimenticata.&lt;br /&gt;Quel qualcuno, immagina, viene dalle Ande; lo racconta la coperta che assomiglia a un poncho. E infatti la polizia ha appena ricevuto la segnalazione di scomparsa da parte di due peruviani. Lei ha 33 anni, lui ne ha 39; entrambi sono badanti, accudiscono qualcuno che non è la loro bambina. Sono corsi in Questura perché non trovano più la figlia. Si è volatilizzata, dicono, non si spiegano come, né dove. Gli agenti li interrogano per sapere cosa sia successo, li fanno sedere, ascoltano le parole di due genitori ubriacati. Sì, perché i due badanti hanno alzato il gomito.&lt;br /&gt;La madre, nel pomeriggio, si è allontanata con la carrozzina per andare ai giardini pubblici, il punto di ritrovo con i suoi amici e connazionali. Lì, però, non si gioca, non ci sono altalene. C’è il Pisco sour, la bevanda peruviana a base di brandy e uva; non manca la birra, forse c’è anche il vino. I giri di bicchiere portano alle nove di sera passate, quando arriva il padre e si unisce alla baldoria; poi, prende la carrozzina e la porta lontano. La mamma torna a casa, sicura che la piccola sia con il marito e si prepara per andare a dormire. Il marito torna, ma è solo. La testa e gli occhi si fanno allora leggeri per la sorpresa, i due escono, ripercorrono strade e frugano negli angoli; poi, arrivano in Questura, l’ultima spiaggia, e raccontano la storia, ubriachi. Mentre parlavano squilla il telefono: è il passante che ha notato la copertina colorata; dice che è urgente, che la piccola è semi-assiderata. Da quel telefono, che sta sotto gli occhi arrossati dei due peruviani spaventati, parte la chiamata di allerta ai servizi sociali e al tribunale dei Minori: risponderanno di abbandono di minore. &lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Non l’hanno abbandonata, ripetono stanchi. Eppure al loro posto, c’è quel passante adesso. Dall’altro capo del filo, tiene sollevata la coperta di cotonaccio e guarda la loro figlia tremare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201005articoli/55102girata.asp"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;La Stampa&lt;/span&gt; on line: articolo&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8583122845372929139?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8583122845372929139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/torino-storia-di-un-poncho_18.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8583122845372929139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8583122845372929139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/torino-storia-di-un-poncho_18.html' title='Imperia: storia di un poncho.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3458747392766654547</id><published>2010-05-16T22:33:00.000+02:00</published><updated>2010-05-18T14:50:23.775+02:00</updated><title type='text'>Salone del Libro, Torino 2010: giorno quarto.</title><content type='html'>&lt;div class="buttonheading_article"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="buttonheading_article"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.salonelibro.it/it/news-e-multimedia/notizie/10593-linus-professione-corridore.html"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Linus, professione corridore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="buttonheading_article"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="creationdate" align="justify"&gt;Domenica 16 Maggio 2010 16:53 &lt;/div&gt;&lt;div class="ultimatesbplugin_top" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo"&gt;&lt;table class="articolo_foto"&gt;&lt;tbody style="text-align: left;"&gt;&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: left;" class="testo_articolo"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Le affezionate scarpe da ginnastica ai piedi, &lt;strong&gt;Linus &lt;/strong&gt;arriva correndo. È lui l’ospite dell’incontro &lt;strong&gt;La memoria della radio&lt;/strong&gt;. Lo accoglie &lt;strong&gt;Fabio Giudice&lt;/strong&gt;, giornalista e conduttore radiofonico. &lt;strong&gt;Linus&lt;/strong&gt;, voce storica delle frequenze radio d’Italia, si presenta, scherzando, come un corridore di professione, che ha scoperto la passione per la maratona da dieci anni.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;“&lt;strong&gt;Oscar Wilde &lt;/strong&gt;diceva che i fiori marciscono in fretta – inizia &lt;strong&gt;Giudice&lt;/strong&gt; – Premesso che sono stati inventati i podcast, che rapporto ha la radio con la memoria, tema del Salone di quest’anno?”. &lt;strong&gt;Linus &lt;/strong&gt;prima risponde serio, poi si concede una battuta: “La radio è come un’onda che prende e riporta quel che raccoglie sul bagnasciuga. Io vivo la memoria come parte integrante del mio lavoro, quando non si trasmette mi manca e nel mio quotidiano memorizzo tutto ciò che vedo e che mi capita, per trovare l’ispirazione. Sono poetico oggi, come Mourinho. Ieri tra l’altro sono stato allo stadio a vedere la Juve e, preso dallo sconforto, sono scappato prima del secondo tempo. Poco fa una ragazza mi dice di essere tifosa del Toro e io mi sono ridotto a dirle: beata te!”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Linus &lt;/strong&gt;procede di battuta in battuta. Ma come fa a mantenere il sorriso in radio, anche quando è triste o preoccupato? “Per il 50 per cento è mestiere, l’altra metà è l’affiatamento con il mio gruppo, con cui passo tutta la giornata – spiega il dj – Dover riflettere sulle notizie del giorno e pensare ai programmi permette di resettare i pensieri; in diretta poi cado in trance, parlo e penso già a quel che dirò dopo”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Forma e sostanza come si conciliano in radio? “La forma delle radio è cambiata – continua &lt;strong&gt;Linus &lt;/strong&gt;– &lt;em&gt;Radio Deejay &lt;/em&gt;propone un genere aggressivo e invasivo, che ha fatto della musica la colonna sonora per l’intrattenimento. I nostri conduttori non devono essere dj e sono magari meno esperti di musica, ma non si chiede questo alla &lt;strong&gt;Pina &lt;/strong&gt;o al &lt;strong&gt;Trio Medusa&lt;/strong&gt;. La missione è intrattenere, parlare, avere idee”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Radio Deejay &lt;/em&gt;ha rivoluzionato la conduzione, con presentatori in coppia, ma &lt;strong&gt;Linus &lt;/strong&gt;ammette che i libri in radio non incontrano l’apprezzamento del pubblico. Una ragazza si dice “delusa” di questa scarsa attenzione alla letteratura. &lt;strong&gt;Linus &lt;/strong&gt;risponde: “I nostri 5 milioni di ascoltatori chiedono intrattenimento, questo è il nostro scopo. Una volta me ne occupavo con &lt;strong&gt;Daria Bignardi&lt;/strong&gt;, poi lei non ha più continuato ed non abbiamo trovato nessun altro in grado di trattare l’argomento in modo adatto al mezzo radiofonico”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Linus&lt;/strong&gt; ama i libri? “Leggo alla sera, anche se ho poco tempo. Riesco a finire uno o due romanzi al mese. Ci provo coi miei figli, ma è molto difficile invogliarli a lasciare i videogiochi. Però ho scritto tre libri e l’ultimo, &lt;em&gt;E qualcosa rimane &lt;/em&gt;(&lt;em&gt;Mondadori&lt;/em&gt;), è uscito due anni fa: è stato un lavoro molto intenso, sono orgoglioso di quel romanzo”.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" align="justify"&gt;&lt;em&gt;Arena Bookstock, ore 13, domenica 16 maggio 2010&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" align="justify"&gt;&lt;em&gt;Giovanna Boglietti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3458747392766654547?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3458747392766654547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno_16.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3458747392766654547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3458747392766654547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno_16.html' title='Salone del Libro, Torino 2010: giorno quarto.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3235584180244163885</id><published>2010-05-16T22:26:00.000+02:00</published><updated>2010-05-16T22:31:31.815+02:00</updated><title type='text'>Salone del Libro, Torino 2010: giorno terzo.</title><content type='html'>&lt;h2 class="contentheading" align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.salonelibro.it/it/news-e-multimedia/notizie/10584-federalismo-corruzione-e-questione-meridionale.html"&gt;Picozzi e Avoledo, oltre il silenzio degli indizi&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="creationdate" align="justify"&gt;Sabato 15 Maggio 2010 23:17 &lt;/div&gt;&lt;div class="ultimatesbplugin_top" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo"&gt;&lt;table class="articolo_foto"&gt;&lt;tbody style="TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;tr style="TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;td style="TEXT-ALIGN: left" class="testo_articolo"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ridare voce a un corpo senza vita e riuscire a far parlare la scena di un delitto. È questa l’abilità di &lt;strong&gt;Massimo Picozzi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Tullio Avoledo&lt;/strong&gt;. Se ne discute nel corso dell’incontro &lt;strong&gt;La memoria vista di lato. La memorie delle cose&lt;/strong&gt;, coordinato da &lt;strong&gt;Fabrizio Vespa&lt;/strong&gt;, dj e direttore artistico torinese.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;I nomi di &lt;strong&gt;Picozzi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Avoledo &lt;/strong&gt;sono spesso affiancati a crimini e cadaveri, ma con scopi e modi del tutto diversi. &lt;strong&gt;Picozzi &lt;/strong&gt;è psichiatra e criminologo, cura libri e programmi incentrati su fatti di sangue e serial killer, ha lavorato per la trasmissione &lt;em&gt;Linea d’ombra &lt;/em&gt;e veste ancora i panni di consulente e ospite fisso per &lt;em&gt;Chi l’ha visto&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;Avoledo&lt;/strong&gt;, invece, è scrittore di professione e autore di romanzi di successo, tra i quali &lt;em&gt;Tre sono le cose misteriose &lt;/em&gt;(2005), grazie al quale ha vinto il Premio Grinzane Cavour 2006. Il suo ultimo lavoro, pubblicato nel novembre del 2009, si intitola &lt;em&gt;L’anno dei dodici inverni&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Einaudi&lt;/em&gt;), una storia d’amore e di viaggi nel tempo.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Come suggerisce &lt;strong&gt;Vespa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Avoledo &lt;/strong&gt;ha studiato i lavori di &lt;strong&gt;Picozzi &lt;/strong&gt;per scrivere le sue opere: “Da persona che ha orrore del sangue e del fango, cerco di interpretare e di trarre indizi da cose che non possono più parlare. Per fare questo, unisco le nozioni che mi fornisce la criminologia alla narrativa”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Narrativa e regia trattano spesso crimini e omicidi. &lt;strong&gt;Picozzi&lt;/strong&gt;, da esperto, ne restringe l’attendibilità ma non li disdegna: “Anzi, sono un estimatore di gialli, noir o serie televisive come &lt;em&gt;Csi Miami&lt;/em&gt;, per la quale ho seguito la stesura dei copioni. Le serie hanno sempre consulenti esperti dietro le quinte. Eppure noto che in Csi lavorano su un solo caso per volta o che il grande scrittore &lt;strong&gt;John Grisham &lt;/strong&gt;ha l’abitudine di fare accendere una torcia ai suoi personaggi quando arrivano sulla scena del delitto; la scientifica, invece, di solito si limita ad accendere la luce”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Qui sta il bello della scrittura, secondo &lt;strong&gt;Avoledo&lt;/strong&gt;: “Uno scrittore può fornire tante versioni di un delitto e può capitare che nessuna delle versioni si avvicini alla realtà. Ma l’obiettivo di un romanzo non è quello di arrivare al finale corretto, piuttosto raccontare come si arriva a quel finale. In Tre sono le cose misteriose, per esempio, ho voluto rendere la fatica della raccolta degli indizi, perché lì sta la risoluzione di un caso. Il bello sta proprio nelle potenzialità della scienza, cha allarga la conoscenza e consente di interpretare il silenzio dei fatti. Autopsie e scanner sui corpi: questo mi affascina della scienza”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;E questo – sottolinea Vespa – è il motivo per il quale libri e programmi incentrati su crimini e delitti raccolgono il favore del pubblico. “Se ne parla molto; eppure i delitti in Italia stanno diminuendo. Dai 1.800 casi degli ultimi anni si è passati a 600 casi. &lt;em&gt;Csi &lt;/em&gt;ha lo stesso fascino di &lt;strong&gt;Sherlock Holmes &lt;/strong&gt;o di &lt;strong&gt;Conan Doyle&lt;/strong&gt;, però, rispetto a questi due esempi, sono aumentati i delitti senza movente classico (drive and shoot: guida e spara, è il nuovo crimine giocoso tristemente nelle classifiche dei crimini in America) e che questi casi sono sempre più efferati. Ma non è tutto semplice: sulla scena di un crimine c’è una marea di dati e, allo stesso tempo, povertà di informazioni. Si prova a cercare le relazioni nascoste attraverso ragionamenti matematici. La lettura del Dna non crea problemi, anche se è difficile leggere la presenza di una persona nella vita della vittima (le tante tracce lasciate sono legittime se frequentava la vittima); ben altro è l’analisi psicologica delle persone, che non è mai univoca. Al di là dei mezzi scientifici, la gente si chiede sempre la stessa cosa: &lt;strong&gt;Amanda Knox&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Anna Maria Franzoni&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Raffaele Sollecito&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Alberto Stasi &lt;/strong&gt;hanno la faccia da criminali? Io rispondo che &lt;strong&gt;Sollecito &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Stasi &lt;/strong&gt;sembrano semplicemente i fratelli brutti di &lt;strong&gt;Harry Potter&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Al dubbio sulla fisiognomica di &lt;strong&gt;Picozzi &lt;/strong&gt;risponde anche &lt;strong&gt;Avoledo&lt;/strong&gt;: “Vogliamo le facce perché il delitto risolto con metodi scientifici non soddisfa. Abbiamo bisogno dell’atto espiatorio, della sofferenza, delle lacrime, anche se a versarle è l’assassino”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;E la fascinazione della morte, che ruolo gioca? A &lt;strong&gt;Vespa &lt;/strong&gt;rispondono entrambi. Prima &lt;strong&gt;Picozzi&lt;/strong&gt;: “La gente accorre sul luogo dell’incidente, ma possiamo pensare anche solo alle nonne che si riuniscono al cimitero per dare del poveretto al defunto e al loro interno sono felici di essere le sopravvissute. Escono così le nostre zone oscure, laddove pensiamo non siamo toccati dalla morte. Lo conferma il poco successo di serie televisive come quella sui delitti bianchi basata sugli errori delle amministrazioni. Pensare che potrebbe capitare anche a noi, forse, di morire per una banale appendicite non ci piace”. Chiude &lt;strong&gt;Avaledo&lt;/strong&gt;: “Una volta per tradizione in America c’erano la funeral house. Oggi non più e l’immagine della morte vicina è assai rara, per questo piace”.&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right"&gt;&lt;em&gt;Arena Bookstock, ore 14.30, sabato 15 maggio 2010&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right"&gt;&lt;em&gt;Giovanna Boglietti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3235584180244163885?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3235584180244163885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/picozzi-e-avoledo-oltre-il-silenzio.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3235584180244163885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3235584180244163885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/picozzi-e-avoledo-oltre-il-silenzio.html' title='Salone del Libro, Torino 2010: giorno terzo.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-471915252556244666</id><published>2010-05-15T22:02:00.000+02:00</published><updated>2010-05-16T22:20:36.113+02:00</updated><title type='text'>Sonia Gandhi: biografia non autorizzata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-7-os-0LZI/AAAAAAAAAY8/f4AwBdrtiHU/s1600/sonia-gandhi1260430994.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 271px; FLOAT: left; HEIGHT: 248px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471590572524580242" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-7-os-0LZI/AAAAAAAAAY8/f4AwBdrtiHU/s320/sonia-gandhi1260430994.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Sonia Gandhi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; si è trasformata in una donna indiana. Ma che ne è stato delle sue radici italiane? Alla domanda prova a rispondere &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Il sari rosso. La vera storia di Sonia Gandhi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, l’ultimo lavoro dello scrittore e giornalista spagnolo Javier Moro. Il volume è stato presentato dall'autore al Salone del Libro di Torino. Con lui, erano presenti la scrittrice e giornalista Sandra Petrignani e l’esperto di India Michelguglielmo Torri, docente di storia moderna e contemporanea all’Università di Torino. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Moro ha portato a termine il lavoro dopo una lunga ricerca – ha esordito Torri – L’opera è caratterizzata da precisione, dovizia di particolari e attendibilità storica”. Il libro si articola lungo gli anni di crescita di Sonia Maino, nota a tutti come Sonia Gandhi, che dal suo paese di origine – l’Italia – è arrivata in India per amore.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;E oggi è la terza donna più potente al mondo, secondo la rivista &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Forbes&lt;/i&gt;.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il racconto di questa evoluzione passa direttamente attraverso le parole di Moro. Nata a Lusiana, in provincia di Vicenza, nel 1946, Sonia Maino si trasferisce con la famiglia a Orbassano, in provincia di Torino. Il padre Stefano (lo racconta nel libro uno dei testimoni, l’amico Danilo Quadra) da contadino si trasforma in muratore e piano piano apre una piccola impresa edile. Ragazza timida e riservata, Sonia si trasferisce in un college a Cambridge, per imparare l’inglese. Il 1965 è l’anno della svolta: lì conosce infatti Rajiv Gandhi, ancora studente ma rampollo della potente famiglia indiana Nehru-Gandhi, la dinastia iniziata dall’erede spirituale del Mahatma, Nehru, e proseguita con la figlia di Nehru, Indira Gandhi, primo ministro indiano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Indira e Najiv, che succede alla madre, muoiono in due attentati uno dopo l’altra e Sonia, che come il marito ha sempre odiato la politica (lui era un pilota), decide di scendere in campo con il Partito del Congresso (Inc). La sua è una scelta che viene dalla lealtà verso l’uomo che amava e dal rispetto per la storia della sua famiglia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il matrimonio con Rajiv, contratto per vero amore (nel libro lo assicura l’amico che li fece conoscere, il tedesco Christian von Stieglitz), non trova l’appoggio del padre di Sonia, ma procede nella gioia e nella semplicità e si regge sul forte legame tra Sonia e Indira. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Indira, Sonia e la figlia Priyanka: la continuità della dinastia al potere passa attraverso le donne, tutte sposate, tutte in sari rosso.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Sonia piaceva a Indira e piace oggi perché è diventata una donna indiana: parla hindi, indossa il sari, trasmette spiritualità. Ha saputo rinunciare al potere senza secondi fini nel 2004, in favore di un primo ministro indiano, Manmohan Singh. E chi rinuncia al potere è divino, secondo la mentalità indiana”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Il libro di Moro tratteggia un ritratto di Sonia eccellente, anche troppo celebrativo, come gli ho detto dopo aver letto la prima stesura, in qualità di consulente storico – interviene Torri – &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Moro non ha mai incontrato Sonia Gandhi, se non una volta di sfuggita, ma Sonia ha parlato con lui quasi via lettera, attraverso i suoi avvocati. Dice di non apprezzare il contenuto del racconto&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;, eppure è tutto vero. Un comportamento strano che attribuiamo o alla rimozione progressiva fatta da Sonia delle sue radici italiane o al timore che le origini semplici della sua famiglia intacchino l’immagine che in India si ha di lei.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Cosa concepibile prima del 2004, quando il Partito del Congresso non aveva ancora vinto le lezioni nazionali; ma non adesso, che Sonia Gandhi è ancora più potente”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;L’autore Javier Moro dimostra di averla presa con filosofia: “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="color:#993366;"&gt;Davvero strana la reazione di Sonia Gandhi. E pensare che non può aver scordato l’italiano, mangia pasta nel miglior ristorante di Nuova Delhi e viene in Italia a visitare i parenti. Se dovessi scrivere un epilogo alla sua storia lo intitolerei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Delusione&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; perché inaspettatamente mi sono ritrovato a pensare che anche gli animi più incorruttibili possono cambiare mentalità, solo per effetto del potere. Una donna che fa politica ma non la ama, che vuole e non vuole il potere, che è indiana ma in fondo italiana trasmette uno squilibrio di identità. Eppure, la sua India è il Paese delle diversità, è il Paese dei mille Paesi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Giovanna Boglietti &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-471915252556244666?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/471915252556244666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/sonia-gandhi-biografia-non-autorizzata.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/471915252556244666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/471915252556244666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/sonia-gandhi-biografia-non-autorizzata.html' title='Sonia Gandhi: biografia non autorizzata'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-7-os-0LZI/AAAAAAAAAY8/f4AwBdrtiHU/s72-c/sonia-gandhi1260430994.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5794151079601912227</id><published>2010-05-15T19:53:00.000+02:00</published><updated>2010-05-15T19:55:24.475+02:00</updated><title type='text'>Salone del Libro, Torino 2010: giorno terzo.</title><content type='html'>&lt;h2 class="contentheading" align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;a href="http://www.salonelibro.it/it/news-e-multimedia/notizie/10543-la-new-york-a-cipolla-di-lethem.html"&gt;La New York a cipolla di Lethem&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="creationdate" align="justify"&gt;Sabato 15 Maggio 2010 16:17 &lt;/div&gt;&lt;div class="ultimatesbplugin_top" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo"&gt;&lt;table class="articolo_foto"&gt;&lt;tbody style="TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;tr style="TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;td style="TEXT-ALIGN: left" class="testo_articolo"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Chronic City&lt;/em&gt;, il suo ultimo romanzo, è uscito in Italia solo due settimane fa. L’autore statunitense, Jonathan Lethem, lo presenta con il critico letterario del &lt;em&gt;Sole 24 Ore&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;Luigi Sampietro&lt;/strong&gt;, nel corso dell’incontro &lt;strong&gt;Scrittori dal mondo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;“Chronic nel titolo si riferisce sia al tempo sia, in particolare, alla marjuana spacciata a New York, la città che fa da sfondo ai lavori di &lt;strong&gt;Lethem &lt;/strong&gt;– spiega &lt;strong&gt;Sampietro &lt;/strong&gt;– Non c’è nome di autore più legato a una città. Sappiamo che è impossibile conoscere New York a distanza ma per fortuna esistono scrittori che ne sanno descrivere strade, profumi, sapori. Di che cosa parla il libro? Non so dirlo, contiene di tutto. Sta fra romanzo e anatomia, perché l’autore descrive la città quasi come fosse un corpo”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Per capire il romanzo, secondo &lt;strong&gt;Sampietro&lt;/strong&gt;, si deve chiamare in causa ciò che &lt;strong&gt;Joshua Oakley &lt;/strong&gt;chiamava “doors of perception”, spiragli della mente che permettono di avere visioni che vanno oltre la normalità. In Lethem questo accade attraverso il narratore gigione che si dice distratto, confuso e dedito alle canne: “Sono d’accordo: le doors of perception sono la chiave di lettura del mio romanzo – dice &lt;strong&gt;Lethem&lt;/strong&gt; – La realtà che ho creato non è solo quella visibile,ma una dimensione complessa che non ha nulla a che vedere con la Grande Mela. La mia realtà è più una cipolla, che si sfoglia e nella quale sotto ogni strato si scopre qualcosa di diverso. Questa è la nostra esperienza soggettiva della realtà, che è anche limitata, è illusione”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dalla fantascienza (&lt;em&gt;Concerto per archi e canguro&lt;/em&gt;, 1994, e &lt;em&gt;Amnesia Moon&lt;/em&gt;, 1995) al giallo (&lt;em&gt;Brooklyn senza madre&lt;/em&gt;, 2003); dalla commedia erotico-musicale (&lt;em&gt;Non mi ami ancora&lt;/em&gt;, 2007) alla graphic novel (&lt;em&gt;Omega ther unknown&lt;/em&gt;, 2008), &lt;strong&gt;Lethem &lt;/strong&gt;sfugge a qualunque categorizzazione, come i suoi romanzi.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Realismo contro iperrealismo e descrizione fotografica della realtà: che cosa ne pensa &lt;strong&gt;Lethem&lt;/strong&gt;? “Prima di tutto, realismo è un concetto difficile per me, perché la stessa idea di realtà è difficile. Per me il realismo è penetrare la realtà dal punto di vista commerciale, lavorare coi giornali, vivere una dimensione familiare, usare i digital-media. Non mi cimento in descrizioni filosofiche della realtà, quindi per me la descrizione è il solo metodo che ho per trasmettere un’idea. Questo so fare bene: fornire una osservazione e descrizione delle cose. Eppure tra la realtà macro e la micro di ogni giorno si insinua il virtuale. Si tratta di una fusione naturale ormai: interrompo tutto e mi collego a Facebook, sono una persona in carne e ossa ma che compra nello store digitale di E-Bay. La realtà a cipolla non ha un centro, una linea; quindi posso inserire tigri capaci di abbattere palazzi a New York”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Questa fusione deriva da uno schema di costruzione del romanzo definito o anche solo sottinteso? &lt;strong&gt;Lethem &lt;/strong&gt;risponde di no: “Il mio piano di lavoro è l’improvvisazione. Resta fondamentale il partire dalla fine, però; così le nozioni vengono a me senza bisogno di annotazioni, tutto appare nel progredire. La vita, le emozioni, l’anatomia della città: tutto si determina attraverso il motore dell’azione”. Chiudono l’incontro le curiosità di due lettori. Un ragazzo rivolge una domanda sull’uso della marjuana: “Si tratta di qualcosa sia reale che metaforico, perché nella mia mente tante persone sono inclini – spiega &lt;strong&gt;Lethem &lt;/strong&gt;– Ma nel libro la marjuana ha un altro significato; è una sorta di indagine su una terra culturale da sondare. È anche l’esempio che qualsiasi cosa facciamo (uso di droga, Facebook, E-Bay, filosofeggiare o ascoltare la musica dei Rolling Stones) significa entrare e uscire simultaneamentre dalla realtà, come chi è sotto l’effetto degli ‘spinelli’ vede per 45 minuti tutto e poi cade nella confusione”.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L’ultima domanda viene da &lt;strong&gt;Giuliana Galvagno&lt;/strong&gt;, una ragazza che in una libreria di Brooklyn, a New York, ha assistito all’ultima lettura pubblica del nuovo romanzo di &lt;strong&gt;Lethem&lt;/strong&gt;. I personaggi confusi ritrovano la memoria attraverso la cultura pop, ma in che modo? Precisa &lt;strong&gt;Lethem&lt;/strong&gt;: “Non amo il termine pop culture, direi più cultura popolare o commerciale. Il problema è che nella nostra cultura tutto dopo un po’ viene messo da parte: un film proiettato tante volte poi lo si dimentica. Eppure, qualcosa resta parte di noi, siamo noi. E per questo quel qualcosa va indagato”.&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sala Azzurra, ore 12, sabato 15 maggio 2010&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"&gt;&lt;em&gt;Giovanna Boglietti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5794151079601912227?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5794151079601912227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno_15.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5794151079601912227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5794151079601912227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno_15.html' title='Salone del Libro, Torino 2010: giorno terzo.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2500178178175639980</id><published>2010-05-14T22:57:00.000+02:00</published><updated>2010-05-14T22:59:48.749+02:00</updated><title type='text'>Salone del Libro, Torino 2010: giorno secondo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-25r944PBI/AAAAAAAAAY0/zq71fQLM7fY/s1600/DSCN1494.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471233287323663378" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-25r944PBI/AAAAAAAAAY0/zq71fQLM7fY/s320/DSCN1494.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;14 maggio 2010: l'incontro con &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;Alberto Bevilacqua&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. La mia casa è piena dei suoi libri, avvicinarlo è stato un po' come incontrare un uomo che per tanto tempo hai sognato e che ritrovi tuo, all'improvviso. Grazie Alberto, perchè sai accarezzare il cuore con le tue parole soffici!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2500178178175639980?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2500178178175639980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno_14.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2500178178175639980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2500178178175639980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno_14.html' title='Salone del Libro, Torino 2010: giorno secondo.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-25r944PBI/AAAAAAAAAY0/zq71fQLM7fY/s72-c/DSCN1494.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6882288768345859425</id><published>2010-05-13T19:01:00.000+02:00</published><updated>2010-05-13T19:03:21.690+02:00</updated><title type='text'>Salone del Libro, Torino 2010: giorno primo.</title><content type='html'>&lt;h2 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 10.5pt"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;a href="http://www.salonelibro.it/it/news-e-multimedia/notizie/10456-tra-terra-madre-e-un-anno-a-impatto-zero.html"&gt;Tra Terra Madre e un anno a impatto zero&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; BACKGROUND: white" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 7.5pt"&gt;Giovedì 13 Maggio 2010 17:55 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;table style="WIDTH: 100%; BORDER-COLLAPSE: collapse" class="MsoNormalTable" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes; mso-yfti-lastrow: yes"&gt;&lt;td style="BORDER-BOTTOM: #f0f0f0; BORDER-LEFT: #f0f0f0; PADDING-BOTTOM: 0cm; BACKGROUND-COLOR: transparent; PADDING-LEFT: 0cm; PADDING-RIGHT: 7.5pt; BORDER-TOP: #f0f0f0; BORDER-RIGHT: #f0f0f0; PADDING-TOP: 0cm" valign="top"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;Come salvare il pianeta? Basta partire da una vaschetta piena di terra e coltivare un ciuffo d’insalata o un pomodoro? Se ne parla in &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Storie di sviluppo sostenibile. Da Madre Terra a Impatto zero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;: è questo il titolo dell’incontro con &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Carlo Petrini &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Colin Beavan&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che dialogano in compagnia di &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Cristina Gabetti &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;sul tema sempre attuale della sensibilità ambientale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;Apre il dibattito &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Gabetti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, curatrice della rubrica eco-sostenile di &lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Striscia la notizia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;: “Sono fiera di presentare i libri di questi due autori, date le mie origini piemontesi e newyorkesi. &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Terra Madre &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Carlo Petrini&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, padre del movimento &lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Slow Food&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, e &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Un Anno a impatto zero &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Colin Beavan&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, scrittore americano e blogger, sono due lavori connessi, nei quali si parla di processi di produzione più umani e di un consumo a basso spreco. Ma se &lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Slow Food &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;parte dalla ricerca del piacere, l’esperienza di &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Beavan &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;al piacere arriva come risultato finale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;Colin Beavan &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;ha vissuto infatti un anno dandosi letteralmente al risparmio e seguendo un ferreo programma di vita a impatto zero. Programma, al quale hanno aderito migliaia di persone su internet (noimpactproject.org) e che si articola in semplici punti: zero rifiuti, spostamenti che non implicano emissioni di CO2 (metro inclusa), cibo di qualità, rinuncia dell’energia elettrica, creazione di iniziative per la tutela ambientale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;“Se ripenso al mio esperimento, posso dire che oggi mi manca la calma e il tempo libero che ho ritrovato rinunciando ai passatempi americani per eccellenza, lo shopping e la televisione – ha detto &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Beavan &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;– Oggi che viaggio per il mondo a darne testimonianza sono ritornato al ritmo frenetico tipico del consumismo e del modo di vivere legato al business, negli Stati Uniti come in Europa occidentale. Ho capito invece che è ora di rispettare &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Terra"&gt;la Terra&lt;/st1:PersonName&gt; perché è il nostro habitat e da lei dipendiamo. Non si deve considerare istituzioni o governi, ma se abbiamo una idea conviene agire”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;La storia di &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Beavan &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;è stata spunto di riflessione per &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Carlo Petrini&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che oltre a &lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Slow Food &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;– il movimento della calma per eccellenza – è anche il volto simbolo della rete internazionale &lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Terra Madre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; (prossimo appuntamento ottobre 2010) che ha permesso di accorciare la filiera dalla produzione al consumo dei prodotti nel mondo: “Cultura alimentare significa conoscenza e sostenibilità del cibo, perché la produzione di cibo è la prima causa del disastro ambientale. Bastano i numeri: produciamo per 12 miliardi di persone e siamo solo in 7 miliardi, ma 1 miliardo di persone soffre di malnutrizione e ogni 6 secondi muore un bambino. In Italia invece buttiamo ogni giorno 4 mila tonnellate di cibo, 22 mila tonnellate negli Usa. Segno che lo spreco è parte del nostro vivere”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;Per &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Petrini &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;è proprio l’abitudine al non spreco il vero piacere, perché non va considerato il basso prezzo, ma il valore intrinseco dei prodotti che arrivano sulla nostra tavola. L’insegnamento di &lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;Petrini &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;coinvolge la platea: “Chi dei ragazzi presenti si dedicherà all’agricoltura? Solo due. Ragazzi venuti sul palco, siete i miei eroi. Sarà duro ma insistete per farvi rispettare. Ai vostri compagni invece chiedo adesso di aprire orti scolastici e riprendersi spazi verdi e in futuro di comprare ciò che produrrete, visto che da voi dipenderà il nostro Paese. Impariamo il rispetto dei contadini. Sarà il ritorno alla Terra”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;Arena Bookstock, ore 14, giovedì 13 maggio 2010&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: right" align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;Giovanna Boglietti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; COLOR: #3b3b3b; FONT-SIZE: 9pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6882288768345859425?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6882288768345859425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6882288768345859425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6882288768345859425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/salone-del-libro-torino-2010-giorno.html' title='Salone del Libro, Torino 2010: giorno primo.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6353095885408438260</id><published>2010-05-10T15:41:00.000+02:00</published><updated>2010-05-10T16:43:38.114+02:00</updated><title type='text'>E' femmina, è la tivù di genere. Si chiamerà La 5.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-gY-aX2GBI/AAAAAAAAAXo/lrg-651DNLo/s1600/tvrosa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-gY-aX2GBI/AAAAAAAAAXo/lrg-651DNLo/s200/tvrosa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469649207951759378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storie di donne, biografie di femministe. Un programma per imparare a cucire, un film commovente da spezzare il cuore. Ancora non possiamo sapere cosa si nasconda dietro alla &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;"Televisione in rosa"&lt;/span&gt;; probabilmente tutto ci sarà svelato da mercoledì 12 maggio, quando sarà resa nota la programmazione del nuovo canale digitale di Mediaset, La 5. Un canale free tutto dedicato alle donne, appunto,  come aveva annunciato mesi fa &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;Alessandro Salem&lt;/strong&gt;, il direttore dei contenuti di RTI,  che si rivolgerà a un&lt;strong&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;pubblico femminile fra i 15 ed i 40 anni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 51, 204);"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;“La5 – aveva spiegato a suo tempo Salem, durante la Quinta Conferenza della TV Digitale Terrestre - non si limiterà a ritrasmettere i contenuti della rete ammiraglia Canale 5, ma avrà una programmazione che raccoglierà tutti i generi, organizzati e programmati per intercettare il target rosa. Dunque spazio a film e telefilm, ma anche a spin-off di grandi blockbuster come il Grande Fratello. E da settembre arriveranno le produzioni originali, fatte ad hoc per questa rete”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tra i testimonial di La5 spiccano alcune fra le figure femminili più note di Mediaset: &lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;Silvia Toffanin&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt; Alessia Marcuzzi&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, le &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;Veline&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;Geppi Gucciari&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Tra di loro, un solo uomo, &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;Marco Carta&lt;/strong&gt;,  scelto come volto di questo nuovo canale perché molto amato dalle ragazzine.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le novità non sembrano finire qui: indiscrezioni da Cologno Monzese vorrebbero in arrivo una rete televisiva direttamente &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;su Facebook&lt;/span&gt;, il social network con più di 16 milioni di italiani iscritti. Per ora, alla Telvisione in rosa è dedicata solo una &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/LA5/122255604454936#%21/pages/LA5/122255604454936"&gt;pagina&lt;/a&gt; (e qualche &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/LA5/122255604454936#%21/video/video.php?v=397040518303&amp;amp;ref=mf"&gt;spot video&lt;/a&gt; su Canale 5). Le reazioni che vi si leggono ,accompagnando a poche ore l'apertura del canale, sono tra le più disparate. C'è chi, tra le donne,  si dice soddisfatta e scherza: "Finalmente una proposta televisiva che va incontro ai gusti delle ragazze", altre assicurano che dal Piemonte alla Sicilia la ricezione del canale è assicurata, ci sono anche uomini che aspettano l'ufficializzazione dei programmi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le critiche al momento opportuno. La prima domanda però sorge spontanea: &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;c'è davvero bisogno di una proposta televisiva di genere, che separa gusti e proposte a seconda dei sessi? &lt;/span&gt;E la seconda domanda segue a ruota: &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;Che tipo di programmi saranno proposti su La 5? &lt;/span&gt;Il rosa  non è l'unico colore della femminilità, le donne sanno usare tavolozze ricche e piene di sfumature. Si occupano di famiglia, ma sono anche esperte di finanza. Scrivono poesie; eppure, firmano saggi di politica. Insomma sono donne, e molto di più.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6353095885408438260?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6353095885408438260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/e-femmina-e-la-tivu-di-genere-si.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6353095885408438260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6353095885408438260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/e-femmina-e-la-tivu-di-genere-si.html' title='E&apos; femmina, è la tivù di genere. Si chiamerà La 5.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S-gY-aX2GBI/AAAAAAAAAXo/lrg-651DNLo/s72-c/tvrosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6166396347789265049</id><published>2010-05-03T23:31:00.000+02:00</published><updated>2010-05-04T14:13:42.037+02:00</updated><title type='text'>Passi affrettati, non oltre la prigione.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.casoli.info/casoli/libri/passi_affrettati.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 217px; FLOAT: left; HEIGHT: 195px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.casoli.info/casoli/libri/passi_affrettati.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La protagonista della sua ultima raccolta di racconti, una bambina dalle gambe di gru, si vende all’uomo, ingegnere e padre di famiglia, sfuggendogli e facendosi rincorrere su un “pendio pietroso”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nuova raccolta firmata da Dacia Maraini, dopo “La ragazza di via Maqueba”, riprende la stessa immagine, quella della corsa a perdifiato. “Passi affrettati” è un piccolo libro, concitato come quelle mosse che hanno le donne in fuga da situazioni di violenza familiare o da discriminazioni, dalle persecuzioni di uomini o di clan che, “defraudati” del loro potere sul mondo femminile, reagiscono attaccandole. Brutte storie che si concludono male e che Dacia Maraini ha voluto scandire seguendo dieci vite femminili vere, raccolte con &lt;a href="http://www.amnesty.it/documentazione/rapporto-annuale-comunicati-pubblicazioni-notizie-agende-calendari.html"&gt;Amnesty International&lt;/a&gt; in giro per il mondo, dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California, all’ Europa per denunciare sopraffazioni. I diritti del libro, prima pensato per il teatro e adesso edito dalla Ianieri Edizioni, verranno interamente devoluti a favore di associazioni che difendono le donne che hanno subito violenza. L’Occidente non è fuori pericolo, come assicura Dacia Maraini: «L’aumento è esponenziale in questi ultimi anni dal 2006 al 2009: sì, parlo proprio del numero di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;omicidi contro donne&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Non mi sto riferendo a paesi sottosviluppati, parlo delle civilissime America e Europa». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;"De-finire la violenza”, forum aperto dal Telefono Rosa di Torino, mette in luce il nervo scoperto che vuole il potere maschile come tutto naturale. Dei mille contributi analizzati, molti appartengono a uomini (41%) e di questi quasi il 20% è di età inferiore ai 18 anni. Violenza per l’11% degli uomini “inevitabile”: sorprende che a condividere questa idea sia quasi il 22% delle donne. Così, la violenza è “provocata” spesso, almeno secondo il 38% degli uomini (quasi l’8% per le donne). Per i maschi la spinta alla violenza viene dal sesso o da un raptus, mentre per le femmine le cause di violenza restano volontà di dominio e odio. I due generi concordano invece sulla tipologia di maltrattatore: per lo più persone sole, malati e sadici (stranieri, aggiungono gli uomini). Come soluzione alla violenza, prevale lo stigma sociale&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;e l’isolamento, meno convincenti le terapie psicologiche. Non solo: come repressione verso lo stupro, uomini (20%) e donne (17%) si sentirebbero più tranquilli con uno stupratore a piede libero, purché castrato chimicamente. Idee non proprio attuali, che non aiutano a estirpare il fenomeno della violenza contro le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Boglietti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da “Panorama.it”, Silvia Tomasi intervista Dacia Maraini:&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Tutte le donne sono vittime? E gli uomini carnefici?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non è una questione biologica, ma culturale. Mi rifiuto di pensare che il mondo sia diviso in due generi l’un contro l’altro armati. &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Non ho mai pensato a un mondo di donne che si oppone a un mondo di uomini. Sarebbe razzista&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Penso a due culture&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: una attaccata ai privilegi, ai ruoli, che si sente insidiata e reagisce con la violenza - ma ci sono anche molte donne che ne fanno parte - e una aperta, generosa, che crede nel rispetto dell’altro da sé, in cui si trovano uomini e donne. Guerra di culture, non di sessi. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Ci stiamo trasformando in bestie? E da dove nasce questo degrado? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Un semplice esempio per l’Italia: la televisione dove c’è un utilizzo scaltro e volgare del corpo delle donne, dove si è imposto per le ragazze il modello veline. Certo poi ci sono donne con la testa, come Milena Gabanelli di &lt;em&gt;Reporter&lt;/em&gt; e Camila Raznovich con i suoi &lt;em&gt;Amori Criminali&lt;/em&gt;, ma viaggiando molto all’estero spesso i miei interlocutori mi chiedono del motivo di tante donne discinte in trasmissioni che non hanno nulla a che vedere con l’esposizione di quarti di carne. Non mi venga a dire che questa è libertà di “espressione”, ma proprio il suo contrario, è la cosificazione. Io non sono assolutamente contro il corpo femminile nudo, ma voglio che abbia testa e parola. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Non è possibile un dialogo corretto fra uomini e donne?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Le donne partecipano di un paradosso. Sono la maggioranza nel mondo, ma &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;appartengono alla minoranza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, basta guardare al loro ruolo nell’ambito della famiglia, del lavoro o ancor più del denaro. Ma non sogno un mondo rovesciato. Voglio ribadire che sono le minoranze ad essere il sale delle “maggioranze” vere e presunte, ma non se vengono semplicemente schiacciate. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Com’è stato il rapporto con la cultura maschile nella sua vita?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Sono stata molto fortunata, ho avuto come compagni di strada uomini che rispettavano l’autonomia delle donne, da Alberto Moravia(con il quale fu a lungo unita) e Pier Paolo Pasolini. Ma già in famiglia: mio padre Fosco Maraini era un antropologo, un etnologo che in tempi non sospetti, già durante il fascismo, mi diceva: “Ricordati che le razze non esistono! Esistono le culture.” I miei genitori hanno rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò e per questo abbiamo trascorso due anni, rischiando di morire di fame, in un campo di concentramento in Giappone, dove abitavamo per gli studi e il lavoro di mio padre. Certo già bambina non sopportavo le ingiustizie e mi ricordo che a quattro o cinque anni mi sono allontanata da casa per uno schiaffo di mio padre che ritenevo immeritato. Mi hanno ritrovata dopo un intero pomeriggio. Ero presso la stazione di polizia che parlavo del fatto in dialetto giapponese. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Cosa pensa della situazione scandinava, dove ormai nascono campagne in difesa del maschio, prevaricato dall’universo femminile? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;Ripeto, sono per la cultura del rispetto e comunque difenderei, se maltrattati, i maschi. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Le donne sono state sottovalutate da tutte le religioni, dal Cristianesimo (basti pensare a San Paolo quando afferma la necessità che la donna sia sottomessa all’uomo), all’Islam. Come mai questa discriminazione?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Il cristianesimo degli esordi era di donne: finalmente qualcuno diceva che anche loro avevano un’anima. La rivoluzione di Cristo è straordinaria. Poi si è istituzionalizzata. Ci sono delle donne monache, ma perché non “parroche”, “decane”? Così la parola delle origini si è persa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6166396347789265049?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6166396347789265049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/passi-affrettati-non-oltre-la-prigione.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6166396347789265049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6166396347789265049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/05/passi-affrettati-non-oltre-la-prigione.html' title='Passi affrettati, non oltre la prigione.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2482476179780443709</id><published>2010-04-30T12:31:00.000+02:00</published><updated>2010-04-30T12:46:07.066+02:00</updated><title type='text'>Master di giornalismo per 10 studenti ai Mondiali di pattinaggio di Torino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S9qyLel1rPI/AAAAAAAAAXg/d5Jk0A1yVBo/s1600/cronaca_mondiali2010torinopattinaggio_VOLONTARI_ufsttop2006.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 284px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S9qyLel1rPI/AAAAAAAAAXg/d5Jk0A1yVBo/s320/cronaca_mondiali2010torinopattinaggio_VOLONTARI_ufsttop2006.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465877008027593970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; 30 / 03 / 2010 - Si è conclusa sabato, ultimo giorno di gara, l’esperienza sul campo di 10 studenti del Master di giornalismo di Torino che per una settimana hanno collaborato come volontari alla realizzazione dei centesimi Mondiali di pattinaggio di figura Torino 2010. Tra i 450 volontari che hanno partecipato allo svolgimento dell’evento, i ragazzi, hanno sfruttato l’evento come tirocinio occupandosi in particolare delle aree dedicate ai servizi ai giornalisti: help desk e distribuzione risultati e statistiche sia nella tenda media che in tribuna stampa, assistenza durante le conferenze stampa e ai fotografi nelle postazioni a loro dedicate. Altro compito delicato di questi “volontari specializzati” è stato il servizio di “flash quotes” nella zona mista (l’area in cui gli atleti incontrano i giornalisti). I ragazzi avevano il compito di intervistare gli atleti appena usciti dal campo di gara raccogliendo le prime impressioni a caldo, trasferendole il più velocemente possibile poi in formato cartaceo e via e-mail a tutti i media accreditati.  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tra i volontari impegnati per i Mondiali anche un gruppo di dieci studenti del Liceo sportivo Seghetti di Verona che hanno collaborato con il Comitato Organizzatore sempre nell’area dei servizi ai media.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;blockquote style="margin-right: 0px;" dir="ltr"&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Tutti i volontari sono preziosissimi in questi eventi e a tutti loro va il mio ringraziamento&lt;/em&gt; -ha detto&lt;strong&gt; Pierpaolo Maza&lt;/strong&gt; presidente del Comitato direttivo-. &lt;em&gt;Sono contento che per alcuni ragazzi come quelli del Master di giornalismo di Torino e per quelli del liceo Seghetti questa sia stata anche un’esperienza formativa&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Nella &lt;a target="_blank" href="http://contextual.juiceadv.com/banner_showext5.asp?tipo=2&amp;amp;url=122&amp;amp;key=597&amp;amp;redirect=ba6bfc45063023127da96fbda80fb9e6" class="JADV_Spot" id="JADVKey_8_0_7"&gt;fotografia&lt;/a&gt; in alto i ragazzi del master di giornalismo che hanno partecipato alla manifestazione come volontari&lt;/em&gt;&lt;/u&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;(&lt;a href="http://www.ecoditorino.org/master-di-giornalismo-ai-mondiali-di-pattinaggio-di-torino-per-10-studenti.htm"&gt;www.ecotorino.org&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2482476179780443709?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2482476179780443709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/master-di-giornalismo-per-10-studenti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2482476179780443709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2482476179780443709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/master-di-giornalismo-per-10-studenti.html' title='Master di giornalismo per 10 studenti ai Mondiali di pattinaggio di Torino'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S9qyLel1rPI/AAAAAAAAAXg/d5Jk0A1yVBo/s72-c/cronaca_mondiali2010torinopattinaggio_VOLONTARI_ufsttop2006.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4140723091540761537</id><published>2010-04-28T16:32:00.000+02:00</published><updated>2010-04-28T17:44:16.076+02:00</updated><title type='text'>Marina Di Modica: il ricordo su tante nuche, incavi pieni.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S9hJPGRwcVI/AAAAAAAAAXQ/60OILzufG_8/s1600/Immagine+014.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 346px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S9hJPGRwcVI/AAAAAAAAAXQ/60OILzufG_8/s320/Immagine+014.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465198671546052946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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Dicono anche che, se il dolore viene dalla perdita di un figlio, non si smetta più di guardare il mondo a testa china. A ben guardare, la nuca del professor Gaetano di Modica porta il peso della scomparsa della figlia Marina, da quattordici anni; il suo è un incavo sul quale gravano gli sviluppi di un processo che cerca con troppo fatica la verità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La sua storia di professore emerito, già ordinario di Chimica industriale all’Università e socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, si lega a quella della figlia Marina, la logopedista scomparsa nel nulla l’8 maggio 1996 e il cui corpo non è mai stato ritrovato. Una storia che si è trascinata nel tempo e che, dopo la condanna in appello a 14 anni per il filatelico Paolo Stroppiana, imputato in omicidio, è tornata in questi giorni sul banco del tribunale, con l’apertura di una nuova inchiesta; questa volta nel registro degli indagati sarebbero entrati personaggi legati a Stroppiana, che potrebbero essere accusati di falsa testimonianza.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per il professor Di Modica, classe 1922, sono sviluppi faticosi da sopportare. Eppure, non può mancare alla consegna dei premi universitari dedicati ai giovani scomparsi prematuramente; così per la cerimonia torna nel palazzo del Rettorato di via Verdi, che lo ha visto crescere professionalmente. Se ne sta in prima fila, nell’aula magna, si alza in piedi per scambiare qualche parola; poi, si risiede. Tiene in tasca un fazzoletto bianco che si passa sul viso con gesti lenti. Al suo fianco c’è la moglie, Marina Ferrero, la donna che ha allevato Marina come fosse una figlia naturale e che ripara gli occhi dietro un paio di occhiali scuri; anche la sua è una nuca appesantita dal dolore. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Con i Di Modica sono presenti tutti i genitori che hanno voluto intitolare un premio in ricordo dei loro figli scomparsi. Tante nuche, tanti incavi pieni. Li accoglie il rettore dell’Università, Enzo Pelizzetti, con un discorso breve e delicato: «Abbiamo voluto tenere separato da altre iniziative questo incontro proprio in virtù del suo significato. Questi riconoscimenti premiano l’attività di studenti e neolaureati della nostra Università; ci danno soddisfazione e tanta commozione».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La borsa di studio intitolata a Marina Di Modica viene consegnata per ultima a Lara Aimone, del corso di laurea in Logopedia della facoltà di Medicina e Chirurgia, che non ha potuto essere presente alla cerimonia per motivi di salute. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«Non importa l’assenza, vale il pensiero». Gaetano Di Modica non ha mai amato, in questi anni, fare dichiarazioni, ma si ferma e stringe le mani a chi parla, come per prendere un po’ di conforto: «&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;Cosa vuole che le dica, perdere una figlia così. La borsa di studio cha abbiamo voluto dare ci dà gratificazione, ma è motivo di tanta tristezza. Quella scomparsa ci lascia segnati. Marina aveva un forte legame con tutti noi, con me, con il fratello, con mia moglie. Andiamo in campagna, apro il suo armadio, ci trovo tutte le sue cose. Basta così&lt;/span&gt;». Con quel “basta” il professore scrolla dalla nuca un po’ di quella tristezza: è un momento, e il suo incavo torna pieno.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Boglietti (www.futura.unito.it)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4140723091540761537?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4140723091540761537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/marina-di-modica-il-ricordo-su-tante.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4140723091540761537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4140723091540761537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/marina-di-modica-il-ricordo-su-tante.html' title='Marina Di Modica: il ricordo su tante nuche, incavi pieni.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S9hJPGRwcVI/AAAAAAAAAXQ/60OILzufG_8/s72-c/Immagine+014.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5443345353939499941</id><published>2010-04-23T14:34:00.000+02:00</published><updated>2010-04-23T15:10:27.819+02:00</updated><title type='text'>Sperando di vederti dipinto d'azzurro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://demokratia.blogs.sapo.pt/arquivo/DamasBlanco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 375px; height: 241px;" src="http://demokratia.blogs.sapo.pt/arquivo/DamasBlanco.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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Una Chiesa pulita, bianca sulla facciata come i vestiti che loro – &lt;a href="http://www.damasdeblanco.com/"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;le Damas de Blanco&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; – indossano ogni domenica da sette anni quando, dopo la funzione, si mettono in marcia per le strade delle città cubana. Lungo &lt;st1:personname productid="la Quinta Avenida" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Quinta" st="on"&gt;la Quinta&lt;/st1:personname&gt; Avenida&lt;/st1:personname&gt;, in processione silenziosa, tengono fra le mani le fotografie dei familiari. Detenuti. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;L'allora Presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, ha consegnato loro il &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Premio Sacharov 2005&lt;/span&gt; per la libertà di pensiero e i contributi alla difesa dei diritti dell'uomo. Quell'anno sono stati tre gli insigniti del Premio: il movimento d'opposizione cubano "Damas de Blanco", l'avvocato nigeriana Hauwa Ibrahim e l'organizzazione internazionale "Reporter senza frontiere".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma chi sono le Damas de Blanco, che sfidano con un fiore la durezza di Cuba? Sono mogli, madri, figlie dei 75 dissidenti politici che, nel marzo 2003, sono stati colpiti dall’ondata repressiva del regime castrista, ricordata come &lt;st1:personname productid="la Primavera" st="on"&gt;la Primavera&lt;/st1:personname&gt; nera di Cuba. Al loro fianco qualche giorno fa, da Miami, si sono mobilitati anche la cantante di origine cubana Gloria Estefan e il marito Emilio, produttore musicale. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Oggi, molti propongono le Damas de Blanco quali &lt;span style="color: rgb(153, 51, 153); font-weight: bold;"&gt;candidate al Nobel per la pace&lt;/span&gt;. Altri continuano a ostacolarle: la polizia ogni volta blocca la loro marcia, con non poco violenza, e ha arrestato alcune di loro, sostenendo che le autorità devono essere informate delle manifestazioni almeno 72 ore prima. &lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;"Continueremo la nostra lotta pacificamente", ha dichiarato Bertha Soler, attivista del gruppo, "perché le strade di Cuba sono di tutti i cubani e tutti abbiamo diritto a camminare liberamente". Un mese fa un notiziario della televisione cubana ha addirittura accusato le Damas di provocazione, aggressione e ingiurie contro il Paese, definendole "mercenarie". &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Con l'avvento di Barack Obama alla Casa Bianca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt;,&lt;/b&gt; sembrava che si fosse aperto uno spiraglio tra Washington e L'Avana. Al vertice delle Americhe a Trinidad e Tobago si era parlato di dialogo tra Stati Uniti e Cuba: in quella occasione Raúl Castro, fratello di Fidel e attuale presidente di Cuba, si era dichiarato aperto "a parlare di tutto, anche di diritti umani". Oggi, proprio sui diritti umani Cuba non vuole saperne di trattare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Loro, le Damas de Blanco, continuano a protestare, silenziose. Sui loro corpi di donne, bianche e coraggiose, si posa lo sguardo ferrigno delle autorità cubane e quello magnanimo di Santa Rita. Sembra di sentire correre loro incontro le parole della canzone più famosa della sostenitrice Gloria Estefan. “Hoy” porta speranza al loro oggi: &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(204, 51, 204);"&gt;“Tengo marcado en el pecho, todos los días que el tiempo no me dejó estar aquí. Tengo una fe que madura, que va conmigo y me cura desde que te conocí. Tengo una huella perdida entre tu sombra y la mía, que no me deja mentir. Soy una monedaen la fuente; tú mi deseo pendiente mis ganas de revivir. Tengo una mañana constantey una acuarela esperando verte pintado de azul. Tengo tu amor y tu suerte y un caminito empinado. Tengo el mar del otro lado: tú eres mi norte y mi sur”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;“Ho segnato nel petto tutti i giorni che il tempo non mi lasciò stare qui. Ho una fede che matura, che sta con me e mi cura da quando ti ho conosciuto. Ho una impronta perduta, tra la tua ombra e la mia, che non mi lascia mentire. Sono una moneta nella fonte tu il mio desiderio sospeso, la mia voglia di rivivere. Ho una mattina frustrante e un acquarello sperando di vederti dipinto di azzurro. Ho il tuo amore e la tua fortuna e una strada ripida. Ho il mare dall'altro lato, tuo sei il mio Nord e il mio Sud”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Boglietti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5443345353939499941?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5443345353939499941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/sperando-di-vederti-dipinto-dazzurro.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5443345353939499941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5443345353939499941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/sperando-di-vederti-dipinto-dazzurro.html' title='Sperando di vederti dipinto d&apos;azzurro'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4864627496817751682</id><published>2010-04-21T18:49:00.000+02:00</published><updated>2010-04-21T19:00:26.421+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S88unc1QwxI/AAAAAAAAAXI/eWCpD2IC_uI/s1600/provenza_400.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 280px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462636128313066258" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S88unc1QwxI/AAAAAAAAAXI/eWCpD2IC_uI/s320/provenza_400.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;C'è un tale fulgore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;anche nelle cose più semplici, Orah'le. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;Promettimi di vederlo sempre. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#cc33cc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;(D. Grossman - A un cerbiatto somiglia il mio amore)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4864627496817751682?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4864627496817751682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/ce-un-tale-fulgore-anche-nelle-cose-piu.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4864627496817751682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4864627496817751682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/ce-un-tale-fulgore-anche-nelle-cose-piu.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S88unc1QwxI/AAAAAAAAAXI/eWCpD2IC_uI/s72-c/provenza_400.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4108279042437286644</id><published>2010-04-21T16:56:00.000+02:00</published><updated>2010-04-23T14:51:09.321+02:00</updated><title type='text'>Quindici volte aborto.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S88Xn8oOCsI/AAAAAAAAAW4/q3-oGrJoFYM/s1600/vilar.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 308px; float: left; height: 245px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462610848080857794" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S88Xn8oOCsI/AAAAAAAAAW4/q3-oGrJoFYM/s320/vilar.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;em&gt;"For years, it didn't occur to me that there was for anything to tell about abortion. The opposite. There was much to forget"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindici volte. Perdere un figlio quindici volte per volontà di un marito che si definiva "femminista". Ma soprattutto a causa dell'incapacità di difendere la propria maternità. Mentre in Italia si dibatte sul senso della pillola abortiva Ru486, da oggi somministrata a quattro donne all'ospedale Sant'Anna di Torino, negli Stati Uniti il dibattito cresce attorno al libro di &lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;strong&gt;Irene Vilar&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, tradotto in italiano con il titolo "Scritto con il mio sangue". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;strong&gt;"Impossible motherhood"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, maternità impossibile, racconta di un passato che Vilar, bellissima portoricana di quarant'anni, ha superato con un secondo matrimonio e la nascita di due bambine. La sua storia inizia da giovanissima, con l'infatuazione per un docente universitario molto più grande di lei, che la sposa. Un uomo convinto che la maternità leghi la libera espressione della donna e che, per quindici volte, l'ha obbligata all'aborto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul &lt;a href="http://irenevilar.com/home/"&gt;suo sito Internet&lt;/a&gt;, Irene Vilar chiede trasparenza e impegno a chi voglia affrontare il dibattito sull'interruzione di gravidanza. L'invito è uno solo: "Rompere il silenzio, parlare onestamente". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4108279042437286644?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4108279042437286644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/quindici-volte-aborto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4108279042437286644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4108279042437286644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/quindici-volte-aborto.html' title='Quindici volte aborto.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S88Xn8oOCsI/AAAAAAAAAW4/q3-oGrJoFYM/s72-c/vilar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5265805689211322332</id><published>2010-04-19T11:51:00.000+02:00</published><updated>2010-04-19T11:55:46.933+02:00</updated><title type='text'>Noi donne, meno libere di vent'anni fa</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204); font-weight: bold;"&gt;Una società asfittica che guarda indietro, non accetta nuove figure femminili. E' vero: «Siamo sole» &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div id="content-to-read"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il movimento femminista non ha liberato le donne&lt;/span&gt;, scriveva sabato sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere &lt;/span&gt;Susanna Tamaro. Ed è vero. Per essere libere bisogna avere opportunità, e diritti. E invece: dopo le prime, vitali (per molte donne sì, vitali) conquiste, come il diritto a interrompere una gravidanza, le femministe-guida d'Italia sono andate dove le portava l'ombelico. Invece di battersi per quote sul lavoro e asili nido, hanno passato svariati anni a discutere di «pensiero della differenza». Lasciandosi indietro milioni di donne che avrebbero appoggiato (avrebbero beneficiato di) battaglie liquidate come «emancipazioniste», come se fosse una parolaccia. Rimanendo in pochissime, fino a implodere. Attorcigliandosi a discutere di corpi ed embrioni fino a raggiungere (alcune) l'opposto estremismo: prima praticavano aborti, ora vogliono impedire ai corpi delle (altre) donne di concepire con la fecondazione assistita se non maritate, o di abortire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;E così, il femminismo italiano ha avuto durata breve, è stato marginale&lt;/b&gt;. E il suo ripiegamento riflessivo ha contribuito a danneggiare le donne lavoratrici, le donne madri, le donne omosessuali, le donne avventurose, e tutte le minoranze. Anche grazie allo scarso femminismo, in Italia non si è mai creata una vera cultura del politicamente corretto. Che non è (solo) una censura sui battutoni; è soprattutto rispetto per l'altro/a. Che altrove ha portato alle donne vita più facile e fatiche domestiche condivise; che (per dire) fa sì che negli Stati Uniti ci sia un presidente nero e un'icona dell'opposizione femmina e di estrema destra. Della cui assenza in Italia, tutte e tutti stiamo pagando il prezzo: razzismi multipli, misoginia e maschilismi fieri, insensibilità collettiva a comportamenti privati di persone pubbliche che altrove porterebbero crisi e dimissioni. L'assenza di political correctness femminista ha poi legittimato un sessismo ordinario capillare, negli uffici, nelle famiglie, nelle relazioni. Tanto comunemente tollerato e incoraggiato da far accettare che la liberazione sessuale venisse trattata come un grosso business. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Più redditizio che altrove, è noto.&lt;/b&gt; Perché non controbilanciato da movimenti di opinione femminili (e non) che criticassero l'onnipresenza di seni e glutei, la cooptazione in base all'età e all'aspetto, le continue discriminazioni. Anche per questo — Tamaro giustamente lo denuncia — siamo circondati da ragazzine e bambine aspiranti veline. Anche per questo non abbiamo modelli femminili validi, magari non attraenti, che non siano showgirls. Non per questo le ragazzine sono più promiscue, come lamenta Tamaro. Lo sono meno di tante adolescenti della sua generazione, e della mia. Sono meno libere di dieci o venti anni fa; non sono libere di sognare e sperare, soprattutto (specie le non-aspiranti veline). E non solo per colpa della recessione. Per colpa di una società asfittica, che tende a guardare indietro, che non conosce e non accetta nuove figure femminili. «Siamo sole», conclude Tamaro. Sì, lo siamo. Le ragazze precarie, le madri stanche, le donne che devono abortire e non trovano un ginecologo non obiettore, le sedicenni che non sanno dove andare a chiedere un contraccettivo e dipendono dal preservativo dei partner, le straniere abbandonate a se stesse, sono solissime. C'è bisogno di più femminismo, forse, casomai.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Maria Laura Rodotà (Corriere.it)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5265805689211322332?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5265805689211322332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/noi-donne-meno-libere-di-ventanni-fa.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5265805689211322332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5265805689211322332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/noi-donne-meno-libere-di-ventanni-fa.html' title='Noi donne, meno libere di vent&apos;anni fa'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2151771419455057352</id><published>2010-04-13T11:12:00.001+02:00</published><updated>2010-04-23T14:52:35.811+02:00</updated><title type='text'>Lingue: una Facoltà dai mesi contati?</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-4585" title="taglialingue" src="http://futura.unito.it/files/2010/04/taglialingue-300x244.jpg" alt="taglialingue" width="391" height="318" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un grosso paio di forbici che chiude in una stretta una lingua; la immobilizza, la taglia. È il logo scelto dal Collettivo studentesco della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, come simbolo della protesta contro la riforma interna degli atenei italiani proposta dal Ministero. Un pacchetto di riforme su scala nazionale che interessa l’intera Università di Torino ma che coinvolge in particolare, per la sua specificità, proprio la Facoltà di Lingue. Facoltà che a Torino potrebbe addirittura scomparire.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="more-4582"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Spiega Noemi Santarella, membro del Collettivo e rappresentante del Consiglio di Facoltà: «La cancellazione di Lingue deriverebbe dalle direttive ministeriali, intorno ai tagli e ai finanziamenti all’istruzione. Secondo questo disegno, ogni Università dovrà avere un tetto massimo di 12 Facoltà. Il problema è che il numero imposto non verrà calcolato in base alla quantità di studenti di ogni corso di laurea, ma sulla quantità del corpo docente. Nel nostro caso, con 96 docenti di cui 41 ricercatori, non si raggiungerà la soglia minima prevista».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La riduzione progressiva dei lettori, il blocco della didattica proposto dai ricercatori per il nuovo anno accademico 2010-2011, l’aumento delle tasse d’iscrizione: questi i punti toccati nel corso dell’assemblea di Facoltà che si è svolta lunedì 12 aprile, al Rettorato di via Po 17.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’incontro, improvvisato sotto il porticato del palazzo, ha coinvolto più di cinquanta studenti. A parlare dapprima sono stati alcuni dei rappresentanti del Collettivo di Lingue, con lettori, docenti e ricercatori; è intervenuto per ultimo invece il preside, Paolo Bertinetti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;«Alle difficoltà che, nella prospettiva del disegno di legge del Ministero, coinvolgono tutte le Università e tanti indirizzi di specializzazione, la Facoltà di Lingue aggiunge un problema fondamentale, quello dei lettori – ha spiegato Bertinetti – I lettori, qui a Torino, sono da tempo in numero insufficiente e se ne contano sempre meno, perché non vengono sostituiti. Così accade a Lingue, ma se si trattasse di una Facoltà scientifica non ci si sognerebbe mai di fare a meno dei tecnici di laboratorio. Allo stesso modo, i lettori sono indispensabili per l’attività di didattica integrativa».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La misura adottata, secondo Bertinetti, è “fortemente punitiva” e ha già sollevato critiche da parte dei docenti e dei lettori, ma le loro voci sono rimaste inascoltate. Il preside si è rivolto allora ai ragazzi: «Sono esterefatto. Il Senato accademico non ha preso alcuna decisione in merito ai problemi della Facoltà;  c’è da sperare che gli studenti siano più fortunati. Solo tre anni fa una mobilitazione così partecipata sarebbe stata impensabile. Mi complimento e vi ringrazio».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sul problema dei ricercatori, vincolati da contratti co.co.co, parlano i membri del Collettivo: «I ricercatori non vogliono essere lasciati soli e che la protesta resti corporativistica. È quindi necessario spiegare agli studenti che l’iniziativa è stata pensata anche per il loro bene, come forma di pressione, ora che è ancora tutto possibile, che si parla di un disegno di legge».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sull’aumento delle tasse universitarie il Collettivo ha già un piano pratico. Anticipa Noemi Santarella: «Una Università pubblica, in quanto tale, deve rispettare una quota massima. L’anno scorso non siamo riusciti a evitare la lievitazione delle tasse, ma almeno l’abbiamo limitata alle fasce alte di reddito. Adesso, in collaborazione con il Politecnico e con l’Università del Piemonte Orientale, stiamo approfondendo due soluzioni: la prima consiste nel creare 65 fasce con uno scarto non più di 10 ma di 15 euro ciascuna: la seconda, è una tassazione a coefficiente calcolata in percentuale Isee sulla base del reddito dichiarato».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il Collettivo di Lingue stenderà tutte le rivendicazioni in un documento, che verrà letto nel prossimo consiglio di Facoltà, a fine aprile. La riunione è fissata per giovedì 15 alle 16, a Palazzo Nuovo. Su Facebook è inoltre possibile firmare la petizione contro l’aumento delle tasse universitarie. Per contatti, il &lt;a href="http://linguetorino.forumfree.net/" target="_blank"&gt;sito del Collettivo di Lingue&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Boglietti (Futura, www.futura.unito.it)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2151771419455057352?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2151771419455057352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/lingue-una-facolta-dai-mesi-contati.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2151771419455057352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2151771419455057352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/lingue-una-facolta-dai-mesi-contati.html' title='Lingue: una Facoltà dai mesi contati?'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3343697056468231696</id><published>2010-04-01T15:31:00.000+02:00</published><updated>2010-04-09T21:26:28.696+02:00</updated><title type='text'>Siamo con Maria Luisa Busi. Con Tiziana Ferrario. Come con Lilli Gruber.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cinquestellealgiornalismo.it/file/imgs/13_big_Ferrario2_0669.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 289px; FLOAT: left; HEIGHT: 202px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.cinquestellealgiornalismo.it/file/imgs/13_big_Ferrario2_0669.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc33cc;"&gt;Rai, nuove epurazioni. Saltano tre conduttori del Tg1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="article mt-container" align="justify"&gt;&lt;div class="bodyText"&gt;&lt;p&gt;Tre giornalisti sollevati dall'incarico di conduttori al Tg1, dove la situazione "non è più tollerabile" e richiede un intervento di Garimberti a garanzia di chi lavora in Rai. Lo dichiarano Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, consiglieri di minoranza Rai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ormai è evidente che al Tg1 è in corso una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore - dichiarano -. La settimana scorsa era toccato al caporedattore Massimo de Strobel, oggi Minzolini ha annunciato al comitato di redazione che sono stati sollevati dal loro incarico di conduttore Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, tutti professionisti che hanno contribuito a scrivere la storia di quella che un tempo è stata la più importante testata televisiva".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Avevamo chiesto al direttore generale di fermare il disegno di annientamento dei valori, delle culture e delle autonomia professionali portato avanti con determinazione stalinista dal direttore del TG1 e pertanto lo riteniamo corresponsabile di&lt;br /&gt;queste decisioni. Al presidente - concludono - chiediamo un intervento a garanzia e in difesa di tutti coloro che in questa azienda hanno lavorato e lavorano con professionalità, serietà ed apprezzamento generale. Quanto sta avvenendo al TG1 è il segno di un'arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell'intero servizio pubblico".&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="date t-space"&gt;(L'Unità, 31 marzo 2010)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3343697056468231696?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3343697056468231696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/siamo-con-tiziana-ferrario-come-con.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3343697056468231696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3343697056468231696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/04/siamo-con-tiziana-ferrario-come-con.html' title='Siamo con Maria Luisa Busi. Con Tiziana Ferrario. Come con Lilli Gruber.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2562937710659563008</id><published>2010-03-31T23:23:00.000+02:00</published><updated>2010-03-31T23:25:30.820+02:00</updated><title type='text'>Singolare femminile, donna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Singolare femminile, donna, una alla volta. Mi è capitato di amarne una alla volta, ma niente meno di questo. Ho bisogno che ci sia un innesco di amore, questa fantasia di ammore con due “emme”, come si dice a Napoli, non un’attrazione fisica e basta. Donna, creatura completamente diversa. Io non ci capisco niente, ma non è importante capirsi, solo l’alleanza è importante, la possibilità di stabilire un’alleanza tra maschio e femmina. La scena gigantesca dell’imbarco degli animali sull’arca di Noé è un imbarco muto, non ci sono cuccioli, la vita è stata cancellata ancor prima di essere imbarcata, esistono solo esemplari adulti, la coppia maschio-femmina che poi ripopolerà il mondo successivo e che è l’alleanza più forte che esista, più forte di quella tra madre e figli. &lt;strong&gt;Due estranei più o meno coetanei che non vengono dalla stessa famiglia, che non si conoscono e che si scelgono, stabiliscono alleanza e futuro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;Erri De Luca&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2562937710659563008?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2562937710659563008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/singolare-femminile-donna.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2562937710659563008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2562937710659563008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/singolare-femminile-donna.html' title='Singolare femminile, donna'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2665470683555563989</id><published>2010-03-27T19:45:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T20:01:31.266+01:00</updated><title type='text'>Sesto giorno: Mondiali di pattinaggio di figura, Torino 2010.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S65SU0L9-VI/AAAAAAAAAWo/uoACAXfZv_E/s1600/RSCN1478.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453386716351953234" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S65SU0L9-VI/AAAAAAAAAWo/uoACAXfZv_E/s320/RSCN1478.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La vincitrice della categoria femminile è la giovanissima giapponese Mao Asada, che poco prima di entrare in pista era al telefonino con la madre: "Mamma, ho vinto la medaglia d'oro!". Il pubblico torinese ha supportato con grande impegno Carolina Kostner, sesta. I mondiali di pattinaggio di figura si chiuderanno con il Gran Galà, che vedrà sul ghiaccio i primi cinque atleti (o coppie) classificatesi in ogni categoria (maschi, femminile, ice dance, coppie). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2665470683555563989?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2665470683555563989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/sesto-giorno-mondiali-di-pattinaggio-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2665470683555563989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2665470683555563989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/sesto-giorno-mondiali-di-pattinaggio-di.html' title='Sesto giorno: Mondiali di pattinaggio di figura, Torino 2010.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S65SU0L9-VI/AAAAAAAAAWo/uoACAXfZv_E/s72-c/RSCN1478.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4534025501355163349</id><published>2010-03-27T19:43:00.001+01:00</published><updated>2010-03-27T19:52:40.888+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S65R9T_5ORI/AAAAAAAAAWg/4QFeR5aDSZA/s1600/RSCN1479.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453386312574384402" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S65R9T_5ORI/AAAAAAAAAWg/4QFeR5aDSZA/s320/RSCN1479.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La campionessa finlandese Laura Lepisto (bronzo) immortalata con la presidente del comitato organizzatore, Lavinia Borromeo, al momento della premiazione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4534025501355163349?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4534025501355163349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/la-campionessa-giapponese-immortalata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4534025501355163349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4534025501355163349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/la-campionessa-giapponese-immortalata.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S65R9T_5ORI/AAAAAAAAAWg/4QFeR5aDSZA/s72-c/RSCN1479.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8916430998325933953</id><published>2010-03-27T10:56:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T11:03:25.893+01:00</updated><title type='text'>Quinto giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63WbWDglqI/AAAAAAAAAWY/dL1M5NzFf8k/s1600/RSCN1465.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453250489080649378" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63WbWDglqI/AAAAAAAAAWY/dL1M5NzFf8k/s320/RSCN1465.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il ricordo del quinto giorno di competizione è sicuramente questo: l'immagine di Federica Faiella e Massimo Scali, sorridenti con il bronzo al collo, proiettata sul tabellone cubico del Palavela, per la gioia del pubblico. La coppia dimentica Vancouver, Faiella supera l'influenza. "Terrò sempre il ricordo degli spettatori di Torino nel mio cuore, per tutta la mia carriera", ha dichiarato Scali in Mixed Zone in diretta con la Rai. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8916430998325933953?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8916430998325933953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/quinto-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8916430998325933953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8916430998325933953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/quinto-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html' title='Quinto giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63WbWDglqI/AAAAAAAAAWY/dL1M5NzFf8k/s72-c/RSCN1465.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7142617406798174044</id><published>2010-03-27T10:46:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T11:04:57.410+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63VGT8LY2I/AAAAAAAAAWQ/YIrYJ2fD1xw/s1600/DSCN1457.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453249028224148322" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63VGT8LY2I/AAAAAAAAAWQ/YIrYJ2fD1xw/s320/DSCN1457.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il compito del volontario "vigile urbano" nell'area atleti è quello di ricordare loro di infilarsi in Mixed Zone per le dichiarazioni ai giornalisti e le flash quotes, battute a caldo prese da altri volontari per l'ufficio stampa e distribuite in tribuna stampa con la time schedule (orari e ordine di esibizione delle batterie). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7142617406798174044?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7142617406798174044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/il-compito-del-volontario-vigile-urbano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7142617406798174044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7142617406798174044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/il-compito-del-volontario-vigile-urbano.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63VGT8LY2I/AAAAAAAAAWQ/YIrYJ2fD1xw/s72-c/DSCN1457.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1971930743482336871</id><published>2010-03-27T10:42:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T10:46:23.889+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63TjyJ6teI/AAAAAAAAAWI/yIzFjXn8ehQ/s1600/DSCN1464.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453247335527790050" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63TjyJ6teI/AAAAAAAAAWI/yIzFjXn8ehQ/s320/DSCN1464.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di uscire gli italiani si fermano sulla pista per farsi fotografare dagli spettatori della tribuna. Tutti in piedi per loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-1971930743482336871?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/1971930743482336871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/prima-di-uscire-gli-italiani-si-fermano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1971930743482336871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/1971930743482336871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/prima-di-uscire-gli-italiani-si-fermano.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63TjyJ6teI/AAAAAAAAAWI/yIzFjXn8ehQ/s72-c/DSCN1464.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8168981683672497130</id><published>2010-03-27T10:39:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T10:42:48.581+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63SkafqClI/AAAAAAAAAWA/umlm2paSKKM/s1600/RSCN1461.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453246246844762706" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63SkafqClI/AAAAAAAAAWA/umlm2paSKKM/s320/RSCN1461.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dei fotografi, appena conclusa la cerimonia di premiazione, organizza il gruppo di coppie vincitrici della Ice Dance per uno scatto di gruppo per i fotografi che non hanni accesso al ghiaccio e che sono accalcati a bordo pista. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8168981683672497130?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8168981683672497130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/uno-dei-fotografi-appena-conclusa-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8168981683672497130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8168981683672497130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/uno-dei-fotografi-appena-conclusa-la.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63SkafqClI/AAAAAAAAAWA/umlm2paSKKM/s72-c/RSCN1461.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3754380090908449724</id><published>2010-03-27T10:27:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T10:39:07.379+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63P8OmVVqI/AAAAAAAAAV4/6PxaNMyOyIg/s1600/DSCN1462.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453243357433517730" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63P8OmVVqI/AAAAAAAAAV4/6PxaNMyOyIg/s320/DSCN1462.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il posto che ho avuto durante la premiazione delle coppie di Ice Dance era a dir poco privilegiato, giusto all'imbocco con la pista, sul rink. Ogni coppia da podio si ritrova "alle calcagna" un volontario che la segue dal momento della fine delle gare alle interviste in Mixed Zone, dalla consegna delle medaglie alla comparsa in conferenza stampa. Questi sono gli americani Meryl Davis e Charlie White (argento), che ho marcato talmente stretto che sono rimasti in camerino giusto gli 8 minuti consentiti e sono stati i primi a mettere piede in conferenza stampa, con una attesa dei canadesi Tessa Virtue e Scott Moir (oro, lei nella foto sulla sinistra) di cinque minuti, ma degli italiani Federica Faiella e Massimo Scali (bronzo) di quasi 15 minuti. White ha intrattenuto per un attimo il pubblico di giornalisti mimando un comizio: lui è in assoluto l'atleta più spiritoso! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3754380090908449724?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3754380090908449724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/il-posto-che-ho-avuto-durante-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3754380090908449724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3754380090908449724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/il-posto-che-ho-avuto-durante-la.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63P8OmVVqI/AAAAAAAAAV4/6PxaNMyOyIg/s72-c/DSCN1462.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-681417607176008725</id><published>2010-03-27T10:15:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T11:10:58.399+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63NeCHg6_I/AAAAAAAAAVw/Uv9OoSIuOzI/s1600/DSCN1455.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453240639663696882" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63NeCHg6_I/AAAAAAAAAVw/Uv9OoSIuOzI/s320/DSCN1455.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mixed Zone&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti con il fiato sospeso alle 16 per l'esibizione di short program di Carolina Kostner (quel puntolino rosa sul ghiaccio). Anche gran parte degli operatori dell'area atleti è rimasta immobile durante l'esecuzione, peraltro piuttosto apprezzata. Questo è il corridoio aperto che sta fra la Mixed Zone, l'area relax e riscaldamento e il bordo pista. Carolina Kostner partirà da un quarto posto per la medaglia di migliore pattinatrice. Il podio esclude la coreana Yu- Na Kim per una caduta, che anche dietro le quinte mantiene la calma e scrollando le spalle dice "pazienza", e premia la giapponese Mao Asada. Tutte gareggeranno con programmi liberi ad alta spettacolarità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-681417607176008725?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/681417607176008725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/mixed-zone-tutti-con-il-fiato-sospeso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/681417607176008725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/681417607176008725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/mixed-zone-tutti-con-il-fiato-sospeso.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S63NeCHg6_I/AAAAAAAAAVw/Uv9OoSIuOzI/s72-c/DSCN1455.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-5407843676614173606</id><published>2010-03-25T20:17:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T21:33:47.918+01:00</updated><title type='text'>Quarto giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6u724Vv_nI/AAAAAAAAAVo/2wLWsb9-j34/s1600/pattino%2520colore.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 278px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452658325373058674" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6u724Vv_nI/AAAAAAAAAVo/2wLWsb9-j34/s320/pattino%2520colore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mixed Zone&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'area atleti oggi è stata percorsa in lungo e in largo dai pattinatori maschi che si sono proposti nelle ultime esibizioni da singoli, prima delle finalissime in tarda serata, e dalle coppie della Ice Dance con lo short program, che domani termiranno con performance libere. Terzo posto per gli italiani Federica Faiella e Massimo Scali, che si sono immedesimati in una tarantella vorticosa: domani difenderanno il podio. Faiella promette impegno, nonostante la stanchezza che le ha fatto abbandonare la chiacchierata con i giornalisti della carta stampata. In Mixed Zone Scali si è intrattenuto più di un quarto d'ora, tra televisione (Rai e Euro Sport hanno la precedenza in quanto in diretta), Radio Rai, giornalisti della writing press italiani e stranieri. In Mixed Zone c'è chi raccoglie Flash Quotes, le impressioni a caldo degli atleti appena usciti dalla pista, "catturati" prima che raggiungano gli spogliatoi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le immagini di questo pomeriggio nel flusso di pattinatori della Mixed Zone: il costume a kimono, rosso con enormi fiori e un fiocco giallo alla vita per lei, marrone per lui, dei giapponesi Cathy Reed e Chris Reed. Il loro momento di concentrazione, mano nella mano occhi chiusi respiro lento, prima di entrare in pista. E poi la raccolta visiva di pattini fatti in questi giorni: pattini e pattinatori come ciondoli, pattini a strass sulla custodia dei cellulari e stampati sulle borse. Una passione silenziosa! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domani pomeriggio sarà la volta delle Ladies, primo giorno di gara per la nostra Carolina Kostner che si esibirà alle 16. La Mixed Zone si preannuncia già "movimentata". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-5407843676614173606?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/5407843676614173606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/quarto-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5407843676614173606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/5407843676614173606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/quarto-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html' title='Quarto giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6u724Vv_nI/AAAAAAAAAVo/2wLWsb9-j34/s72-c/pattino%2520colore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7483880079305339438</id><published>2010-03-25T10:29:00.000+01:00</published><updated>2010-03-26T12:14:50.376+01:00</updated><title type='text'>Terzo giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6stEAB54-I/AAAAAAAAAVg/23MU2KCyUqc/s1600/DSCN1450.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452501320612832226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6stEAB54-I/AAAAAAAAAVg/23MU2KCyUqc/s320/DSCN1450.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mixed Zone&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena medagliato d'argento, Robin Szolkowy all'uscita dei camerini mi concede una fotografia. Un onore non solo perchè la Germania è da sempre nel mio cuore, ma perché il pattinatore della coppia tedesca (in basso, con la bellissima partner Aliona Savchenko) &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=THsvzl35-aI"&gt;ha emozionato il pubblico sulle notte di "Out of Africa"&lt;/a&gt;. Molti spettatori si sono addirittura alzati in piedi. Nessuna sbavatura, praticamente perfetti. I punti hanno dato ragione alla Cina (oro), ma i tedeschi sono i vincitori morali, decretati dal pubblico e osannati al momento della premiazione. Robin Szolkowy il giorno prima, in conferenza stampa, aveva detto di non essere soddisfatto del terzo posto ottenuto con lo short program, solo argento ma la coppia tedesca ha meritato "un oro ad honoris causam". Schade! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7483880079305339438?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7483880079305339438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/terzo-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7483880079305339438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7483880079305339438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/terzo-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html' title='Terzo giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6stEAB54-I/AAAAAAAAAVg/23MU2KCyUqc/s72-c/DSCN1450.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-8796883399379638361</id><published>2010-03-25T10:27:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T10:29:02.211+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6ssxHkkdnI/AAAAAAAAAVY/oIUWJh8Qgak/s1600/DSCN1449.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452500996219762290" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6ssxHkkdnI/AAAAAAAAAVY/oIUWJh8Qgak/s320/DSCN1449.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mixed Zone&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-8796883399379638361?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/8796883399379638361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/mixed-zone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8796883399379638361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/8796883399379638361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/mixed-zone.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6ssxHkkdnI/AAAAAAAAAVY/oIUWJh8Qgak/s72-c/DSCN1449.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-6986603485089381622</id><published>2010-03-25T10:23:00.001+01:00</published><updated>2010-03-25T21:35:47.082+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6sr7lQXlCI/AAAAAAAAAVQ/ox0Fp_vaP2M/s1600/DSCN1440.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452500076475159586" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6sr7lQXlCI/AAAAAAAAAVQ/ox0Fp_vaP2M/s320/DSCN1440.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Photo - position&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche minuto di relax, tra una batteria e l'altra. Gli spalti si sono riempiti con il tutto esaurito per le esibizioni libere delle coppie e per la consegna delle medaglie. La stanchezza c'è, ma non si vede! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-6986603485089381622?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/6986603485089381622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/photo-position_25.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6986603485089381622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/6986603485089381622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/photo-position_25.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6sr7lQXlCI/AAAAAAAAAVQ/ox0Fp_vaP2M/s72-c/DSCN1440.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3394760389621282445</id><published>2010-03-25T10:18:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T21:36:04.087+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6sqwzpq1xI/AAAAAAAAAVI/c3jHozPO4jM/s1600/DSCN1448.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452498791849187090" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6sqwzpq1xI/AAAAAAAAAVI/c3jHozPO4jM/s320/DSCN1448.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Photo - position&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il terzo giorno di lavoro è tutto dedicato ai fotografi. A bordo pista come al terzo livello, per controllare che mantengano le rispettive posizioni e che non si muovano durante le esibizioni. Ma soprattutto per far loro da tramite con il media center per lo sviluppo istantaneo delle fotografie. Dai cinesi dell'oro nelle coppie alle performance dei singoli maschili, cosa non ci è passato per le mani, a noi messi! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3394760389621282445?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3394760389621282445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/photo-position.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3394760389621282445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3394760389621282445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/photo-position.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6sqwzpq1xI/AAAAAAAAAVI/c3jHozPO4jM/s72-c/DSCN1448.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-2404199601204323398</id><published>2010-03-24T10:29:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T21:37:32.399+01:00</updated><title type='text'>Secondo giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nbvRPJ3KI/AAAAAAAAAVA/TJ3izLzIkuE/s1600/DSCN1435.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452130429035994274" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nbvRPJ3KI/AAAAAAAAAVA/TJ3izLzIkuE/s320/DSCN1435.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Press tribune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I campionati entrano nel vivo, mattinata di gare dedicata alla Ice Dance - programma obbligatorio, danza sul ghiaccio. Tra i primi italiani ad esibirsi la coppia Federica Faiella - Massimo Scali, quinti alle Olimpiadi di Vancouver, vicecampioni europei del 2009 e quinti ai mondiali del 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'immagine della cerimonia di apertura con la quale apro la mia photogallery, modesta per tempi e mezzi: all'altoparlante si annuncia "tutti in piedi" per l'inno nazionale. Ad alzarsi non solo il pubblico, ma tutti i giornalisti e i fotografi -italiani e stranieri- presenti in tribuna, capaci in pieno spirito sportivo di lasciare per qualche minuto il lavoro in corso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trovo meravigliosa la prospettiva dello scatto, certo poco "fotografica" (la si deve lasciare a chi ne fa una professione) ma molto "amatorial-giornalistica", capace di descrivere cioè la mia esperienza. La tribuna stampa al momento dell'inaugurazione (ore 17) era poco affollata. Le gare sono riprese subito dopo, intorno alle 18 con lo short program: in pista le coppie. Tra queste l'italiana Stefania Berton - Ondrej Hotarek, che dai primi minuti di riscaldamento della prima batteria (4 coppie per un totale di 25) ha scatenato applausi e fischi di incitamento. Nel corso dell'esibizione dei due italiani, poi, il pubblico ha ritmato a suon di mani la musica. Un benvenuto affettuosissimo! &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-2404199601204323398?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/2404199601204323398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/secondo-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2404199601204323398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/2404199601204323398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/secondo-giorno-mondiali-pattinaggio-di.html' title='Secondo giorno: Mondiali pattinaggio di figura, Torino 2010.'/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nbvRPJ3KI/AAAAAAAAAVA/TJ3izLzIkuE/s72-c/DSCN1435.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-7022194635752908032</id><published>2010-03-24T10:22:00.000+01:00</published><updated>2010-03-24T10:39:23.754+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6naNE3fyPI/AAAAAAAAAU4/IMfqpjAsjfI/s1600/DSCN1437.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452128742088362226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6naNE3fyPI/AAAAAAAAAU4/IMfqpjAsjfI/s320/DSCN1437.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'esibizione più "calda" della cerimonia di apertura, sulla musica della italianissima "Qui dove il mare luccica". Per vederla con i propri occhi &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=o8fdO6GD3ns"&gt;il video di Torino 2.0&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-7022194635752908032?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/7022194635752908032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/lesibizione-piu-calda-della-cerimonia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7022194635752908032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/7022194635752908032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/lesibizione-piu-calda-della-cerimonia.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6naNE3fyPI/AAAAAAAAAU4/IMfqpjAsjfI/s72-c/DSCN1437.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-3454344125699380111</id><published>2010-03-24T10:14:00.000+01:00</published><updated>2010-03-24T10:22:39.254+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nYZ39PeUI/AAAAAAAAAUw/LqJ4VPOAOPI/s1600/DSCN1438.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452126762937841986" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nYZ39PeUI/AAAAAAAAAUw/LqJ4VPOAOPI/s320/DSCN1438.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il meraviglioso gioco di luci di cui si gode dalla tribuna stampa, che ospita 300 posti a sedere per giornalisti e salotti tv, compreso un terzo piano dedicato ai fotografi per le riprese dall'alto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-3454344125699380111?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/3454344125699380111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/il-meraviglioso-gioco-di-luci-che-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3454344125699380111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/3454344125699380111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/il-meraviglioso-gioco-di-luci-che-si.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nYZ39PeUI/AAAAAAAAAUw/LqJ4VPOAOPI/s72-c/DSCN1438.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-4429492623195287232</id><published>2010-03-24T10:01:00.000+01:00</published><updated>2010-03-24T10:13:08.463+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nV7JKxOHI/AAAAAAAAAUo/SsJy3HS2XfY/s1600/RSCN1439.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452124035958782066" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nV7JKxOHI/AAAAAAAAAUo/SsJy3HS2XfY/s320/RSCN1439.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I "baby pattinatori" di Torino hanno rotto ufficialmente il ghiaccio. Qui schierati dopo il saluto ufficiale di Lavinia Borromeo Elkann (presidentessa del Comitato organizzatore), del sindaco Sergio Chiamparino  e di Ottavio Cinquanta (presidente International Skating Union, Isu). &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8374541518996914575-4429492623195287232?l=giovannaboglietti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/feeds/4429492623195287232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/i-baby-pattinatori-di-torino-hanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4429492623195287232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8374541518996914575/posts/default/4429492623195287232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giovannaboglietti.blogspot.com/2010/03/i-baby-pattinatori-di-torino-hanno.html' title=''/><author><name>Giovanna Boglietti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06809171567472903384</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/TGVuFQfQcnI/AAAAAAAAAbc/t54VrYNIPaQ/S220/Audrey-Hepburn.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wKE6CTANnj8/S6nV7JKxOHI/AAAAAAAAAUo/SsJy3HS2XfY/s72-c/RSCN1439.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8374541518996914575.post-1944301387813328113</id><published
